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Eluana: non si uccidono così neanche i cavalli

› La "morte pietosa" di Eluana› Leggi lo speciale sul caso Englaro› Il giudizio del direttore Luigi Amicone› Lo dicevo io che Concita ha stoffa (Berlicche)› Firma l'appello: "Liberi di vivere"› Guarda il servizio delle Iene› Il presidente del Css: è eutanasia

di Luigi Amicone

Avete sentito quanti fiumi di retorica e pane di buone intenzioni si sprecano per rivoltare la frittata e negare l’evidenza elementare che hanno deciso di far morire di sete e di fame una persona umana. Eluana deve morire così. Come già venne amorevolmente fatta morire di sete e di fame Terry Schiavo dal suo maritino che gli voleva così tanto bene da convolare subito in secondo nozze non appena sbrigata l’amorevole pratica. Eluana deve morire così. Perché così ha deciso un giudice amorevole. Perché da quel giorno che è andata da un’altra parte della vita, da un’altra parte di una vita che crediamo di conoscere, che crediamo di possedere, che crediamo in nostro potere, così crede di amarla un padre. E’ da quel giorno dell’incidente che Eluana doveva morire così. Per fame e per sete. E se per quindici anni nessuno la aveva ancora fatta morire così, togliendole il sondino dell’idratazione e dell’alimentazione, è solo per colpa di quella gente cattiva che l’ha accudita e che le ha voluto bene ora dopo ora, giorno dopo giorno, notte dopo notte. Se non è ancora morta così, Eluana, è solo per colpa di gente che ha torturato la sua non vita, il suo non essere sana e dignitosa, il suo non apparirci una fatina, il suo non aderire all’immaginario collettivo che la vorrebbe sempre giovane e carina. Finalmente si può farla morire, per sete e per fame. E’ stato così sgradevole vederti e non vederti, immaginarti e non immaginarti, saperti e non saperti, così diversa, così strana, così immobile in quel lettino! E’ vero, Eluana da quindici anni viveva da un’altra parte delle nostre palestre, delle nostre vacanze ai tropici, delle nostre isole dei famosi. La sua vita scorreva lieve e misteriosa nel nostro mondo comune. Scorreva limpida e interrogativa le nostre vite limacciose. Scorreva tra le braccia di piccole grandi donne, piccole grandi samaritane della misericordia. Donne che per accudire Eluana e tante altre sorelle e fratelli come lei, hanno buttato via quindici anni della loro vita, quindici anni di vacanze al sole, quindici anni di vite frementi e carine. Ora è proprio finita. Come sussurrò il padre Englaro a una figlia sconosciuta, «ora ce l’abbiamo fatta». Sì, ce l’hanno fatta. Farisei e dottori della legge hanno finalmente stabilito che è bene così. E’ bene che i poveri nel corpo e gli ultimi nella mente, debbano morire per sentenza e per “stato di diritto”. Devono morire per “amore”. Certo. Come dicevano giuristi e medici del Terzo Reich che col decreto del Fuher del 1 settembre 1939 convennero sulla filantropica “uccisione misericordiosa di persone non degne di vivere”, devono morire di “morte per grazia”.

Ps: Così parla il nuovo Zarathustra: «Orsù, scaldate i nuovi farmaci e le nuove cliniche della morte buona! Orsù, le risorse della terra si stanno esaurendo! Orsù, datevi da fare per convincere la gente a rendere finalmente reddittiva la carne umana! Orsù, industrializzate il filtraggio della vita in entrata e in uscita! Orsù, siate buoni ecologisti e salvate il pianeta! Orsù, convincete l’Opinione Pubblica che gli animali biondi e le foreste azzurre vanno salvaguardate dalla rogna degli esseri umani, esseri immondi e inferiori! Orsù, aborto ed eutanasia siano le vostre stelle polari! Orsù, buona RU486! Buone cliniche Exit! Buona autodeterminazione!»

 

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1
Vorrei una risposta da

Inserito da lucky il 22 Novembre 2008 - 9:29pm

Vorrei una risposta da esperto. Se avessero dato il consenso di espianto di organi da Eluana, l'avrebbero fatto? Il padre di Eluana può ancora dare il consenso per la donazione di organi dal corpo di Eluana? Tutti quei ragazzi di venti anni a cui sono stati asportati organi, potevano ancora "vegetare" come la povera Eluana?

2
Padova, 14 novembre

Inserito da lapolide il 20 Novembre 2008 - 4:11pm

Padova, 14 novembre 008.

Voglio urlarlo al mondo intero:
“NO !”, non vi darò la vita mia .

Eluana Englaro è stata condannata a morte.

Una Magistratura, la Suprema Corte Romana, si è arrogata il diritto di emettere una sentenza, che reputo disumana, in cui decreta di far morire una persona. Come dire di dare mandato, al genitore stesso, di esserne il killer esecutivo.

Se quel povero essere divenuto arido, senz'anima che non si esprime più con parole umane, anche per quanto proferito ieri sera nella trasmissione di Porta a Porta, avrà il coraggio di eseguirlo, sono certo che il Signore Iddio saprà come punire quella mano divenuta assassina.

E’ una sentenza di Legge a carattere politico più che legislativo ( sempre secondo me) che ha voluto dimostrare di essere superiore a quella del volere Divino di Dio. E’ stata la dimostrazione dell’ateismo imperante insito nella società dell’apparire per stabilire il trionfo degli Anticristo sulla Fede Cristiana.

Lo ripeto al mondo dell’infinito iperuranico: è barbaro, incivile ( ancora secondo me) che una Legge emanata dagli Uomini si sia impadronita impunemente del diritto di vita e di morte sui suoi simili, scavalcando e calpestando il volere supremo ineluttabile che spetta unicamente al Creatore che si fece uomo per salvare l’umanità tutta.

Da cristiano cattolico ho l’animo affranto, sperduto, disgustato per tale decisione. A che cale vantarsi di far parte di un Paese che chiamiamo civile unicamente dal fatto che non si applica da noi la pena di morte per orrendi reati commessi, quando poi si attuano queste sentenze così bestiali, contro natura ?

Sappia la gente di tutte le età e ceti sociali che l’eutanasia è entrata prepotentemente così, per colpa di un arrogante diritto coatto, partigiano e partitico, nelle nostre case, nelle nostre coscienze, nelle nostre vite nelle nostre viscere. Che non ci appartengono più, perché ora divenute di proprietà esclusiva, materiale di una Casta di Magistrati e di Giudici, eludendo i comandamenti di Dio. Non ha più senso ripetere la frase da “ Lui ” pronunciata << Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio…>>. E’ stato cancellato per sempre il sesto comandamento (secondo la Sacra Bibbia) << Non uccidere >>.

E’ quantomeno strano, per non dire inquietante, assurdo (anche se Pirandello sosteneva che nella vita niente è assurdo perché ciò che accade è solo verità ) che quella sentenza sia giunta nel giorno in cui in un’altra, pur se di diverso tenore, si assolvevano in larga misura, le Forze di Polizia dai reati a loro ascritti, relativi ai gravi fatti accaduti nella Scuola Diaz di Genova nel duemilauno (compiuti da No-global, Centri Sociali e Movimenti Sindacali di estrema Sinistra sulle strade citttadine genoane, ndr.). E si discettava altresì, in sedi diverse, sull’interpretazione da dare allo “ Stato di Diritto ” italiano se esistente o meno. Da una parte un certo Agnoletto di “Ue vestuto ” (!), della Sinistra extraparlamentare che sosteneva quel “ Diritto ” di non essere più tale bensì “Impunibile” e dall’altra, il Padre di Eluana che affermava, al contrario, la sua " effettiva esistenza e concretezza ". Dove la Ragione e dove l’Anormalità ?

Che il Grande ed Eterno Iddio, stenda benevolmente su di noi ancora una volta, la Sua Sacra e Giusta Mano protettrice e che perdoni le colpe commesse da Uomini di sì poca Fede.

Questo dico e affermo da uomo libero e credente. Continuerò a pregare.

lapolide.

3
Provo dolore, terrore e

Inserito da giovanni sambro... il 20 Novembre 2008 - 3:24pm

Provo dolore, terrore e rabbia per quanto sta avvenendo. Dolore perché una vita umana finisce, e finisce per volontà di altri uomini e in modo terribile, non solo se Eluana dovesse soffrire. Il terrore, invece, sorge in me a causa del fatto - gravissimo! - che, per esempio, mia moglie, col beneplacito di un giudice, potrebbe decidere di farmi morire. Infine, la rabbia: nel nostro Paese si discute sull'opportunità di prevedere o meno le preferenze sulla scheda elettorale per il rinnovo dell'europarlamento e non ci si accorge che le leggi sono invece prodotte da qualche magistrato che s'è scordato qual è il suo ruolo: da oggi non si legifera in nome del popolo italiano, ma sopra la sua testa, e se qualche testa cade pazienza!
Ci penso, ci ripenso... e mi vengo i brividi.

4
Buonasera, concordo con il

Inserito da cgianu il 17 Novembre 2008 - 4:32pm

Buonasera,
concordo con il Direttore.
Poi vorrei ricordare che anni fa il papa Giovanni Paolo II cominciò la "preghiera con l'Italia e per l'Italia".
Chi sa quanti di noi l'avevamo presa sul serio.
Eppure non era un monito moralistico, era un'esigenza per il nostro popolo, di non perdere la nostra anima.
Io un po' ho pregato, ma forse occorrerebbero tanti san Benedetto anche oggi, o santi come san Patrizio che evangelizzò l'Irlanda.
Cordiali saluti
Caterina

5
Salve a tutti, sono un

Inserito da SAM92 il 14 Novembre 2008 - 10:28pm

Salve a tutti, sono un sedicenne (più o meno ) come tanti, e quello che è successo merita, almeno da parte mia, due parole.Trovo semplicemente bestiale, nell'accezione originale del termine, che sia stato dato il permesso di staccare il sondino ad Eluana; e trovo ancor più bestiale che il padre abbia detto: "ce l'abbiamo fatta". Lo trovo un comportamento animalesco (cambio termine tanto per far contenta la mia prof. di italiano; non si lamenti più delle ripetizioni nei miei temi) perchè questo è indice, insieme al sondaggio di RAI1 secondo il quale il 73% degli italiani condivide questo omicidio, che la nostra umanità sta andando, passatemi
il termine, a farsi benedire. E non mi vengano a parlare di progresso per quanto riguarda la libertà dell'uomo! Qui non si afferma il diritto alla libertà di scelta ma si nega il diritto
alla vita. Detto questo, detto tutto.

Saluti.

Samuele Macchi

6
Che padri o madri sciagurati

Inserito da lucio pichini il 14 Novembre 2008 - 9:48pm

Che padri o madri sciagurati uccidano i propri figli non è purtroppo una novità. Siamo ormai assuefatti anche dal continuo canglore mediatico che con fatti di cronaca delittuosi non mancano di straziare la nostra realtà. Riusciamo a comprendere anche il gesto più insano, con l’analisi sociologica, morale, affettiva e psicopatologica che l’esperto di turno, politicamente corretto con estrema calma ci propina come certezza interpretativa, difficilmente confutabile, vivisezionando la realtà nei suoi aspetti parziali, per concludere alla fine che la colpa e il male non esistono.

Ma uno stato - tramite il suo potere giudiziario, stravolgendo il senso stesso dell’esistenza, anche il più laico si volesse rappresentare, con una sentenza che dietro i cavilli interpretativi di azzeccacabugli tronfi e autoreferenziali, in barba allo stesso diritto naturale e dei codici (guai a parlare di leggi morali!) che da secoli regolamentano la nostra convivenza civile, tenti di sfondare ogni limite ed ergersi a regolatore e datore di vita o di morte, con le sue avanguardie faustiane di edificatori de Il mondo nuovo - non era stato pianificato nemmeno dalle menti più nefande di hitleriana e staliniana memoria.

La deificazione dello stato come fonte unico del diritto, porta in questo modo ala spersonalizzazione del tiranno, de popolo, del partito e dell’ideologia in cui si poteva identificare, fino ad oggi, la fonte dell’oppressione e della persecuzione.
Ed allora sarà possibile qualunque fantasia manipolatrice della vita, fin dai suoi primi istanti come all’ultima esalazione di essa, l’importante che carta bollata e timbri siano a posto e la coscienza è finalmente salva: il peccato non esiste semmai è un’invenzione dei preti.

Mi viene in mente un’immagine dello stupendo film “Le ali della liberta” in cui il protagonista di colore, interpretato dall’ottimo Morgan Freeman, dopo trent’anni di carcere duro, riacquista la libertà ma non riesce a sentirsi veramente libero, tanto che continua a chiedere il permesso per poter espletare persino i bisogni corporali, fino a definirsi come “istituzionalizzato”. Ma lo spirito e la speranza, per fortuna, alla fine si dimostrano più forti.
Occorre, allora, che uomini liberi, un piccolo resto, continuino la buona battaglia per la giustizia e la libertà, dove la parola Amore abbia ancora un senso, nella certezza che chi ha iniziato l’opera la porterà a compimento.

Teramo, 14/11/08 Lucio Pichini

7
Caro Direttore, come sai

Inserito da CAMROSSI il 14 Novembre 2008 - 7:07pm

Caro Direttore,
come sai sono un medico, da 20 anni tre giorni fa e Dirigo un ospedale, anzi due. C'è una cosa che non sai, che sono in dialisi da due anni, ho tolto un rene per il sospetto di un tumore e sono malato di reni da quando avevo 2 anni. Mio fratello è morto in dialisi 40 anni fa....Certamente è poca cosa rispetto a quello che succede ad Eluana, anzi, è niente. Però mi ha fatto riflettere sulle cose che mi sono successe. A due anni ero troppo piccolo per stupirmi, come dice la dottoressa Brambilla. A 45 sono forse "troppo" grande. Sicuramente ho gridato - e lo faccio ancora - a Dio "Perché", perché a me? Amici mi hanno detto "per la gloria terrena di Cristo". Io volo più basso. Anzi non volo proprio, vado a terra. Questa esperienza mi fa capire che ho bisogno continuamente di un Amore. Chi sta male ha solo bisogno di essere amato per quello che è, non per quello che dovrebbe/vorrebbe essere. Quando pensi di avere un tumore e i tuoi amici e colleghi non hanno il coraggio di dirtelo, la cosa che cerchi oltre ad una cura che ti salvi (anche se sei medico e sai che le cure sono poche lo desideri) è uno che ti guardi in faccia con Amore e ti dica tu vali perché sei. E sei di più. Altrimenti non si regge alla completa dipendenza dalle cure. Mi è capitato, essendo paziente e medico che alcuni miei compagni di malattia mi chiedessero cosa pensavo (insomma, i consigli e le chiacchiere nelle lunghe serate in ospedale nelle quali si vorrebbe che non arrivasse mai la notte, la solitudine del pensiero e il dolore), delle cosiddette direttive anticipate. Con la precisazione che si trattava di un ragazzo di 18 anni. La sola domanda contempla un dramma: a 18 anni non si ha già più la certezza di essere stati amati e voluti così! Pensavo e dicevo: come puoi non urlare, urgere, la vita?? Io lo faccio ancora, e questo rende più umano il mio mestiere. Il demiurgo dei poveri (pardon, dei ricchi)Veronesi parla di un diritto che è la sconfitta del desiderio. Per lui, in prospettiva quelli come me saranno morti (anche gli organi trapiantati hanno un termine, medio di 15 anni), se non verrà scoperto il solito gene responsabile la cui modifica cancellarà ogni male. E il "male" che ho dentro? Chi lo ama e lo cura? Non ci vuole il clerico-laicista, pietoso e nazista. Ci vuole solo un uomo.
Su questi interrogativi prossimamente presenteremo nel nostro Ospedale la mostra di Medicina & Persona sulla qualità della vita, e insieme ai colleghi cercheremo di rendere ragione di noi a tutti.
Cordialmente
dr. Camillo Rossi

8
Carissmi amici di Tempi,

Inserito da brambilla cristina il 14 Novembre 2008 - 3:25pm

Carissmi amici di Tempi, sono un medico neurologo che ha a che fare tutti i giorni con casi simili a quello di Eluana Englaro. E' sconcertante la freddezza con cui passa la notizia della sua morte annunciata, tra vicende di cronaca e gossip. E' sconcertante anche come negli ambiti medici specialistici come il mio non si parli del problema. Nella mia esperienza ho notato un fatto, di cui vorrei farvi partecipi, tra le tante riflessioni che questo accadimento puo' suscitare. Il problema piu' grosso in questione è la incapacità di stare davanti alla vita per cio' che essa è: ultimamente un mistero e sempre un dono. Viviamo in una società che ci ha fatto credere che la vita è cio' che noi vogliamo e che siamo noi a definirla, comandarla e che siamo noi a decidere il nostro futuro e a sapere cio' che è bene e fonte di felicità per noi, viviamo in una società che ci ha insegnato che se c'è il dolore va tolto, la sofferenza eliminata, come le pulci. Ma la realtà è un'altra cosa: accade che ci si ammali, accade senza motivo, senza ragione, talora contro ogni ragionevolezza, accadono malattie terribili, come quelle mentali, o mortali. E cio' spesso non ha, nepure scientificamente, una soluzione nè una spiegazione. A me accade tutti i giorni di dover comunicare diagnosi infauste e noto che cio' che i pazienti mi chiedono non è "toglimi il male" o "perchè a me", la prima reazione è sempre lo stupore verso un fatto misterioso, non comprensibie e davanti al quale il malato chiede di essere accompagnato, chiede un senso. Il malato vuole vivere, davanti al mistero della malattia chiede la Vita nella circostanza della sua malattia. Il nostro compito (medici ecc) è quello innanzitutto di dare dignità e valore alla sofferenza e alla malattia, di stare davanti ad essa con timore, di trattare il dolore con profondo rispetto, anche quando non capiamo. In queste circostanze la vita acquisisce un valore preferenziale di conoscenza e di vicinanza al Mistero e dunque è ancora piu' degna di essere vissuta. Piu' degna e spesso piu' fruttosa della vita che noi crediamo bella e giusta per noi, della vita che noi stessi ci costruiamo. Solo che non la comandiamo noi e ch eè dolorosa. Certo, non è facile, ci vuole coraggio; ci vuole il coraggio di chi ha fede nel destino buono, ma misterioso, della vita; ci vuole coraggio perchè bisogna abbandonarsi ad una esperienza nuova, che va contro la nostra percezione di felicità, ma che incontra la Vita vera. Bisogna imparare dalle suore che hanno accudito Eluana per 14 anni: le hanno dato tutte le cure che si danno ad una regina, tutto per lei, essere non produttivo per questa società, essere "inutile"; perchè in quel gesto ed in quella cura c'è l'Amore e il punto di cambiamento per la mentalità di questo mondo. Grazie a loro e un abbraccio a tutti.

Dr. ssa Cristina Brambilla

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