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Eutanasia per bambini. Le “casacche gialle” protestano a Bruxelles per «risvegliare le coscienze del popolo belga»

gennaio 11, 2014 Leone Grotti

Il neonato movimento di giovani «cattolici e agnostici» protesterà domenica contro la legge sull’eutanasia: «I bambini non sono in grado di compiere una scelta così importante a sette anni»

belgio-eutanasia-casacche-giale«Vogliamo risvegliare le coscienze del popolo belga e fermare l’estensione della legge sull’eutanasia ai minori». Drieu Godefridi spera che domenica a Bruxelles «ci saranno migliaia di persone» a protestare contro «una legge estremamente problematica». Il portavoce del neonato movimento belga le “casacche gialle” (“Les Dossards Jaunes”) spiega a tempi.it che i suoi connazionali non possono continuare a «essere passivi nei confronti delle questioni etiche» o, come sta avvenendo oggi, «una ideologia di minoranza sarà in grado di imporci quello che vuole».

Chi sono “le casacche gialle”?
Siamo un gruppo di giovani, cattolici e agnostici, come me, che hanno in comune un forte scetticismo nei confronti della legge sull’eutanasia.

Perché siete scettici?
Noi siamo scettici perché la legge è fuori controllo. La Commissione che dovrebbe verificare la mancanza di abusi dal 2002 ha visionato 6.500 casi e non ha mai riscontrato un’irregolarità.

Forse perché non ce ne sono?
Tutti sanno che ci sono. Un medico molto famoso qui in Belgio, il dottor Cosyns, già nel 2007 dichiarava pubblicamente: «Io non consulto mai un secondo medico» nei casi di eutanasia, cosa richiesta dalla legge. E l’anno scorso ha detto davanti al Senato che l’ha chiamato per discutere l’estensione dell’eutanasia ai minori in qualità di esperto: «È dal 2011 che non riporto più alla Commissione i casi di eutanasia». Ha ammesso davanti a tutti che viola la legge e nessun giudice ha aperto un’indagine.

Cosa proponete, quindi?
Noi vogliamo almeno che la Commissione di controllo venga rifatta, perché la maggior parte dei suoi componenti è dichiaratamente pro eutanasia e potrebbero andarci di mezzo i bambini. È ovvio che non controllano se sono tutti a favore.

Solo questo?
No, noi protestiamo anche contro l’estensione dell’eutanasia ai bambini, perché non sono in grado di compiere una scelta così importante a sette anni. È necessario che i partiti in Parlamento blocchino la legge, anche perché durante l’ultima campagna elettorale nessuno di loro l’aveva proposta. Quindi non hanno nessun diritto di portarla avanti.

La legge però è già stata approvata dal Senato. Quando arriverà alla Camera?
Non è ancora stata decisa una data. Sicuramente, però, prima del 16 febbraio anche perché devono fare in fretta e votarla prima di maggio, quando ci saranno nuove elezioni. Per questo basterebbe ritardarla, è sufficiente che i partiti facciano ostruzionismo proponendo emendamenti. Ma in Senato non hanno fatto niente, la discussione è stata inesistente.

Quanti sarete domani? I belgi non hanno protestato molto contro la legge fino ad oggi.
Speriamo di vedere migliaia di persone, anche se noi non siamo come la Francia, dove sono abituati a discutere e scendere in piazza. Noi in Belgio siamo molto passivi, soprattutto quando si tratta di temi etici. Noi vogliamo risvegliare le coscienze del popolo belga e rendere l’eutanasia un tema centrale nella prossima campagna elettorale.

Perché i partiti insistono tanto per approvare questa legge?
Io ho paura ci siano interessi economici. L’alternativa all’eutanasia è rappresentata dalle cure palliative, che sono molto costose. Nessuno in Parlamento lo ammette esplicitamente, ma tutti sono preoccupati dai costi.

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3 Commenti

  1. Jack scrive:

    Cünscià m’el belgiu…

  2. Luca scrive:

    I bambini, qualcuno pensi ai bambini!

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