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Eutanasia Crowdfunding. «Investite sulla mia morte, risparmiate sulle mie cure»

maggio 30, 2015 Leone Grotti

Il progetto di Roger Bailey, 66 anni, malato ma non terminale: «Se fossi un cocker mi avrebbero soppresso mesi fa, ma siccome sono un uomo non posso»

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«Se fossi un cocker mi avrebbero soppresso mesi fa, ma siccome sono un uomo la mia decisione causa sdegno in alcuni e simpatia in altri». Qual è la decisione presa da Roger Bailey? Quest’uomo di 66 anni desidera andare in Svizzera per suicidarsi nella clinica della Dignitas di Zurigo e poiché non ha i soldi per farlo, ha chiesto a tutti i suoi connazionali di aiutarlo facendo un particolare tipo di «investimento».

«NON SONO MALATO TERMINALE». Come scrive lo stesso Bailey, «non sono un malato terminale ma soffro costantemente e sto perdendo rapidamente la mia dignità. Sono doppiamente incontinente, ho sempre delle infezioni e trovo sempre più difficile camminare» a causa di un’operazione riuscita con la quale gli è stato tolto un tumore, ma gli è stato danneggiato il sistema nervoso. La più grande paura dell’uomo è di «finire in una casa di cura. Non sono pronto ad accettare la qualità di vita che la mia malattia mi impone».

daily-mail-suicidio-assistito«IO MUOIO, VOI RISPARMIATE». Bailey ha deciso di suicidarsi un anno fa, ma solo dopo essere venuto a conoscenza del caso del connazionale Jeffrey Spector ha aperto un progetto di Crowdfunding, chiedendo a tutti i cittadini del Regno Unito di «investire» sulla sua morte, donandogli 30 mila sterline: «Aiutandomi a morire, risparmierete le migliaia di sterline che il Sistema sanitario nazionale dovrebbe spendere per curarmi. Preferisco che questi soldi vengano spesi per aiutare persone che vogliono vivere. Per me, sono soldi sprecati».

UN UOMO SOLO. L’uomo di Milton Keynes (Buckinghamshire) è stato sposato per 22 anni, ma oggi vive da solo e ha perso ogni contatto con i figli Justine e James, rispettivamente 36 e 38 anni. Imprenditore, Bailey ha fatto fortuna e l’ha sprecata interamente per tre volte. Ora, dopo «una vita fantastica» fatta di viaggi e feste, si è ritrovato però senza il denaro necessario per porre fine alla sua vita in Svizzera.

SUICIDIO ASSISTITO ILLEGALE. Il suicidio assistito è illegale in Inghilterra e aiutare un altro uomo a suicidarsi è un reato sanzionato con un massimo di 14 anni di carcere. Con il suo progetto di Crowdfunding, dunque, Bailey sta potenzialmente istigando milioni di persone a commettere un reato. Ma per lui non è così: «Ogni giorno i proprietari di animali domestici li portano dal veterinario per porre fine alle loro miserie. Perché dovrebbe essere diverso per qualcuno come me, la cui vita è diventata dolorosa e invivibile? Non voglio essere un peso per la società».

«CASO PROFONDAMENTE TRISTE». L’associazione “Care Not Killing”, che si è battuta per impedire l’approvazione del suicidio assistito in Scozia, facendo bocciare la legge in Parlamento, ha risposto all’appello dell’uomo: «Questo è un altro caso profondamente triste di un individuo così spaventato dal diventare un peso per la società e il Sistema sanitario nazionale da pensare che l’unica alternativa sia porre fine alla sua vita. Questo succede in tutto il mondo ma noi crediamo che dovremmo concentrarci per fornire a queste persone le migliori cure psicologiche e fisiche possibili, indipendentemente dal loro stato di salute».

60 STERLINE. La proposta scioccante finora non ha riscosso successo. In questi primi giorni da quando è stato lanciato il progetto “Il mio fondo dignità”, solo due persone hanno risposto versando 60 sterline per facilitare la morte dell’uomo. Se non raggiungerà la cifra pattuita entro 53 giorni, Roger Bailey vivrà ed è davvero difficile pensare a questa eventualità come una sconfitta.


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2 Commenti

  1. Emanuele scrive:

    …come tutti i suicidi, anche questo pover’uomo vuol solo che qualcuno si accorga di lui. Abbandonato da moglie e figli ed anche dalla società, chiede di essere aiutato.

    Certo bisognerebbe domandarsi come mai tante persone malate si sentano un peso per la società… evidentemente i messaggi che i governi occidentali passano quando si parla di welfare e spending review, inducono i malati a pensare di essere un peso per la società. Si parla infatti sempre di spese elevate, dei costi del personale e dei farmaci, dell’aumento della domanda, etc. dimenticando che non stiamo parlando di spese frivole o superflue ma della vita di altre persone… e se nella sanità ci sono sprechi, non è certo colpa dei “troppi ” malati, ma del malaffare e delle ruberie.

    Comunque, non si capisce perché dovrebbe essere lo stato ad assecondare questi desideri di morte… Se questo signore si fosse documentato, avrebbe trovato su internet vari kit per procurarsi una morte razionale… il mio preferito è l’exit-bag. .. pare sia del tutto indolore.

    Non vedo perché coinvolgere altre persone o lo stato, se non per una disperata ricerca di aiuto o, altrimenti, come estremo atto di egocentrismo.

  2. To_Ni scrive:

    Un uomo solo e disperato, invece di farlo sentire meno solo e meno disperato gli raccolgono i soldi per farlo ammazzare. Danno quello che hanno: umanità zero … soldi sì. Questi sono le concezioni di civiltà che si producono in stati canaglia (che è bene ricordare quali sono : Inghilterra, Olanda Belgio….) .

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