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Eutanasia. Belgio, 2032, lettera dello Stato a un cittadino: «Ha compiuto 60 anni e quindi…»

dicembre 19, 2013 Redazione

Nel 2032 in Belgio l’eutanasia sarà obbligatoria per tutti i cittadini che hanno raggiunto i 60 anni? Lettera immaginaria di orwelliana memoria

Riportiamo di seguito la nostra traduzione di una lettera “orwelliana” immaginaria pubblicata sul sito belga EuthanasieSTOP. In Belgio l’eutanasia è stata legalizzata nel 2002, lo scorso 12 dicembre il Senato ha approvato l’estensione dell’eutanasia ai bambini con 50 voti a favore e 17 contrari. Nessun limite di età è stato fissato, anche un bambino di cinque anni potrà richiederla e ottenerla.

5 novembre 2032 – Cittadino 1-AGB-272

Ha compiuto il suo 60esimo anno di vita e quindi è convocato questo 29 novembre 2032 al “Centro di fine degna assistita” più vicino a casa sua, ossia il centro “Sole verde”.

Come sa, vista la congiuntura economica poco favorevole, la gratuità di questo atto non potrà più essere del tutto garantita dallo Stato e le è richiesto di partecipare ai costi di 275 euro (iva e tasse incluse). La cerimonia durerà 7 minuti 43 secondi e 12 centesimi di secondo e sarà interamente automatizzata con possibilità di trasmissione live via facebook esclusivamente agli amici o a tutti (vivamente consigliata), se preferisce.

Uno o più cittadini a vostra scelta potranno essere presenti sul posto versando un supplemento di 200 euro (iva e tasse incluse) a persona. Non dimentichi di informarci del suo colore preferito e di una canzone a sua scelta oltre che del suo stimolante preferito.

La sua presenza è obbligatoria per questo atto di grande solidarietà intergenerazionale ma sappia che se vuole può ritardare l’intervento versando 4000 euro (iva e tasse incluse) al mese sul numero di conto corrente 1-523577-666. Permetteteci di ricordarle che dopo i 60 anni, i costi sanitari non possono più essere coperti per la sicurezza sociale.

Saluti compassionevoli,
Jessica Huxley, agente regionale esecutivo.
CTAD via dell’era di cristallo 2003, 1984 Orwellville

Questa è una finzione del 2013, lo sarà anche nel 2032?

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18 Commenti

  1. giuliano says:

    questa non è una finzione, è già realtà. Eluana Englaro e molti altri hanno già assaggiato questa “pietà” che i vermi rossi hanno iniziato a imporre ovunque.

  2. francesco taddei says:

    così i franzosi e i crucchi per invadere il belgio non avranno bisogno di armi o rivendicazioni. gli basterà aspettare.

  3. Andrew says:

    Se Mr. Luca e Mr. Bifocale bramano la morte in modo cosí plateale perché non si portano avanti e si suicidano?

    • luca says:

      lol acconsentire perché una persona che passa atroci sofferenze possa liberamente decidere della sua vita e se vuole smettere di soffrire significa bramare la morte? certo che con questi presupposti anche parlare diventa difficile. se ti dico oggi non piove tu capisci che non ha mai piovuto e mai pioverà…

  4. beppe says:

    cari luca e bifocale, siete come le lumache: appena sentono due gocce d’acqua non resistono ed escono allo scoperto. siete patetici. non vi rendete conto che il destino che ci aspetta TUTTI sarà precisamente questo. io ho letto huxley e benson. e provo i brividi. voi cosa leggete, la mazzantini?

    • luca says:

      possibile che voi cattolici siete sempre così apocalittici?
      si sposa una coppia gay e voi annunciate la fine della civiltà
      permettono ad una persona che soffre di scegliere se continuare a soffrire o anticipare una morte comunque ineluttabile e voi annunciate uno sterminio di massa.

      guarda che unioni gay e eutanasia sono realtà in molti paesi da tanti anni e la loro società vanno né meglio né peggio che in italia… a parte ovviamente per gay e persone malate terminali che hanno una possibilità di scelta in più

  5. Cisco says:

    Luca avrebbe ragione se riuscisse a dimostrare di aver deciso di nascere, di continuare a decidere che il suo cuore continui a battere e quindi, a quel punto, di avere pieno dominio della sua esistenza al punto da sentirsi in diritto di decidere sulla propria. E a quel punto perché non concedere questo “diritto” a tutti e non solo ai malati terminali?

    • luca says:

      cisco non capisco assolutamente che tipo di ragionamento fai, ho subito la mia nascita, quindi devo subire anche la mia esistenza? ma che dici? la mia nascita non è stata decisa da me? almeno la mia morte potrebbe esserla.
      chi non è malato terminale il diritto di morire se vuole se lo prende e basta… il problema lo risolve da solo!

      qui si tratta di aiutare persone che soffrono tantissimo a compiere un passaggio che sono comunque molto vicini dal fare

  6. Cisco says:

    Caro Luca, confondi libertà con diritto, sono due cose diverse: non tutto ciò che si è liberi di fare (buttarsi da un ponte), si ha anche il diritto di farlo. Il diritto implica infatti un giudizio di valore positivo sul quel gesto. E se uno considera un valore la vita, sebbene in una situazione drammatica come quella della malattia, non può ritenere diritto il suo contrario, cioè la morte. Tanto più che stiamo parlando di situazioni tanto drammatiche da limitare concretamente la libertà decisionale delle stesse persone coinvolte. Pensa anche all’elevato numero di suicidi nelle carceri o a quello tra gli omosessuali: una società civile cerca di risolvere il problema aiutando queste persone a vivere rimuovendo le cause di questi suicidi, mentre considerare “aiuto” l’eliminazione del problema attraverso una iniezione letale è un imbarbarimento camuffato da falsa pietà.

    • luca says:

      cisco non so fino a che punto vuoi approfondire il discorso omosessuali, in quanto mi pare ovvio che il primo problema degli omosessuali sono i cattolici o i religiosi in generale…
      cmq io vorrei poter scegliere se vivere o no in caso di malattia seria, grave e letale

  7. carlo says:

    Ormai questo giornale fa solo ridere (involontariamente, perchè se fosse una comicità voluta sarebbe apprezzabile).

    • Picchus says:

      Gli sciocchi ridono sempre di ciò che non capiscono.

      • Carlo says:

        Gli sciocchi non riescono a capire quanto, involontariamente, si rendono ridicoli; d’altra parte certi pseudonimi mostrano la qualità della persona che se li attribuisce (sempre involontariamente…).

  8. gigia says:

    Caro Luca ….come regalo di natale comprati libro “Una Lacrima mi ha salvato ” di Angele Lieby

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