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europinioni26/99

luglio 14, 1999 Tempi

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Sotto le macerie bolognesi la stampa europea È caduto il muro di Bologna, e se ne è accorta anche la stampa europea. Ma la notizia è sembrata talmente incredibile che, quasi ovunque, inviati e redattori hanno finito per perdere la testa. Leggere per credere.

“Le Monde” scarso in geografia politica italiana “”Bologna la rossa” non è più rossa”, scrive con scarsa fantasia l’austero Le Monde, e spiega che “dopo più di cinquant’anni di governo di sinistra, la capitale dell’Emilia, simbolo di una gestione moderna e sociale e portabandiera di un’utopia, è passata sotto il controllo della destra. Giorgio Guazzaloca, macellaio-salumiere e presidente di un’associazione di commercianti sostenuta da tutti i partiti di destra, ha infine battuto di tremila voti la candidata di sinistra Silvia Bartolini”. Nel pezzo Bologna viene definita anche come “cristallizzazione dell’identità e dell’anima della sinistra italiana”. L’esuberanza verbale gioca un brutto scherzo al corrispondente romano del quotidiano, il quale a un certo punto scrive che “altre città simbolo della sinistra, come Arezzo, Padova e Bergamo, sono state conquistate dalla destra”. Vada per Arezzo, ma bergamaschi e padovani potrebbero sporgere querela. Stesso pressapochismo poche righe più in là, dove si legge che “in compenso il centro-sinistra domina, sempre a livello di scrutini municipali, a Torino, Parma, Venezia e Bari”. Peccato che si sia trattato invece di elezioni provinciali, e che i municipi di Parma e Torino siano più che altro nelle mani del Polo…

“Izvestia”: belle donne e pensionati incacchiati Anche i russi, che forse si ricordano la geografia politica italiana meglio dei francesi, hanno saputo dalla stampa della sconfitta dei “compagni” italiani. Senza nessuna nostalgia o rispetto per i bei tempi andati, la Izvestia alterna definizioni impietose e toni sbarazzini. Recitano titolo e sottotitolo: “L’ex macellaio ha distrutto il bastione rosso – I comunisti italiani hanno perso Bologna a causa dei pensionati”. “Non c’è donna più magnifica che a Bologna”, scrive il quotidiano citando un non meglio identificato poeta russo. “Ma a quanto pare il nostro poeta ha gettato il malocchio sulla 39enne Silvia Bartolini, candidata alla carica di sindaco della coalizione di centro-sinistra al governo. Il 55enne Giorgio Guazzaloca, detto “il re della carne”, dopo mezzo secolo ha messo fuori combattimento i comunisti nella loro roccaforte col sostegno di tutte le forze di opposizione, dai democristiani all’ultradestra di Alleanza Nazionale”. Viene evocato il fantasma della riforma pensionistica: “D’Alema si è accinto alla riforma del costoso sistema pensionistico. È possibile che questa sia stata anche la causa principale della sconfitta della sinistra a Bologna, prospera città di anziani, dove i pensionati costituiscono quasi un terzo della popolazione”.

Sconfitta la civile Bologna, meglio parlare di cani Ma il record della stravaganza lo batte il filo-laburista The Guardian. Scrive il corrispondente dall’Italia Alexander Chancellor: “Durante i lunghi anni della Guerra fredda, quando il Partito comunista era escluso dalla gestione del potere a livello nazionale per compiacere gli americani, esso sfruttò il suo controllo di Bologna per dimostrare quanto sarebbe stato bravo e responsabile se gli fosse stato permesso di governare l’Italia. Bologna era meno corrotta e più ordinata di altre città italiane. Era pulita e prospera, con un eccellente sistema di trasporti e buoni servizi sociali. Al suo interno fiorivano la libera impresa e un efficiente governo comunale”. Dopo un’apertura del genere, stile Unità vecchia maniera, uno si aspetterebbe chissà quale analisi politica. E invece no: il corrispondente spiega di essere capitato a Bologna nei giorni delle elezioni quasi per caso, invitato a tenere un comizio in difesa dei cani uccisi con bocconi avvelenati (!), causa che ha sposato con passione avendo egli stesso sofferto la perdita di due cani della sua dimora toscana nello stesso barbaro modo. Dopo 45 righe dedicate alle elezioni, l’articolo va avanti per altre 55 parlando solo di cani e bocconi avvelenati. A volte l’insuccesso dà alla testa.

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