tempi.esteri Martedì 09 Febbraio 2010 
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Stralci della proposizione finale del convegno “cristiani d’Iraq”

«Ci vuole una fatwa del mondo arabo che proibisca le persecuzioni»

di Tempi
Noi, partecipanti del convegno “Cristiani d’Iraq: Agonia di una presenza o resurrezione”, formuliamo le seguenti raccomandazioni (…):

Alle autorità libanesi
1. Di concedere permessi di soggiorno temporanei e rinnovabili per i rifugiati iracheni esentandoli dal pagamento delle tasse dovute per tali permessi e dal fornire le garanzie di norma richieste.
2. Di facilitare ai rifugiati iracheni l’accesso ai sevizi sociali, sanitari, educativi eccetera in collaborazione con l’Onu e il governo iracheno.

Alla Lega araba e all’Organizzazione della Conferenza islamica
1. Di assumere decisioni che contribuiscano alla protezione dei cristiani, sia in Iraq che negli altri paesi del Medio Oriente.
2. Di operare con altre istituzioni islamiche per proclamare delle fatwa che proibiscano aggressioni contro i cristiani d’Iraq (…).

Alle autorità irachene
1. Di garantire una rappresentanza equa dei cristiani in Parlamento (…).
2. Di applicare l’articolo 125 della Costituzione, nel quale i diritti culturali, politici ed educativi delle differenti etnie sono garantiti.
3. Di assicurare che le opportunità di lavoro siano distribuite in modo equo fra tutti gli iracheni senza discriminare o emarginare alcuna delle comunità presenti.
4. Di emendare la Costituzione in modo tale che il criterio fondante della vita pubblica sia la cittadinanza, non la religione o l’etnia.
5. Di garantire il diritto di ritorno agli emigrati iracheni, facilitare il rientro nel possesso dei loro beni e assicurare loro un’indennità per i terreni che sono stati confiscati in funzione del bene pubblico.
6. Di incoraggiare gli emigrati a ritornare in Iraq e investire nelle loro regioni, e di promulgare una legge speciale che restituisca la nazionalità irachena a quanti l’hanno perduta durante il precedente regime.
7. Di valorizzare le regioni più povere di mezzi, e intraprendere rapidamente progetti di sviluppo nei quali siano creati posti di lavoro per gli abitanti di tali regioni.

 

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