03 Febbraio 2009
L'autogol della turbotolleranza
E i figli sono meno integrati dei genitori
di
Tempi
Che il modello multiculturalista adottato dai governi britannici degli ultimi decenni sia fallito lo testimonia un dato confermato da vari sondaggi: i figli degli immigrati musulmani sono meno integrati dei loro genitori. Secondo un’indagine promossa dall’istituto Policy Exchange l’introduzione di una versione integrale della sharia nel Regno Unito è auspicata dal 40 per cento dei musulmani britannici fra i 16 e i 24 anni di età, ma solo dal 17 per cento di chi ne ha più di 55. Discrepanze si notano anche su altri punti importanti: il 36 per cento dei giovani musulmani trova giusto che un islamico che abiura la propria fede sia punito con la morte, opinione condivisa solo dal 19 per cento degli ultracinquantacinquenni. Tre giovani musulmani su quattro preferirebbero che le donne portassero una qualche forma di velo islamico, mentre solo uno su quattro di chi ha più di 55 anni la pensa allo stesso modo. Inoltre fra i giovani una percentuale significativa (12,5 per cento) esprime ammirazione per i gruppi terroristi come al Qaeda che “combattono l’Occidente”. Sono d’accordo nell’attribuire la responsabilità di questa deriva alle politiche multiculturaliste promosse dai governi britannici a partire dagli anni Ottanta sia il cardinale e primate cattolico Cormac Murphy-O’Connor, sia il vescovo anglicano di Rochester Michael Nazir-Ali leader degli oppositori al primate Rowan Williams. «Il caos multireligioso sta producendo un nuovo establishment man mano che il governo cerca di associare comunità particolari al suo programma di integrazione, che manca di una visione morale e spirituale solida», ha detto il vescovo di origine pakistana.