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Essere James Bond, tra paure, successi e fughe al momento giusto (o sbagliato)

ottobre 5, 2012 Paola D'Antuono

Craig rimpiange la tranquillità, Lazenby se l’è data a gambe subito, Connery ha capito che era meglio fare altro, Dalton ha sprecato un’occasione, Moore e Brosnan l’avrebbero interpretato all’infinito. Gioie e dolori dell’agente segreto a servizio di Sua maestà.

Auguri a James Bond e ai suoi primi 50 anni. Portati splendidamente da chi ha avuto l’onore di vestirne i panni. 007 ha avuto sei volti diversi, che per la prima volta saranno tutti sullo stesso schermo nel documentario Everything or nothing: the untold story of 007 (Tutto o niente: la storia mai raccontata di 007). Splendidi abiti, macchine potenti, Martini agitato, licenza di uccidere e avventure sempre ad alto rischio nei 22 film della saga già usciti al cinema, mentre il 23esimo capitolo è in uscita.

ESSERE JAMES BOND. In principio fu Sean Connery a mettersi a servizio di Sua Maestà cinematograficamente parlando. Interpretò 5 film, che gli diedero un successo enorme. Ma Sean Connery, giovane e affascinante attore scozzese alla sua prima prova importante, per quanto riconoscente all’agente 007 per avergli dato tutta la notorietà di cui aveva bisogno, capisce che cinque episodi possono bastare. Il personaggio comincia a stargli stretto e se non vuole che gli spettatori lo identifichino con James Bond, deve abbandonare il progetto. Il suo successore invece non ha il tempo di abituarsi alla vita da agente segreto. Geroge Lazenby, infatti, è l’unico 007 in carica per un solo film. I contrasti con la produzione e lo scarso successo di Agente 007 – Al servizio segreto di Sua Maestà lo spingono a rifiutare un contratto per altri sette film. La sua carriera risente a tal punto di quell’occasione persa da non decollare mai. L’addio di Lazenby, però, pone le basi per l’arrivo del più longevo degli 007, Roger Moore. Sette sono le pellicole che lo vedono impegnato in acrobazie per salvarsi la pelle, ma a un certo punto anche Moore deve alzare bandiera bianca: l’età avanza e uno 007 di mezz’età non avrebbe più il fascino di un tempo.

O NON ESSERE JAMES BOND. Timothy Dalton, invece, non si è mai legato particolarmente al personaggio, di cui ha vestito i panni solo in due film, prima di lasciare la produzione. La sua carriera però ne ha risentito parecchio e la sua filmografia, infatti, è avara di pellicole indimenticabili. Sorte molto diversa per il James Bond anni 90, Pierce Brosnan, già conosciuto al pubblico e amato alla follia nelle vesti di agente segreto. È bello, atletico, sexy e ricorda molto lo 007 alla Sean Connery. Sarà per questo che dopo la parentesi a servizio di sua maestà, Brosnan ha continuato a lavorare instancabilmente per il cinema e ancora oggi è uno degli interpreti più amati dal pubblico.

DANIEL CRAIG E IL SUCCESSO. Dal 2006 l’eredità è passata a Daniel Craig, che a James Bond deve gran parte della notorietà acquisita. Dopo Casino Royale e Quantum of Solace gli ingaggi per lui sono aumentati a dismisura, così come la notorietà. E qui viene il bello. Intervistato dall’edizione americana di Vanity Fair, che celebra con il suo volto l’anniversario della saga di James Bond, Craig ha parole di elogio per il suo personaggio ma ammette di aver conquistato troppa fama grazie a questo ruolo: «Non posso più avere una vita normale, oggi tutti hanno un telefonino e possono riprenderti in qualunque istante, al mare o in un bar il giorno che hai alzato troppo il gomito. È i prezzo di questo mestiere ed è un peccato, perché mi piacciono i bar». Attento Daniel a sputare nel piatto in cui mangi, la vendetta di Bond potrebbe abbattersi su di te.

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