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Emilia post-sisma. Perché è stata accantonata l’idea della no tax area?

agosto 27, 2012 Chiara Sirianni

Il timore che le risorse non bastino, il piano casa che procede a rilento, le polemiche del Pdl che accusa Vasco Errani di aver fatto «promesse da marinaio». L’Emilia post-sisma

Partirà oggi, subito dopo un incontro con le banche, l’ordinanza sul ripristino delle case danneggiate dal sisma e recuperabili. Con un provvedimento ad hoc volto ad accelerare i tempi, dato che l’arrivo di fondi statali è previsto per il gennaio 2013. Lo ha annunciato il commissario alla ricostruzione Vasco Errani al termine del comitato istituzionale coi sindaci delle aree colpite dal sisma, in cui è stato anche aumentato da 800 a 900 euro il contributo ai terremotati per l’affitto di appartamenti. Parole che dovrebbero calmare gli animi. La scorsa settimana due fratelli (uno dei quali, dopo il sisma dello scorso maggio, ha la moglie in coma) durante la festa provinciale del Pd di Modena hanno duramente contestato Errani, urlando: «Nessuno è venuto ad aiutarci per tirare via le macerie, pensate solo ai campanili». I due, titolari di un’azienda di Rovereto di Novi, sono stati allontanati dal servizio d’ordine. Intanto per i comuni terremotati arrivano due mesi di respiro: Palazzo Chigi ha comunicato che il pagamento delle tasse slitterà al 30 novembre 2012, adottando il decreto con la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi. Se per Errani si tratta di un «primo passo significativo», ed è essenziale rilanciare con un ulteriore rinvio a giugno 2013 per chi (cittadini e imprese) ha subito danni diretti, il dibattito sull’utilità o meno di una “no tax area” rimane acceso. Per il sindaco di Cento, Piero Lodi, si tratta di un’ipotesi non realizzabile. Per quelli di Sant’Agostino, Fabrizio Toselli, va adottata e in fretta, per almeno tre anni. In modo tale da venire incontro a tutti quelli che stanno subendo l’indotto negativo del sisma, a più livelli.

Sullo sfondo, il fantasma della delocalizzazione e il rischio che senza investimenti tutto distretto industriale venga ridotto al collasso. Nel frattempo una banca dati raccoglie tutti gli edifici danneggiati, per sveltire le operazioni di ricostruzione da parte degli enti locali, e le scuole terremotate dell’Emilia-Romagna potranno contare su quasi 900.000 euro di finanziamenti straordinari assegnati in questi giorni dal ministero dell’Istruzione. La metà dei fondi assegnati dal ministero (430.600 euro) andrà alle 25 scuole terremotate della provincia di Modena, seguono le 18 del ferrarese (che riceveranno 317.600 euro) e le otto del bolognese (a cui spetteranno 110.500 euro). I restanti 37.500 euro andranno a tre scuole del reggiano.

Il timore, fanno sapere fonti del Pdl locale, è che i soldi non bastino. Motivo? «Possiamo solo ragionare di impressioni, ma certo è che la normativa è complessa e poco chiara. Una vastissima serie di norme che vanno a toccare scuole, case, fabbriche, ma in cui non è chiaro chi paga e come paga. Manca un decreto prefettizio che spieghi come fare. La norma dovrebbe coprire le spese di ricostruzione con un contributo del 80%, ma purtroppo la somma finora promessa, e non elargita, è ben inferiore. Confindustria parla di 11 miliardi e mezzo di danni, e la stessa cifra è stata comunicata dalla protezione civile all’Unione Europea. A stento si arriva a otto milioni». Per l’emergenza, secondo un decreto legge, sono stati stanziati 50 milioni di euro per i primi mesi. «Ma bastano a malapena a coprire gli stipendi dei vigili del fuoco. E le tendopoli? La differenza, chi ce la mette? Sembra che quelle risorse verranno tolte dai fondi per la ricostruzione, che vengono così mangiati, prima ancora di essere utlizzati».

E se Errani dovesse dimettersi? «Non scherziamo, si creerebbe un vuoto di potere spaventoso» commenta un imprenditore di Mirandola. «Detto questo, non si può negare il fatto che siano tante, finora, le cose mal gestite». Il consigliere regionale dell’Emilia-Romagna, Andrea Leoni, autore della mozione che chiedeva l’istituzione della ‘”no tax area” (che non è stata accolta dalla maggioranza di sinistra) è tornato a sollecitare il commissario Errani in tal senso. «Sono state smontate pezzo per pezzo –ha dichiarato–  le risibili contrarietà che consistevano nel non voler dare aiuti a pioggia. È possibile fare una no tax area selettiva, solo per chi ha subito danni. Se si fosse seguita la strada della ‘no tax area’ oggi il problema delle proroghe per chi ha subito danni forse non ci sarebbe. Il non voler nemmeno far partire la procedura per la richiesta alla Ue era incomprensibile prima e alla luce degli eventi lo è ancora di più. Il Commissario Errani torni sui suoi passi perché sbagliare è umano ma perseverare no».

Anche Fabio Filippi, Consigliere regionale del Pdl, accusa Errani di aver fatto ai cittadini «promesse da marinaio». Nel mirino il Piano Casa della regione, «ancora in attesa delle ordinanze di Errani. I moduli abitativi prefabbricati continuano ad essere un miraggio: la Regione ha da poco avviato le procedure per le gare d’appalto, mentre i Comuni devono ancora indicare le aree edificabili. Di questo passo i terremotati rischiano di rimanere in tenda fino a Natale, se non oltre. È una prospettiva che preoccupa i tanti cittadini costretti a vivere nelle tende della Protezione Civile: dopo avere sofferto il caldo soffocante dell’estate, gli sfollati sarebbero costretti, se queste previsioni venissero confermate, a patire il freddo dell’inverno. Tutto ciò alla faccia della pretesa efficienza della Giunta rossa e del suo onnipresente presidente».

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