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Elezioni europee. Folli: «Al centrodestra non basterà un accordo Berlusconi-Alfano-Salvini per rimediare alla sconfitta»

maggio 28, 2014 Francesco Amicone

Intervista al notista politico del Sole 24 Ore: «Questi sono tempi nuovi. Anche una nuova Casa delle Libertà richiederebbe una chiara identità politica, che non c’è»

«I risultati delle elezioni europee richiedono al centrodestra una rifondazione completa. Non basta rimediare a una sconfitta eclatante con un semplice accordo fra Berlusconi, Alfano e Salvini e fra il ceto politico». A dirlo a tempi.it è Stefano Folli (foto a destra), ex direttore del Corriere della Sera e editorialista del Sole 24 Ore. Secondo Folli, quella del centrodestra non è solo una crisi di consensi ma di prospettive. «Il centrodestra – spiega Folli – ha bisogno di costruire una identità comune che si collochi nell’area liberal-democratica».

Non basta dunque un’alleanza di interessi fra gli ex Pdl e la Lega Nord?
No, non funzionerebbe. Questi sono tempi nuovi. E anche una alleanza fra i partiti di quella che fu la Casa delle Libertà richiederebbe una chiara identità politica, che non c’è. Il centrodestra deve concepirsi all’anno zero. Deve ripartire da zero. Può farlo soltanto sulla base di idee comuni, di una nuova prospettiva per il futuro.

Alle comunali di Pavia, il centrodestra, guidato dal giovane sindaco di Forza Italia, Alessandro Cattaneo, andrà al ballottaggio davanti al centrosinistra. Può essere un esempio a cui gli ex del Pdl e i loro alleati debbano guardare?

Cattaneo ha ottenuto un buon risultato. Ma quelle sono elezioni comunali. Sarebbe poi troppo facile sostenere che basti un anti-Renzi, un formattatore, per far ripartire il centrodestra. Senza dubbio, però, è necessario un leader che abbia la capacità di tenere unita una coalizione. Il risultato di Pavia dimostra anche che esiste un’altra necessità: andare oltre il vecchio ceto politico e innovarsi.

Aver superato il 40 per cento dei consensi potrebbe spingere Renzi ad andare al voto anticipato?
Il premier non ha un vero interesse nel ritornare alle urne. Il voto delle europee è anche una richiesta di stabilità. Agli italiani non servono nuove elezioni. Neanche a Renzi convengono. In vista del famoso semestre europeo, il presidente del Consiglio si gioca una partita sul piano istituzionale, più che su quello elettorale. Certo, se insiste a dire “si va avanti fino al 2018″ come un mantra, qualche sospetto che voglia andare al voto viene. Non capisco però cosa potrebbe guadagnarci.

Dalle elezioni emerge che il rapporto fra il Pd di Renzi e Ncd è di 10 a 1. Pensa che il peso del partito di Alfano nel governo sarà ridimensionato?
Non credo. Sicuramente il Pd ora gode di un vantaggio psicologico su Ncd e potrebbero esserci qualche difficoltà. Però bisogna ricordarsi che la vittoria è stata ottenuta dal Pd nel quadro delle elezioni europee. Non incide sul Parlamento e non mette in discussione il ruolo rilevante di Ncd nelle riforme a breve e media scadenza sulle quali Renzi dice di “giocarsi tutto”. In questo momento Ncd è indispensabile per l’equilibrio del governo Renzi.

Come giudica la sconfitta del Movimento 5 Stelle?
Denota una assoluta carenza di strategia. Inoltre, il movimento è destrutturato e accentrato sul suo leader carismatico. Quando viene meno il consenso nei confronti del leader, per errori comunicativi e altri, anche il movimento ne risente. Una sconfitta come questa può innescare una crisi e una spirale involutiva che porterà i grillini verso il baratro. È una dinamica comune a tutti i movimenti politici carismatici. Anzi, i 5 stelle sembrano fare una eccezione, visto che il loro risultato si è mantenuto, in un anno, comunque sopra al 20 per cento.

Alcuni esponenti del M5S accusano gli italiani di essere “conservatori”. Pensa che questo riconoscimento preceda la fine della rivoluzione grillina?
Rischiano di crollare. Come tutte le forze politiche, anche i 5 stelle giocano la loro partita sugli alti e i bassi. Ma i partiti strutturati sono in grado di sopravvivere a una sconfitta. I 5 stelle non sono strutturati e non sembrano attrezzati alla crisi.

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17 Commenti

  1. Ester scrive:

    Credo che il l’area di centro destra debba mantenere quella collocazione cattolico-popolare, se pur in ambito liberal democratico, che gli ha dato fin dall’inizio Berlusconi.
    Se per liberal democratico s’intende un partito legato alle banche , alla finanza o alla grande industria , temo la sinistra, radicale o marxista che sia, starà al governo per i prossimi 30 anni, e non lo auguro né a me né ai miei figli.

    • beppe scrive:

      cara ester, condivido i tuoi timori. ma vedrai che renzi SARA’ COSTRETTO A FARE quel che non hanno permesso a berlusconi. tra poco non ci sarà più niente da raschiare dalle tasche degli italiani e sarà lui a dover tagliare privilegi e parassitismi. i miei timori sono rivolti al tipo di ideologia che potrebbe affermarsi grazie ai vari scalfarotto. da questo punto di vista i cattolici di sinistra sono degli ingenui ( o in mala fede).

  2. Roberto scrive:

    Pensare a ricompattare, rifondare, ripensare?
    Già il primo passo di un ipotetica alleanza con la Lega è sbagliato.
    Certo che sarebbe auspicabile un centro, magari un partito popolare.
    Ma prima devono scomparire (politicamente) molti all’interno di F.I., a partire dal suo padrone.
    E’ solo dalle ceneri, partire da zero nella più assoluta umiltà, con pazienza, con volti nuovi che si può ripensare ad un centro, escludendo la Lega.
    Un esempio da evitare? A Nusco è stato eletto sindaco Ciriaco De Mita “il volto nuovo”.
    Esiste una persona che abbia quel “quid” di assumersi la responsabilità di una ripartenza?
    Il pd si è rinnovato, anche nel M5S ci sono facce nuove. Perche non si prendono ad esempio?

  3. Cisco scrive:

    Il centro-destra e’ diviso come e’ diviso il centro-sinistra, su questo non c’è nulla da fare. La possibilità di aggregazione può nascere se si trova un leader carismatico, ma resta il fatto che una volta ottenuti i consensi bisogna governare… Personalmente sono poco ottimista, soprattutto sulla possibilità per i cattolici di contare politicamente. D’altra parte la società e’ secolarizzata, quindi non resta che rivolgersi ai singoli, con tutti i limiti del caso. Ma soprattutto testimoniare la fede in ogni ambito della vita, libertà che nessuno stato, neanche giacobino, può eliminare definitivamente.

  4. Clemente scrive:

    non ha senso cercare l’ unità fine a se stessa.
    Occorre una formazione che si identifichi chiaramente, e si schieri apertamente la difesa dei valori (umani, prima che cristiani) che oggi vengono calpestati. Insomma, si schieri dalla parte del buon senso.
    No all’ aborto, all’ eutanasia, ai matrimoni gay, alle leggi sulla omofobia, all’ indottrinamento LGBT nelle scuole, agli uteri in affitto, alle quote rosa o arcobaleno, all’ animalismo demenziale che vuole impedire la sperimentazione sugli animali, ecc. ecc.
    E no anche alla proposta della Lega che vuole farci diventare tutti sfruttatori della prostituzione (già siamo tutti complici dell’ aborto!!!).
    Insomma, una forza che GRIDI ad alta voce queste cose, e che oggi MANCA. E sarebbe quello che serve al popolo per ritrovarsi come tale.
    Anche quel tizio di Pavia non ki convince! Alla fine è per le unioni civili, le coppie di fatto, i matrimoni gay. Meglio perderlo che trovarlo.
    Forse NCD, se saprà incarnare i valori di cui sopra, potrebbe essere l’ elemento catalizzante di questa riscossa. Magari cambiandogli nome. “Nuova Democrazia Cristiana” andrebbe benissimo. Oppure “Cristiano-democratici”. E se fa schifo a molti la parola cristiano, freghiamocene.

  5. giuliano scrive:

    mettetevi bene in testa una cosa, in Italia non serve governare bene per attrarre consensi e voti, guardate l’esempio di Formigoni in Lombardia e Cota in Piemonte. Per attrarre voti serve un primato di militanza sul territorio come solo la sinistra sa fare e attua dal 1945, essa ha attanagliato il mondo della scuola dove imbeve i cervelli dei giovani con il suo veleno tossico ed essi diventano militanti , e non c’è modo di toglierla da lì, essa si è impadronita dei media tutti, anche di quelli di Mediaset, da dove sparge il letame che è indispensabile sd eliminare i concorrenti avversari, essa si è introdotta nella magistratura che viene usata per criminalizzare e colpire chi non è dei loro. Il ’68 è poi stato l’anno dove il concime velenoso ha reso di più, in quell’anno sono riusciti ha spezzare i legami familiari, a recidere il biniomio sesso-procreazione, ad imporre la loro legge rovinosa su tutto il mondo del lavoro. Generazioni di cocainomani sono venuti fuori da allora e sono loro che realizzano il 40% alle votazioni. Alleanze e alchimie varie contro questi marziani fanatici non servono, cercare un dialogo poi è la cosa peggiore poichè ti mangiano vivo e ti spremono a loro piacere. L’unico linguaggio che loro capiscono è quello della violenza fisica, psicologica, morale, impiegano anni per distruggere qualcuno ma non demordono mai, possono essere vinti solo se li si affronta con le stesse loro armi, ma ci vorrebbere uomini veri, ma tutti vanno a mangiare salamelle al festival dell’Unità o ricevono il sacchetto premio dalla CGIL per la miliardesima manifestazione a Roma

    • Andrea (uno dei tanti) scrive:

      ma senti senti:

      ” .. primato di militanza sul territorio, cocainomani, marziani fanatici, violenza fisica, psicologica, morale.. ”

      ci mancava solo il cattogrillino.

      Ora le ho lette tutte.

    • francesco taddei scrive:

      occorre una strategia progressiva. dal comune alla regione al parlamento. ma differenza vera, dove sono eletti non devono più governare come la sinistra.

    • mike scrive:

      d’accordo su quasi tutto. solo che il 40% grazie ai cocainomani non è vero, non credo proprio. e io non ho votato pd. e sul ’68 dico che un altro anno anzi biennio che gli ha ben funzionato è stato il 1992/1993. poi ci siamo salvati per le penne. ma questo l’ho capito anni dopo.

    • luigi lupo scrive:

      Tutto giusto Giuliano. Manca solo che mangiavano i bambini.

  6. Quercia scrive:

    Petizione “UNO DI NOI” bocciata dalla commissione UE.

    Sarebbe bello vedere il nostro presidente del consiglio alzare la voce di fronte ad una commissione europea dimissionaria che s’è presa la responsabilità di respingere una “proposta” di quasi 2 milioni di cittadini europei.

  7. Giannino Stoppani scrive:

    L’unica cosa per salvare il centrodestra sarebbe la candidatura di papa Francesco, ma la vedo un po’ dura.
    Non so se da solo garantirebbe la vittoria nelle urne, ma perlomeno sancirebbe la fine del disgustoso spettacolo offerto dai sinistrati che fanno a gara per dire quanto è simpatico il pontefice (sperando sotto sotto che schianti quanto prima!).

    • erpersico scrive:

      ma perchè ti da cosi fastidio che Papa Francesco piaccia a cosi tante persone tanto da a rrivare a dire “disgustoso spettacolo offerto” bah strana gente frequenta sto sito di Tempi

      • david scrive:

        Sono fanatici politici che si credono buoni cristiani.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Veramente io non ho scritto che mi dà fastidio che il Santo Padre piaccia a tanta altra gente, oltre a me, ma ho scritto che la sua candidatura (ab absurdo!) nel centro-destra finalmente farebbe cessare lo spettacolo disgustoso dato da coloro che in mala fede ne travisano deliberatamente le parole, prospettando “aperture” dottrinali a destra e a manca e alimentando un’aspettativa mediatica per una interpretazione forzata in chiave modernista di ogni gesto del Pontefice. Tutto ciò mentre essi sotto sotto si augurano quanto prima la fine della Chiesa Cattolica.
        Ma se tu, nonostante quello che io ho scritto, ritieni lo stesso che io sia infastidito dal fatto che un papa piaccia alla gente, chi sono io per giudicarti?
        Comunque hai ragione sul fatto che il sito di Tempi è frequentato da strana gente.

  8. Mappo scrive:

    “Il centrodestra deve concepirsi all’anno zero. Deve ripartire da zero” D’accordissimo, ma non illudiamoci passerà almeno una generazione prima che il centrodestra possa tornare ad esistere.
    In ogni caso non contano strategie o altro, il centrodestra tornerà a vivere solo quando emergerà un nuovo Berlusconi, ma un Berlusconi, più cattivo, meno ingenuo, meno gentiluomo di quello che ha guidato il centrodestra per vent’anni. Ho paura che questo Berlusconi, se veramente esiste, probabilmente oggi frequenti le elementari.
    Rendiamoci conto che la fine politica di Berlusconi coincide con la fine del centrodestra, perché Berlusconi è il centrodestra e senza Berlusconi semplicemente non esiste il centrodestra. Tutto il resto è solo fuffa. Non esiste un solo politico di quest’area terremotata che possa illudersi di sostituirsi a lui né per carisma, né per capacità, né per intelligenza politica.
    Nel frattempo prevedo per i cattolici uno dei periodi più bui della loro storia recente.

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