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Egitto. Un giorno in più, treni gratis, multa a chi non vota, ma Al Sisi non può essere soddisfatto della sua vittoria

maggio 29, 2014 Leone Grotti

L’ex capo delle Forze armate ha vinto le elezioni in Egitto ma l’affluenza è rimasta bassa al 44,4%. Meno del 51% delle elezioni del 2012, quando vinse il presidente dei Fratelli Musulmani Mohamed Morsi

Come ampiamente previsto ha vinto Abdel Fattah Al Sisi. L’ex capo delle Forze armate ha dominato le elezioni presidenziali in Egitto che si sono chiuse ieri: secondo i dati ancora parziali avrebbe ottenuto il 93,3 per cento dei voti, contro il 3 per cento del suo sfidante Hamdeen Sabahi.

VITTORIA MUTILATA. Nessuna aveva dubbi sul successo elettorale di Al Sisi, dal momento che da mesi le città egiziane sono tappezzate di manifesti in suo favore e le televisioni non hanno fatto altro che sponsorizzarlo. La vittoria non è stata però come Al Sisi l’avrebbe voluta: alle urne si è recato solo il 44,4 per cento degli aventi diritto, contro il 51 per cento del 2012, quando fu eletto Mohamed Morsi dei Fratelli Musulmani. L’ex capo delle Forze armate aveva chiesto ripetutamente al popolo una dichiarazione d’amore clamorosa e aveva auspicato un’affluenza dell’85 per cento.

MULTA A CHI NON VOTA. Non è andata così, nonostante sia stato fatto di tutto perché le cose finissero in questo modo. Le elezioni dovevano durare due giorni ma siccome al termine del secondo giorno l’affluenza era ancora bassissima, la Commissione elettorale ha esteso la votazione per un terzo giorno. Per favorire il voto, inoltre, martedì i pubblici uffici sono stati chiusi e il pagamento del biglietto su autobus e treni è stato sospeso.
Per assicurarsi un’alta affluenza, inoltre, la Commissione ha dichiarato prima dell’apertura delle urne una multa di 70 dollari per chi non fosse andato a votare, in un paese dove lo stipendio medio è di 50 dollari al mese. Infine, è stato annunciato che non sarebbero state considerate nulle le schede in cui accanto al nome del candidato fosse stato apposto un cuoricino con la scritta “ti amo”, com’era di moda scrivere sui manifesti elettorali di Al Sisi.

NUOVO MUBARAK? Tutto inutile. L’uomo che deposto il presidente Morsi, e per questo sostenuto dagli egiziani, e che ha fatto dichiarare i Fratelli Musulmani un gruppo terrorista, non ha avuto il plebiscito che si aspettava. Anche perché, come riferisce il Guardian, molti sapevano che le elezioni si sarebbe concluse con una vittoria di Al Sisi, il voto era solo una formalità, e quindi non si sono recati alle urne.
Questo risultato, però, potrebbe non essere una cattiva notizia per l’Egitto, come affermato a tempi.it prima del voto da Tewfik Aclimandos. Secondo l’ex ricercatore egiziano al Cairo e oggi associato alla cattedra di Storia contemporanea del mondo arabo al Collège de France, una vittoria non «schiacciante» potrebbe dare ad Al Sisi meno libertà di manovra. Facendo correre alla gente meno rischi che il presidente si trasformi in un nuovo Mubarak.

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