tempi.editoriale Giovedì 18 Marzo 2010 
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L'iperattivismo politico dei magistrati

Stremata dall’assedio dei giudici, anche l’Italia finirà un po’ come la Ddr?

di Tempi

Ci hanno presi tutti per sete e per fame. Normale che adesso la gente pensi: “Basta, fatela morire e non se ne parli più!”. Normale che l’operazione cominciata con il premiato cinema funerario di Cannes, proseguita con le morti in diretta sulla Bbc e suggellata dal caso Eluana, si concluderà anche in Italia con una leggina che sarà un altro passetto verso l’intrusione dello Stato negli affari più privati e sacri della vita umana. Tutti, la si pensi in un modo o nell’altro, abbiamo colto che c’è un filone della magistratura che non smette di partecipare attivamente alla vita politica. E che il vulnus che tale filone tende a infliggere all’ordinamento legislativo e al Parlamento eletto dal popolo è in linea con l’ideologia. E nei casi “eticamente sensibili”, con l’ideologia che, dalla selezione degli embrioni alla Ru486 fino all’eutanasia, non vede l’ora di fare piazza pulita delle resistenze a un Potere che saprà bene come convincere le persone ad autodeterminarsi secondo le modalità con cui oggi si sostiene il diritto di Eluana ad autodeterminarsi. Infatti, non c’è nessuna prova che la volontà di Eluana sia la volontà espressa dal padre. Mentre, come ha documentato Avvenire (27 e 30 luglio 2008), ci sono parecchie testimonianze di amici, professori e compagni di scuola di Eluana che affermano esattamente il contrario. Ma ormai il deserto è in moto. Solo una autorevole politica bipartisan può fermarlo. Solo una resistenza popolare può far risorgere dalle ceneri l’Italia. Un paese che, grazie alla famosa “funzione di supplenza della politica” svolta dalle star in ermellino, nel 1992 era sei punti di benessere sopra la media europea, oggi è sei punti sotto. In compenso dicono che il partito dei manettari va bene nei sondaggi. Complimenti. Forse la Germania Est, con le sue intercettazioni a strascico per distruggere “le vite degli altri”, il suo metodo di rubare i figli alle “famiglie asociali” e la sua implosione cannibalesca ritroverà nei Di Pietro degli Honecker in sedicesimi.

 

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