01 Dicembre 2008
“No Gelmini” bocciati
L’onda partita dalla Sapienza si è infranta sullo scoglio del voto popolare
di
Tempi
Dopo le grandi manifestazioni romane e i fuochi d’artificio contro il ministro Gelmini, diversamente dagli ultimi vent’anni, il classico casino studentesco d’autunno sembra già rientrato. Di solito le okkupazioni, le autogestioni, le pinco pallo manifestazioni tenevano duro fino ai giorni dell’Immacolata. Adesso sembrano in recessione anche loro. Tanto meglio per chi a scuola e in università ci va per studiare. Oddio. Noi del mestiere lo sappiamo bene come si fa a prendere trenta ragazzotti che rompono le scatole alla polizia schierata in stazione e farli sembrare “la protesta degli studenti”. Lo sappiamo come si fa a far apparire “il movimento dell’onda” cinquanta ragazzoni che occupano i binari, rovinano la giornata ai pendolari (e guai a prenderli a ceffoni che poi si piangono “vittime della repressione fascista”) e ottengono la “mediazione” della Cgil presso le Ferrovie dello Stato per ottenere biglietti scontati per andare a Roma (alla manifestazione della Cgil). Lo sappiamo come si fa a far risultare “studenti di Brera” dieci scalmanati che insultano il sindaco di Milano Letizia Moratti, il ministro La Russa e non hanno neanche il tesserino di studenti dell’Accademia. Basta mandare i fotografi in stazione, ai binari, a Brera. E mettere le foto in pagina. Basta mandare le telecamere. E trasmettere le immagini ad AnnoZero. Però, noi del mestiere ogni tanto dobbiamo darvi anche una notizia. E la notizia è questa. Vi ricordate “l’imponente manifestazione studentesca a Roma”, “le proteste degli studenti in tutta Italia”, “il movimento dell’Onda”? Ecco, venerdì 28 novembre, alla prima elezione universitaria – e che elezione, si è svolta alla Sapienza, l’università dove è nata l’Onda, l’epicentro delle proteste anti-Gelmini in tutta Italia, il più grande ateneo d’Europa – hanno trionfato le liste di centrodestra e di Comunione e Liberazione.
Inserito da onedrop il 2 Dicembre 2008 - 12:49pm
GRANDISSIMI !
Caro Direttore,
mi piace molto quel "noi del mestiere", citato più volte quasi a voler sottolineare un'assunzione di responsabilità più decisa, più precisa, più concreta.
E' bene che questo mestiere venga fatto sul serio, dando al popolo le notizie per quello che sono, con il coraggio della verità.
Molti, troppi, non hanno agito questo ruolo pur ricoprendolo, non hanno fatto questo mestiere pur sbandierandolo. E ne portano sulle proprie spalle la responsabilità storica, di fronte a tutto il popolo.
Per un giornalista - e non solo per una quesione di mestiere - è necessario raccontare, testimoniare ciò che accade: sopratutto ai giovani, agli studenti, alle famiglie, a chi lavora; potremmo aggiungere, provocatoriamente, che è necessario testimoniarlo "anche ad alcuni giornalisti e professori"...
TEMPI sembra andare controcorrente, avvertendo il peso di questa responsabilità, raccontando e testimoniando.
Le lanterne sono fatte per essere messe sul tavolo, non sotto. Lei lo sa bene. Avanti così, e grazie.