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E.coli: il chimico Garattini sul biologico ha gli stessi dubbi di Tempi

giugno 30, 2011 Redazione

Il noto presidente dell’Istituto di scienze farmacologiche Mario Negri, Silvio Garattini, viene criticato per aver dichiarato a Oggi che bisogna smetterla di affermare che il biologico è sempre buono e il chimico sempre cattivo. Riguardo al caso E.coli, già due settimane fa Tempi denunciava il pericolo della cieca ideologia “bio”

«Siamo stufi di questo gioco al massacro con dichiarazioni fondate sul nulla, la sicurezza alimentare è in cima alla nostra attenzione e non possiamo accettare che affermazioni fondate sull’ignoranza continuino a provocare ingiustificati allarmi e criminalizzazione di un intero settore». Reagisce duro Andrea Ferrante, presidente nazionale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (Aiab) all’intervento di Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di scienze farmacologiche Mario Negri.

Ma che cosa ha fatto il famoso chimico per meritarsi accuse tanto veementi da parte del presidente degli agricoltori “bio”? Garattini ha dichiarato al settimanale Oggi, riguardo alla sicurezza alimentare e al pericolo E.coli, il batterio che si è sviluppato proprio in un’azienda “bio”: «La contrapposizione tra prodotti biologici (per definizione buoni) e prodotti chimici (cattivi) non è basata su seri confronti ed evidenze scientifiche. Forse non è una coincidenza o un caso che il prodotto fosse “biologico”. Senza voler condannare nessuno, questi prodotti “biologici”, che si giovano solo di sostanze naturali, si arrogano meriti spesso indebiti. Sono infatti i produttori coloro che garantiscono la purezza dei prodotti e quindi la salute, mettendoli in contrapposizione con i prodotti industriali che invece sarebbero il frutto della chimica».

La posizione di Garattini ricalca proprio quella del settimanale Tempi che in due articoli, nel numero 24 di due settimane fa, mostrava proprio come i metodi di coltivazione “bio” sollevassero qualche dubbio. E invitava a fare piazza pulita dei pregiudizi che bollano come “sano” tutto ciò che proviene dalla natura, mentre quello che l’uomo manipola, ad esempio gli Ogm, sarebbe cattivo. Un pregiudizio che sicuramente ha subito qualche colpo dopo le tante vittime prodotte dall’E.coli, con buona pace dei sostenitori “sempre e comunque” del biologico.

LEGGI – Ne uccide più il mito verde (Tempi, n. 24)

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2 Commenti

  1. MASSIMO BIONDANI scrive:

    I dubbi sull’agricoltura biologica di un farmacologo (o di un esperto in energia nucleare) valgono quanto i dubbi di un agricoltore biologico sui farmaci (o sulle centrali nucleari) e non servono all’informazione.
    E’ diseducativo ricorrere a “soubrette” che, in virtù della competenza (per meriti accademici o altro) su un argomento, si mettono a pontificare su tutto lo scibile umano: parlino di quanto conoscono e non di materie su cui sono, ben che vada, dei dilettanti.

    Nel caso specifico, leggo che le analisi delle aziende e delle autorità sanitarie sono tutte negative (e vedo dal sito Rai che il ministro della salute pure dubita che c’entrino i semi), vedo anche che in Germania la stampa sospetta che oltre alle acque superficiali siano contaminati gli acquedotti.
    Se è così, è illogico pigliarsela con gli agricoltori, biologici o no: è responsabile chi non ha controllato la sicurezza dell’acqua, mica chi l’ha usata (e pagata).

    L’intervento di Garattini puzza terribilmente di “partito preso”, quindi non vale un’acca, nè aiuta i lettori a capire i problemi.

  2. roberto pinton scrive:

    MANGIANO CIBO NON BIOLOGICO: 63 INTOSSICATI A VICENZA

    Lo conferma l’Ulss 3: il batterio della salmonella contenuto negli alimenti non biologici ha intossicato 63 persone a un pranzo di nozze in provincia di Vicenza.
    Gli invitati che hanno mangiato piatti non biologici sono stati colti da gastroenterite da bacillo, con diarrea e febbre elevata.

    «Forse non è una coincidenza o un caso che il prodotto non fosse biologico. Senza voler condannare nessuno, questi prodotti non biologici si arrogano meriti spesso indebiti. Sono infatti i produttori coloro che garantiscono la purezza dei prodotti e quindi la salute, mettendoli in contrapposizione con i prodotti biologici che invece sono il frutto di una produzione attenta ed eco-compatibile» sostiene Roberto Pinton, segretario dell’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione di prodotti biologici. «Ci si può chiedere – continua Pinton- se l’infezione sarebbe avvenuta se, invece d’usare mangimi OGM e additivi chimici nella fase di trasformazione, si fossero utilizzati gli ottimi foraggi biologici e le buone tecniche di trasformazione tipiche dei prodotti biologici».

    [vi sembra un’esagerazione? Almeno la mia è una notizia vera, non una simpatica bubbola come quella del vostro eclettico amico farmacologo]

    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Bassano/265908__sotto_controllo_tutti_i_102_invitati_del_matrimonio/

    http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=154551&sez=NORDEST

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