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Ecco perché legnano ciò che non riescono a domare (Cl)

maggio 16, 2012 Luigi Amicone

La novità riguarda Cl, derubricata a “movimento clericale”. E contro il quale viene lanciata l’accusa implicita di essere solo un retrobottega della “Casta”. Un salto di qualità rispetto al trattamento usuale.

Nell’ultimo week-end dal cilindro di Repubblica sono usciti due titoli molto grevi. “La maxi-truffa degli amici di Formigoni”. “È caccia al forziere di Cl”. Lo stile dei pezzi a corredo è il solito. Molto ventriloquio, nessun diritto alla difesa. Ma la novità, rispetto alla domandina al Governatore riproposta ad libitum, è notevole. Non riguarda l’uomo politico per il quale la nota lobby chiede mattanza con qualsivoglia straccio di avviso di garanzia (oltre che, dicono i promoter dell’Expo in giro per il mondo per attrarre investimenti, rovinare l’immagine della Lombardia all’estero). La novità riguarda Cl. Che Repubblica derubrica a “movimento clericale”. E verso il quale lancia l’accusa implicita di non essere altro che un retrobottega della famosa “Casta”. Il che rappresenta un salto di qualità rispetto al trattamento usuale (niente di meno che quello riservato alla marcia per la vita, guidata da gente limpida e buona come il cardinal Raymond Burke, ma bollata da Repubblica di “neofascismo”).

Eppure, è appena ieri che Ezio Mauro ha ricevuto in grembo una umilissima e cercatrice di perdono lettera del capo di Cl don Julián Carrón. Dunque come si spiega questo salto di inimicizia? In realtà Cl è forse l’unico caso italiano di autentico e ultrapacifico anarchismo informale. Di fenomeno, cioè, non prodotto e non governabile in vitro da classi dirigenti che, mutando i nomi ma non gli interessi, occupano stabilmente il cuore dello Stato da cinquant’anni. Dal 1954 ad oggi, l’accento posto da don Giussani su realtà, ragione, libertà come amiche della fede in Cristo, è qualcosa che fa impazzire i potenti. Nello Stato e dentro la Chiesa. Il mescolarsi di ragazzi e ragazze con un maestro irritò l’idea di morale dei clerico-Dc di anni Cinquanta e Sessanta. Così come il rimanere legati a una presenza cristiana negli ambienti risultò intollerabile all’ideologia, supposta rivoluzionaria, del Sessantotto. E ancor più intollerabile, dopo il ’68, fu il fatto che Giussani e i suoi tennero duro, attraversando gli anni di piombo, riconquistando e facendo vivere i giovani mentre gli ubriachi di ideologia portavano i loro a morire.

E così, mentre i capi degli ubriachi divennero illustri direttori di giornali, politici, professori, magistrati, Cl produceva i Formigoni, ma anche tanti bravi professori, medici, ingegneri. Tutto ciò che loro chiamano “sistema di potere” e che invece è il potere di un’educazione che costruisce persone e opere. Tutta gente che non ha mai preteso per sé l’esclusiva dell’onestà (come invece l’hanno pretesa gli Scalfari e i Berlinguer mentre si nutrivano del Potere). E che hanno fatto molte cose buone. Come insegna la Lombardia. Che non sarà la Campania del “rinascimento di Bassolino” sostenuto per un ventennio da Repubblica (e che, notizia di questi giorni, ha prodotto qualcosa come 13 miliardi di euro di buco). Ma che è pur sempre un caso da Europa mentre il resto dell’Italia è scivolato verso il Maghreb. Ecco perché sospettiamo che un Carlo De Benedetti, editore di Repubblica che ha le sue idee, ma anche l’esperienza imprenditoriale per distinguere la libertà di informazione da una campagna di aggressione, se solo avesse l’opportunità di conoscere certe realtà probabilmente tirerebbe le orecchie a maestranze così asservite al retrobottega manettaro da picconare Cl come un bifolco picconerebbe una rosa in un campo di verze.

Editoriale che uscirà sul numero del settimanale Tempi, da domani in edicola.

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9 Commenti

  1. g. sala scrive:

    È innocente? Poco importa, non facciamoci troppe remore morali.
    Accusa? Già il fatto che sia credente è sufficiente per sbatterlo alla Lubjanka.
    Una volta lì un capo d’accusa se non lo troviamo noi ce lo fornirà lui.
    Abbiamo metodi infallibili per smascherare lui e la sua cricca.
    Un quartino alla Kolyma non glielo toglie nessuno.
    Così agivano i commissari del popolo, al traino delle fanfare della propaganda denigratoria, con chi consideravano nemici politici.
    Imparate piccoli nostrani inquisitori, seguite i vostri maestri, pivellini!
    Guardate quanto bravi già sono i vostri compagni propagandisti.

    • Pippo scrive:

      chissà come mai nessuno indaga i ciellini che danno la spesa a chi non ha da magiare, i ciellini che vanno a sporcarsi le mani dagli anziani o dai malati di mente, i ciellini che aiutano i malati negli ospedali, ma solo certi ciellini. fatevi delle domande invece di fare battaglie per il potere identiche a quelle che fa repubblica

  2. giovanna scrive:

    Che bello leggere finalmente dei commenti intelligenti come gli articoli a cui si rifanno! Meditate: chi ha impugnato penna e carta per difendere fino all’ultima goccia di sangue non solo il suo interesse (anzi quello va a discapito suo) ma tutta la nostra storia a parte Carron e le varie dichiarazioni ufiiciali? Uno che è in galera e uno che dalla galera dei sospetti, dei luoghi comuni, delle titubanze balbettate si vuole liberare..
    C’é di che pensare.

  3. francesco taddei scrive:

    glie editoriali di repubblica che effetto hanno sui loro lettori? il quotidiano è in concorrenza con il corriere della sera per il primato di vendite in italia, cioè la sua “presa” sui lettori è fote. sapranno ricercare la verità o la firma sarà per loro sinonimo di garanzia?

  4. Francesco scrive:

    Non sono di CL, ma gli articoli di Amicone li leggo sempre molto volentieri, e questo in particolare; ho capito un po’ di più cos’e’ CL e perche’ puo’ dar fastidio ai poteri forti. Ma una cosa non posso perdonare a Formigoni: essere stato eletto con una lista presentata abusivamente, cioe’ con centinaia di firme strafalse, nel disprezzo delle regole della democrazia; per me Formigoni fa parte della casta in pieno, perché se io cittadino presento una qualunque domanda con firme false passo i guai, lui no.

  5. gino scrive:

    Caro luigino cl aveva proprio bisogno di un avvocato difensore coi fiocchi come te… meno male che ci sei tu con la tua penna pungente a prendere le difese del movimento. secondo me se ti buttavi a gerusalemme un po di tempo fa riuscivi a convincerli che gesu era innocente…

    • Fosco Bertani scrive:

      “Ma che è pur sempre un caso da Europa mentre il resto dell’Italia è scivolato verso il Maghreb ” guardando come se la passa l’Europa ora ,mi sembra una frase infelice ;anche il paragone del resto d’Italia con il Maghreb non mi convince .
      “Cl produceva i Formigoni , ma anche ..” c’è come un accento dispregiativo in quel “ma anche”?
      Eppoi se Cl produce qualcosa si tratta del famoso cuore nuovo,del cambiamento del io, che però non immunizza dai tradimenti .
      L’esclusiva dell’onestà è una tentazione trasversale a tutti i gruppi sociali ,chi più chi meno.
      Perchè pensare a un DeBenedetti distaccato?. Penso che non gli manchino le occasioni per vedere le buone opere nate dal Movimento .
      Il bifolco è un maghrebino ?

  6. R.MALFER scrive:

    Se puntaste un revolver alla tempia di E.Mauro,Barbapapà,Santoro,Fazio,D’Alema,Telese, etc.etc.,etc,a mo’ di esecuzione sommaria, cosa vi aspettereste dal loro comportamento.?Una dignitosa rassegnazione?Richiesta di pietà?un “Spara fascista”?”Perdono tengo famiglia”?o “Mettiamoci d’accordo sei sicuramente una persona di mondo”?……….D’Annunzio gli avrebbe cagato addosso e fatto click!Sic transit gloria mundi.Ciao a tutti gli sfigati come me.

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