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E.T., maledetto il giorno che t’ho interpretato

giugno 4, 2012 Elisabetta Longo

Chissà se Steven Spielberg si sente in colpa ogni tanto per aver ottenuto un clamoroso successo rovinando le vite di qualcun altro. Non pensate male, il regista non ha tramato alle spalle di nessuno, semplicemente grazie al suo film più famoso, E.T l’extra-terrestre, le vite dei due piccoli protagoniste sono state messe a dura prova.  […]

Chissà se Steven Spielberg si sente in colpa ogni tanto per aver ottenuto un clamoroso successo rovinando le vite di qualcun altro. Non pensate male, il regista non ha tramato alle spalle di nessuno, semplicemente grazie al suo film più famoso, E.T l’extra-terrestre, le vite dei due piccoli protagoniste sono state messe a dura prova.  In un’intervista rilasciata al quotidiano inglese Mirror, Henry Thomas, il piccolo protagonista Eliott, non ha problemi a raccontare che quel film gli ha regalato momenti belli e brutti. «Sono diventato famoso e all’improvviso non ero più libero di andare a giocare da nessuna parte, tutti mi bloccavano per chiedermi un autografo. Da bambino timido che ero mi sentivo quasi trattato come un’attrazione da circo». Come ha fatto a passare il provino? Semplice: «Ho pensato al mio cucciolo di chihuahua morto per colpa dei cani dei vicini, e ho pianto lacrime di dolore vere, come quelle che piange Eliott quando vede che E.T.si sta ammalando. E quando ho saputo che avrei recitato in un film di alieni, ci sono rimasto male. Una bicicletta volante non era la stessa cosa». Quando a 17 anni tentò come tutti la strada dei provini newyorkesi, le porte gli si chiusero in faccia: «Non sono mai stato lo stereotipo della piccola star, e l’idea che i paparazzi mi seguissero ovunque non mi piaceva. I soldi? All’epoca ero solo un bambino e il cachet non fu certo lo stesso di un adulto». Oggi Thomas ha rinunciato al cinema ed è un tranquillo quarantenne che con quattro amici ha messo su una band, i Farspeaker, attualmente senza contratto discografico.

Alla sua collega Drew Barrymore, che nel film interpretava la sorella minore, è andata decisamente peggio. Diventare diva a sette anni non è stata una grande idea: a soli dieci anni aveva già provato tutte le droghe in commercio, entrando in una spirale di disagi psichici da cui riuscì a uscire nel 1995, quando riprese la carriera di attrice. Da lì in poi, il grande pubblico l’ha sempre supportata. Uno dei film che le ha regalato un successo simile a quello avuto con E.T. Drew l’ha conquistato con il ruolo da protagonista nel remake cinematografico della serie tv cult Charlie’s Angels. Sul set ha anche conosciuto la sua migliore amica, Cameron Diaz, oggi sua testimone di nozze. L’attrice ha detto sì per la terza volta e, dopo un barista e un comico, stavolta è toccato al gallerista d’arte Will Kopelman, che le ha fatto dimenticare la lunga relazione con Fabrizio Moretti, batterista degli Strokes. I due, che aspettano il loro primo figlio, si sono sposati ieri sera, in gran segreto. Nessun paparazzo ammesso, perché Drew sarà anche una star, ma per lei la privacy è sacra, almeno il giorno del suo terzo matrimonio.

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1 Commenti

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