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E perché mai dovreste votare Raffaello Vignali? Per tutte queste ragioni qui

gennaio 28, 2013 Raffaello Vignali

Pubblichiamo la lettera inviata dal deputato Pdl in cui rende conto «del lavoro fatto in questi anni»: Statuto delle imprese, l’Iva per cassa, l’impegno per i terremotati dell’Emilia…

Cari Amici,

nel ricandidarmi al Parlamento per il Popolo della Libertà, credo sia doveroso innanzitutto rendere conto del lavoro svolto in questi anni.

Quando mi è stato proposto di candidarmi per il Parlamento nel 2008, ho scritto ai miei amici e agli imprenditori dell’associazione di cui ero allora Presidente, dicendo che sarei andato in Parlamento a rappresentare quello straordinario mondo delle micro, piccole e medie imprese che sono realmente la forza del nostro Paese (e non solo dal punto di vista economico). E affermavo che intendevo il verbo “rappresentare” non tanto e prima di tutto come “rappresentanza”, ma soprattutto come “rappresentazione”: far conoscere chi sono i piccoli imprenditori, cosa hanno nella testa, nel cuore, nelle mani e anche nella pancia. Nel corso di una campagna elettorale “strana”, con le liste bloccate, ho scelto di girare il territorio del mio collegio elettorale per incontrare soprattutto gli imprenditori, per stare con loro nei capannoni, ascoltare i loro problemi, raccogliere suggerimenti e proposte. Questo ho continuato a fare anche in questi anni, nei giorni in cui non sono stato impegnato a Roma nei lavori della Camera.

Oltre a partecipare assiduamente alle discussioni e alle votazioni in Aula (97% di presenze), ho assunto fin dall’inizio un impegno particolare in Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo, di cui sono stato eletto VicePresidente: perché il lavoro parlamentare “vero” si fa in Commissione.

Per questo impegno, ho mantenuto costantemente intensi rapporti con il sistema associativo, sia nelle sue articolazioni centrali, che settoriali, che territoriali. Con molti esponenti del mondo delle imprese non c’è stato solo un lavoro comune ma, in molti casi, pure un premio non richiesto: la nascita di un’amicizia sincera e profonda.

In questi anni, anche con il loro aiuto e sostegno, ho presentato molti disegni di legge a favore delle imprese, in particolare le micro, piccole e medie, e presentato numerosi emendamenti – molti dei quali approvati – su ogni provvedimento. I temi su cui ho lavorato di più sono stati la semplificazione normativa e burocratica, il credito, i ritardi dei pagamenti, l’innovazione, l’internazionalizzazione, l’energia. La crisi economica che stiamo attraversando e la situazione del Bilancio pubblico non hanno consentito di fare tutto quanto avremmo voluto, ma posso garantire di aver cercato di incidere ovunque ce ne fosse la possibilità.

Tra le proposte di legge che ho avanzato, la principale che è arrivata “a destinazione” è la Legge 180/2011 nota anche come Statuto delle Imprese, che traduce in legge i principi dello Small Business Act dell’Unione Europea. Si tratta di una legge importante (alcuni commentatori autorevoli l’hanno definita la legge più importante della legislatura), sia dal punto di vista culturale (il riconoscimento del valore sociale ed economico dell’impresa e dell’imprenditore), che di principio (ad esempio la proporzionalità delle norme e dei controlli a seconda della dimensione delle imprese), che operativo.
Per fare solo un esempio, conteneva la delega al Governo a recepire anticipatamente rispetto alla scadenza la nuova Direttiva UE sui ritardi dei pagamenti pubblici e privati (il Decreto Legislativo è stato approvato nel novembre scorso). Chi volesse approfondire, può visitare il sito www.statutodelleimprese.it o leggere il mio libro “La grandezza dei piccoli. Lo Statuto delle Imprese: una rivoluzione copernicana” (Guerini e Associati, 2012).

Sono anche stato diverse volte il Relatore di provvedimenti parlamentari o governativi. Tra questi, il più importante è stato il Decreto Crescita del luglio scorso, nel corso del quale ho presentato e fatto approvare numerosi emendamenti. Tra questi, i principali sono stati:

– l’introduzione del regime IVA per cassa per le imprese con fatturato fino a 2 milioni di euro (sono circa 4,4 milioni, il 96,9% delle imprese italiane), diventato operativo dal 1° dicembre 2012, che consente alle imprese di pagare l’IVA quando incassano le fatture e non alla loro emissione; questo era anche un punto del programma elettorale del PdL;

– l’introduzione della deducibilità per legge delle perdite su crediti, che fa scattare elementi certi e precisi per lo sgravio delle perdite di modesta entità (2.500-5.000 euro), evitando che le imprese paghino tasse sulle perdite;

– il riconoscimento della soggettività giuridica dei contratti di rete (rete d’impresa), che ha un particolare significato per le piccole imprese;

– l’introduzione di sanzioni per i responsabili dei procedimenti della pubblica amministrazione che non rispettano i tempi di risposta ai cittadini e alle imprese;

– l’introduzione dello sportello unico obbligatorio per l’edilizia che, diventando l’unico interlocutore cui rivolgersi per tutte le pratiche riguardanti gli interventi edilizi, semplifica fortemente il permesso di costruire;

– la cancellazione di una norma voluta dall’allora ministro Pecoraro Scanio che, peggiorando una Direttiva Europea, vietava la produzione in Italia di alcune vernici: questo emendamento ha evitato di trasferire oltre 120 milioni di fatturato (e 250 posti di lavoro) dalle imprese italiane ai loro concorrenti europei.

In questi mesi mi sono recato diverse volte nelle zone colpite dal terremoto dell’Emilia, dove ho potuto incontrare i nostri imprenditori e toccare con mano la loro grande forza d’animo, la voglia di ricostruire, di non arrendersi. Da loro, credo, dobbiamo tutti imparare.

Più recentemente, il Governo ha accolto la mia proposta di dichiarare l’Ilva sito di interesse strategico nazionale, modalità di intervento necessaria per salvare l’industria di base dell’acciaio in Italia. Il Decreto consente di mettere in sicurezza numerosi siti produttivi del sistema manifatturiero. Sono convinto, infatti, che questa sia la prima opzione di politica industriale: siamo un Paese manifatturiero e dobbiamo continuare a esserlo!

Ho lavorato pure su altri temi importanti, come la difesa della vita, la famiglia, la libertà di educazione, che costituiscono la nostra identità ed una corretta concezione dello Stato. Queste sono le iniziative principali e rappresentano una piccola parte del lavoro svolto (maggiori informazioni sono disponibili sul mio sito www.raffaellovignali.it o sul sito della Camera www.camera.it).

Un lavoro che è stato possibile anche grazie a tanti amici parlamentari impegnati in altre Commissioni o in altri ruoli o al Senato, in particolare Maurizio Lupi, con cui condivido, oltre all’amicizia, anche un lavoro sul territorio della Brianza. Con Maurizio e altri 40 amici parlamentari abbiamo anche dato vita a una Summer School a Sorrento alla quale hanno partecipato in questi anni circa 900 giovani interessati alla politica.

* * *

Veniamo a oggi. Mi è stato proposto di ricandidarmi per il PDL nel mio Collegio di Lombardia 2 (Varese, Como, Lecco, Sondrio, Bergamo, Brescia). Ho accettato volentieri, sia perché il nostro è un territorio straordinario, la locomotiva dell’Italia, sia perché il lavoro per le nostre micro, piccole e medie imprese è solo all’inizio. C’è ancora molto da fare!

Tutti parlano di crescita, ma la prima condizione per la crescita è creare un contesto favorevole all’impresa e all’industria, in particolare per le pmi.

Ho accettato anche perché, in questi anni, da tanti esponenti del PDL – a cominciare dal Presidente Berlusconi e dal Segretario Alfano, senza dimenticare il Capogruppo Cicchitto e l’On. Romani (quando è diventato Ministro dello Sviluppo economico, mi ha nominato suo consigliere per le pmi), che ringrazio – ho ricevuto solo sostegno fattivo e forte incitamento a proseguire nel mio impegno. Mi hanno chiesto di contribuire attivamente alla redazione del programma del Popolo della Libertà, per il quale ho trasmesso moltissime proposte che puoi vedere nel dettaglio sul sito del Popolo della Libertà (www.pdl.it).

Ringrazio di cuore quanti mi hanno sostenuto in questi anni, non solo con il loro voto, ma anche con la loro vicinanza, le loro proposte e anche con le loro critiche. Chiedo a tutti di tornare a dare fiducia a me e al Popolo della Libertà!

Un caro saluto a tutti.

Raffaello Vignali

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4 Commenti

  1. Guido scrive:

    A Vigna’, nun me convinci…

    • Sergio scrive:

      5 parole dalle quali posso dedurre:
      -Fuori collegio. Un voto non perso. Anch’io fuori collegio purtroppo.
      -Non lavora in PMI: io ci lavoro e so cosa vogliono dire le proposte e le leggi descritte da Vignali

  2. Giuseppe Crippa scrive:

    Consultando il sito parlamento.openpolis.it è possibile confrontare il lavoro di ciascun parlamentare uscente: ne consiglio la lettura anche nel caso di Vignali. Personalmente ricordo anche la sua firma sulla mozione che chiedeva al governo di stanziare 10 milioni per Radio Radicale, che notoriamente svolge un lavoro di informazione oggettiva che le reti RAI non sono in grado di portare avanti nonostante ricevano dai cittadini l’ammontare del canone.

  3. Manfredi scrive:

    Non sono un imprenditore e non appartengo al tuo collegio; saranno quindi i tuoi elettori a valutare il tuo operato. Spero solo che questa tua lettera non sia l’unica che essi hanno ricevuto dopo 4 anni!
    Ma tu sei un “candidato a rischio” perchè hai già gestito la “cosa pubblica”.
    Non puoi baipassare la questione legale legata alla tua persona. La disaffezione per la politica, i partiti e i politici, nasce dai centinaia di politici indagati in tutta Italia. Indipendentemente da come andranno le indagini, il danno è fatto!
    Non so come, ma devi trovare tu, come tutti i candidati, un sistema di garanzia sul tuo operato passato e futuro.

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