Google+

È morto Ciro Esposito. La famiglia: «Chiediamo silenzio e giustizia, non vendetta»

giugno 25, 2014 Chiara Rizzo

Il ragazzo 31enne, originario di Scampia, è morto dopo 54 giorni in ospedale: era stato ferito il 3 maggio scorso negli scontri tra ultras fuori dall’Olimpico. I parenti: «Non si faccia violenza in nome di Ciro. Chiediamo rispetto, è morto da eroe civile».

È morto stamattina intorno alle sei, Ciro Esposito. Aveva 31 anni, e da 54 giorni lottava tra la vita e la morte al policlinico Gemelli di Roma: da quel 3 maggio in cui era andato a vedere la finale di Coppa Italia, ma allo stadio Olimpico non era nemmeno arrivato ad entrare. Contro di lui, e senza un motivo valido, avrebbe fatto fuoco Daniele “Gastone” De Sanctis, un ultrà della Roma, mentre Ciro e altri tifosi camminavano ancora su viale Tor di Quinto.

A SCAMPIA È LUTTO. Esposito era originario di Napoli, del quartiere Scampia, dove viveva e lavorava nell’autolavaggio di famiglia, insieme ai suoi fratelli: aveva una fidanzata, Simona, alla quale era legatissimo. La sua passione era il calcio che seguiva spesso anche in trasferta. Da ieri il suo quartiere ha deciso di rispettare il dolore della famiglia e, in segno di rispetto, sono stati tolti i maxischermi montati nel quartiere per seguire la partita dell’Italia. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha ordinato il lutto cittadino. Gli Esposito hanno parlato alla stampa tramite lo zio del ragazzo, Vincenzo, attraverso un unico comunicato, e hanno chiesto di rispettare il silenzio. «Non si faccia violenza nel nome di Ciro. Invitiamo a mantenere la calma, non vogliamo altra violenza, ma solo rispetto per lui».
La madre (foto a destra), nei giorni successivi ai drammatici eventi, aveva già rilasciato qualche dichiarazione di questo tenore: «Perdono chi ha sparato, ma non capisco perché lo ha fatto».

«CHIEDIAMO GIUSTIZIA, NON VENDETTA». Nell’appello, la famiglia ha scritto: «Nessuno può restituirci Ciro ma in nome suo chiediamo giustizia e non vendetta. Vogliamo ringraziare tutti coloro che in questo periodo hanno manifestato la loro solidarietà. Oggi non è gradita la presenza delle istituzioni che si sono nascoste in questi 50 giorni di dolore. Alle 6 di questa mattina dopo un lungo calvario si è spento Ciro, un eroe civile». La famiglia ha spiegato infatti ciò che ha ricostruito attraverso le testimonianze degli altri tifosi del Napoli, presenti sul posto: «Quel maledetto 3 maggio è intervenuto in via Tor di Quinto a Roma per salvare i passeggeri del pullman delle famiglie dei tifosi del Napoli calcio. Il nostro Ciro ha sentito le urla di paura dei bambini che insieme alle loro famiglie volevano vedere una partita di calcio. Ora è morto per salvare gli altri. Noi chiediamo alle istituzioni di fare la loro parte».

LA RICOSTRUZIONE DELL’ACCUSA. Secondo la ricostruzione della procura a sparare è stato Daniele De Santis, che attualmente è detenuto in un reparto del policlinico Umberto I: la sua posizione si aggrava, e ora l’accusa si trasforma da tentato omicidio a omicidio volontario. Il sospetto, avallato sin dalle prime ore, è che De Santis però non fosse solo, anche se fino ad oggi gli inquirenti non hanno rivelato l’identità di altri indagati. La famiglia nel suo comunicato è voluta però esplicitamente tornare su quest’argomento: «Daniele De Santis non era solo. Vogliamo che vengano individuati e consegnati alla giustizia i suoi complici. Vogliamo che chi nella gestione dell’ordine pubblico, ha sbagliato paghi. Innanzitutto il prefetto di Roma che non ha tutelato l’incolumità dei tifosi napoletani. Chiediamo al presidente del Consiglio di accertare le eventualità responsabilità politiche di quanto accaduto». La procura di Roma ha disposto l’autopsia sul corpo di Ciro, la famiglia si è messa subito a disposizione per fare in modo di accellerare il rientro a casa: «Ora il nostro obiettivo è tornare a Napoli e vivere in silenzio il nostro dolore».

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Vi piace pedalare in collina? Se volete farlo in compagnia di migliaia di altri ciclisti, e con la possibilità di mettere alla prova il vostro spirito agonistico, l’occasione giusta è la 5° edizione della Granfondo Scott, in programma il 3 settembre 2017 con partenza e arrivo a Piacenza Expo. La manifestazione propone due percorsi, caratterizzati […]

L'articolo Granfondo Scott, al via il 3 settembre proviene da RED Live.

C’è qualcosa che non torna… Non dovevi cambiare radicalmente? Non dovevi votarti alla collocazione centrale del motore? Ah, manca ancora un anno? Questo, allora, significa che sei l’ultima versione della Corvette “tradizionale”. Il canto del cigno di una delle muscle car più apprezzate al mondo che, per festeggiare i 65 anni di carriera, debutta nella […]

L'articolo Chevrolet Corvette MY18: l’ultima volta proviene da RED Live.

“All for freedom, freedom for all”. È il nuovo motto di Harley-Davidson che intende sedurre anche chi non è (ancora) un motociclista

L'articolo Harley-Davidson, nuovo slogan proviene da RED Live.

Nel bel mezzo di Agosto, la Casa di Iwata lancia un criptico video teaser che anticipa quanto verrà svelato il 6 settembre alle 17:00: la Yamaha T7

L'articolo Yamaha T7, il video teaser proviene da RED Live.

Si chiama Nolan N90-2 ed è l’apribile entry level di Nolan. Adatto sia all’utilizzo in città sia per un lungo viaggio, costa 269,99 euro

L'articolo Nolan N90-2, apribile entry level proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana