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E’ davvero servito l’appellogiovani? Magni: «Primo importante passo»

dicembre 20, 2011 Redazione

Una lettrice ha scritto a Tempi chiedendo: «Non capisco da che cosa derivi l’euforia per i risultati dell’appellogiovani». Per fare chiarezza, abbiamo girato la lettera a Francesco Magni, presidente del Clds, che risponde: «L’accordo raggiunto è un primo importante passo verso una scuola sempre più libera»

Pubblichiamo di seguito le domande della lettrice Anna Rita Silenzi, che ha scritto a Tempi chiedendo che cosa ci sia da esultare per i risultati ottenuti dall’appellogiovani, e la risposta di Francesco Magni, presidente nazionale del Clds (Coordinamento liste per il diritto allo studio), uno dei promotori dell’appello.

Pubblichiamo di seguito le domande della lettrice Anna Rita Silenzi, che ha scritto a Tempi chiedendo che cosa ci sia da esultare per i risultati ottenuti dall’appellogiovani, e la risposta di Francesco Magni, presidente nazionale del Clds (Coordinamento liste per il diritto allo studio), uno dei promotori dell’appello.

Egregio direttore, dopo aver letto l’articolo relativo ai risultati ottenuti dall’appellogiovani, di cui sono stata oltre che firmataria anche promotrice nel mio ambiente, mi sono venute spontanee certe considerazioni. Innanzitutto non capisco da cosa derivi tanta euforia: delle 36.000 nuove assunzioni fatte quest’anno, per la mia classe di concorso di matematica e scienze, solo 11 sono venute nella provincia di Ascoli Piceno, luogo in cui vivo. L’aumento di 3000 unità per il TFA in tutta Italia e per tutte le classi di concorso, se va bene, corrisponderà a 2 posti in più in tutte le Marche per la stessa classe di concorso!!!

Non capisco inoltre il ruolo delle università che sono impegnate nel presentare il progetto formativo. Dalle note del Ministero alle università si ha l’impressione che se una università si organizza bene e dice che può offrire 100 posti per una classe di concorso lì parte il TFA e poichè il fabbisogno nazionale è 100 non partiranno altri corsi. Questo per fare cosa? per avvantaggiare la statale di Milano? E chi lo volesse frequentare cosa dovrebbe fare: lasciare marito figli e lavoro per trasferirsi un anno fuori regione e tornare a fare l’universitaria? Infine, era risaputo che i numeri che aveva dato il Miur sul TFA dovevano aumentare per far fronte alla percentuale di persone che abbandonano gli studi e a me queste 3000 unità appaiono date proprio per questo e non per l’appellogiovani. Anche Israel ha commentato che non capisce da dove venga tanto ottimismo e sinceramente io non ne ho affatto!

Mi piacerebbe, a conclusione di ciò, che il vostro giornale potesse far luce su questa intricata e sentita questione. Cordiali saluti,
Anna Rita Silenzi

Gentile sig.ra Silenzi,

sono d’accordo con Lei, che l’euforia non sia il sentimento più adeguato per questa situazione. Noi non siamo euforici e non ci siamo mai illusi che la “battaglia” sia finita. Certo, ci siamo detti soddisfatti, e lo siamo, innanzitutto per il semplice fatto che la nostra iniziativa dell’appello sia stata straordinariamente incisiva raccogliendo in appena quattro giorni oltre 14 mila consensi. Questo dato non è di second’ordine: ciò significa infatti che la preoccupazione espressa per il futuro delle giovani generazioni e del Paese è stata condivisa e sottoscritta da personalità di spicco della nostra società e dell’università, da lavoratori dei più svariati settori, da migliaia di insegnanti e studenti, ed è stato anche questo che ha permesso un incontro proficuo con i rappresentanti del governo. Anche a Lei vanno i nostri ringraziamenti, come firmataria e promotrice di quella che si è rivelata essere non una rivendicazione di categoria, ma una vera e propria battaglia ideale.

L’accordo raggiunto è un primo importante passo verso una scuola sempre più libera, capace di valorizzare tutti i soggetti in campo, dalle scuole, alle università fino agli stessi insegnanti. Per quanto riguarda poi l’aumento di 3000 unità per il TFA transitorio, occorre una precisazione, che spesso sfugge: sulle prime tabelle ufficiose che circolavano nel mese di giugno il dato riportato per i TFA transitori era, per l’a.a. 2011-2012, di 2.256 posti normali e 3.730 posti di sostegno. La nostra “battaglia” dunque, che è partita il 30 giugno con la Lettera aperta al ministro Gelmini ed è culminata con l’appellogiovani, ha portato un incremento assai più considerevole anche solo in termini numerici: l’aumento di posti per il TFA risulta essere di oltre 10 mila unità. Ma anche questo potrebbe lasciare tiepidi: ciò che chiedevamo, si potrebbe obiettare, era un ricalcolo radicale del fabbisogno e una netta separazione tra abilitazione e reclutamento.
 
Si badi però che un primo passo verso questa separazione è proprio reso concretamente possibile dalle due Note pubblicate sabato 10 settembre sul sito del Miur, indirizzate ai direttori scolastici regionali e alle università, note che rappresentano il vero risultato dell’appello, che non è affatto da sottovalutare. Le università vengono rimesse in gioco e sollecitate a segnalare la loro offerta in base alle proprie capacità ricettive (senza ulteriori vincoli). Secondo quanto recita il comunicato stampa del Miur del 10 settembre 2011, che riporta l’esito dell’incontro di Palazzo Chigi, «i numeri dei posti che saranno assegnati risulteranno dall’incrocio tra quelli pubblicati dal Miur e l’offerta formativa formulata dalle università». In altre parole il numero di posti non sarà più meccanicamente equivalente al fabbisogno. Il Ministero si è dunque impegnato a tenere conto dell’offerta formativa dell’università. Come ho già avuto modo di dichiarare dunque sta davvero agli atenei raccogliere la sfida e fare scelte coraggiose in favore dei giovani e del futuro del nostro Paese. E, come ho già sopra detto, il nostro impegno per dare un contributo a questa battaglia ideale non è terminato. Un primo spiraglio a favore delle giovani generazioni si è aperto: ora spetta a tutti i soggetti implicati, a cominciare dalle università, il compito di non richiuderlo.

RingraziandoLa per la sua attenzione, La saluto cordialmente
Francesco Magni

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