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«Donne, una specie in via di estinzione nel cuore di Parigi»

maggio 30, 2017 Leone Grotti

È il titolo di un appello delle abitanti del quartiere La Chapelle, occupato da migranti, musulmani e spacciatori. «Non possiamo più uscire per strada, abbiamo paura». Il nuovo governo di Macron minimizza

Migrants sleep rough in Paris

«Gli uomini ci insultano se portiamo la gonna, ci inseguono, tentano di stuprarci. Non possiamo più uscire di casa, non possiamo più entrare nei bar. Tornare a casa da sole la sera è ormai impensabile». Non è a Raqqa o a Mosul che le donne sono costrette a vivere segregate in casa, come testimonia questo appello, ma nella Ville Lumière, a Parigi, capitale della patria del femminismo e di Simone de Beauvoir.

«DONNE IN VIA DI ESTINZIONE». Il grido di allarme delle residenti del quartiere Chapelle-Pajol (X-XIII arrondissement), dove l’anno scorso è stato aperto un centro per migranti in seguito alla chiusura del campo “giungla” di Calais, è stato raccolto dal Parisien, che una settimana fa ha realizzato un reportage urticante su questo quartiere della capitale completamente occupato da migranti, musulmani, spacciatori e ubriachi. Le donne del quartiere si sentono ormai così a disagio, che dopo le ripetute denunce alla Questura andate a vuoto, hanno deciso di rivolgere un appello pubblico ai politici intitolato: «Donne, una specie in via di estinzione nel cuore di Parigi».

«CLIMA MAI VISTO». Le ragazze, descrive il Parisien, non possono più uscire per strada da sole, né di giorno, né tantomeno di notte. Portare la gonna o pantaloni attillati è diventato rischioso perché si viene assaliti da «bordate di insulti: per questo a una ragazza è stata gettata una sigaretta accesa tra i capelli». «Siamo state costrette a cambiare itinerario quando usciamo, a modificare il modo in cui ci vestiamo. Molte non osano più avventurarsi fuori di casa», testimoniano le abitanti del quartiere nell’appello. «Per strada si respira un clima mai visto. I bar sono diventati ritrovi per soli uomini, impossibile entrare. Anche quando mi affaccio dalla finestra, vengono subito fischiata e insultata».

MIGRANTI E ISLAMICI. Le foto e le riprese realizzate dal Parisien mostrano strade affollate, marciapiede completamente occupati da giovani uomini, perlopiù nordafricani e arabi intenti a bighellonare, venditori ambulanti, spacciatori. Secondo Philippe Girault, dell’associazione SOS La Chapelle, «l’80-90 per cento delle persone che camminano per strada è costituito da uomini. Le donne sono sparite dallo spazio pubblico, non si vedono più, così come i bambini».

Quartier Chapelle Pajol, les hommes tiennent les rues et les femmes sont devenues indesirables

«NON COMMENTO L’ATTUALITÀ». Il reportage ha fatto scandalo e tutti gli occhi si sono puntati immediatamente sul nuovo governo di Emmanuel Macron, che ha voluto un esecutivo in perfetta parità di genere e ha sposato le cause del femminismo. Il neo presidente, che aveva promosso un ministero dedicato alle donne, alla fine ha affidato la difesa dell’uguaglianza di genere al segretario di Stato Marlène Schiappa. Promettendo  come prima misura del suo mandato di sanzionare i poliziotti che si macchiano di atti sessisti, ha risposto a chi le chiedeva un parere sullo scandalo di La Chapelle: «Io non commento l’attualità, io realizzo politiche pubbliche. Prima agisco e poi comunico».

FEMMINISMO QUANDO CONVIENE. Il femminismo, insomma, è di casa all’Eliseo solo quando è politicamente corretto e non rischia di collidere con altri totem del buonismo. Punzecchiata sul tema dal Figaro, il ministro ha aggiunto: «Non dobbiamo dimenticare che le molestie in strada avvengono in tutta la Francia e possono riguardare tutti i quartieri, tutte le classi sociali. Persino l’Assemblea Nazionale. Ci sono molestie nelle imprese e la stragrande maggioranza delle aggressioni sessuali e degli stupri ha luogo nell’ambito interfamiliare».

IL NODO DELL’ISLAM RADICALE. Queste dichiarazioni sono state fortemente criticate dalla femminista Gabrielle Cluzel: «È sempre così, non si nega ma si relativizza», dichiara all’Homme Nouveau. «È la classica menzogna per omissione. Quante donne ci sono che hanno paura di camminare nei corridoi dell’Assemblea Nazionale? Come si può fare un paragone con la situazione di La Chapelle?». Qui, continua, «il problema è rappresentato da una popolazione straniera che ha una concezione della donna molto diversa dalla nostra. Non possiamo lasciare le donne tra l’incudine del femminismo radicale e il martello dell’islam radicale».

Foto Ansa

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