Google+

Donne sotto i 30 anni, donate gli ovuli e guadagnate 5 mila dollari. «Questo annuncio ha rovinato la mia vita»

maggio 30, 2015 Benedetta Frigerio

Jennifer Billock ha raccontato su Marie Claire «il mio inferno personale» dopo aver deciso di “donare” ovuli. «Spero che le giovani ci pensino su due volte. Si fanno i soldi, ma a quale prezzo?»

donazione-ovuli-google
La vita di una donna che decide di “donare” per soldi i suoi ovuli può essere «stravolta in soli sei mesi». Raccontando il suo calvario senza fine, Jennifer Billock smonta l’immagine edulcorata della “donatrice” altruista, propagandata dai sostenitori della fecondazione eterologa. La sua vicenda, raccontata in prima persona sull’ultimo numero della famosa rivista femminile Marie Claire, e simile a quella di tante altre donne (come raccontato dall’inchiesta di Jennifer Lahl), è cominciata con questo annuncio pubblicitario, trovato su un autobus di Chicago: “Donne sotto i 30 anni, donate i vostri ovuli e guadagnate 5 mila dollari in poche settimane”.

DONATRICE DI OVULI. Preoccupata per i debiti contratti durante gli anni di università, e convinta che il processo non doveva essere troppo faticoso se veniva presentato in quel modo, Billock decise subito di recarsi nella clinica pubblicizzata, dove diede «allo staff le foto da inserire nel catalogo dei donatori». Una settimana dopo «avevo il mio primo cliente».

«IL MIO INFERNO PERSONALE». Il processo sembrava «fantastico. Facile, indolore a parte il pizzico leggero delle iniezioni». Convinta di «aver fatto qualcosa di stupendo per un’altra persona» ed essendo «pagata profumatamente», Billock decise di rifarlo. Col tempo ne divenne come «dipendente», anche grazie «a tre medici diversi che mi dissero che aspettare una sola settimana [tra un ciclo e l’altro] era un tempo più che sufficiente». Fu così che durante un nuovo ciclo cominciò a vivere «il mio inferno personale, infilandomi aghi in varie parti del corpo e iniettando il fluido che percepivo come puro alcol etilico su una ferita aperta».

IPERSTIMOLAZIONE OVARICA. Nonostante il dolore, il medico incoraggiò la ragazza a procedere, convinto che se anche fosse stata allergica «la mia reazione non era così grave». Peccato che il processo comporti un rischio «del 10 per cento di causare la sindrome di iperstimolazione ovarica: le ovaie si gonfiano a causa della sovrapproduzione di ovuli». E anche se Billock non ha «sofferto le conseguenze più avverse della sindrome (la morte), il dottore mi disse che non aveva mai visto così tanti ovuli in una sola estrazione».

MATERNITÀ COMPROMESSA. La storia della ragazza non finisce qui. «Per estrarre gli ovuli i dottori introducono un ago cavo nelle ovaie» ma una volta per sbaglio «lasciarono un taglio che divenne una cicatrice spessa». I medici la mandarono a casa senza avvertimenti. «Quando poi, due settimane dopo, non riuscivo ancora a salire le scale da sola, tornai in ospedale. Ma mi dissero che si trattava di un problema legato all’anestesia». Invece, un mese dopo, Billock era di nuovo ricoverata: «Avevo una cisti che si era formata sopra la cicatrice ed ero collassata perché era scoppiata».
A quel punto la ragazza si ritrovò a dover fare una scelta radicale dalle conseguenze gravi: ignorare il problema, permettendo la formazione di altre cisti, rimuovere la cicatrice con seri rischi oppure le ovaie. «In ogni caso – continua la ragazza – le mie ovaie erano danneggiate. In ogni caso sarebbe stato difficile avere figli. In ogni caso avevo paura». Oggi Billock non ha «ancora provato ad avere figli», perché «so che c’è un’alta probabilità che finisca in un disastro».

«TANTI SOLDI, MA A CHE PREZZO?». Billock non cerca scuse perché «questo è il mio fardello da portare, e mio soltanto, il risultato delle mie decisioni. Devo farci i conti ogni giorno». Quello che le dà fastidio, però, «è vedere la pubblicità positiva che nei media si fa alla donazione di ovuli o sentire donne che gridano gioiosamente dai tetti quanto è facile questo processo. Mi rende furiosa. Anche Sofia Vergara e Nick Loeb, che hanno congelato embrioni in modo spettacolare e legale, mi hanno gettato in una spirale di collera. Non è sempre così facile. A volte le cose vanno male. La mia sola speranza è che le giovani donne comincino a pensarci due volte prima di donare. È vero, si fanno i soldi e magari puoi anche rendere qualcun altro felice. Ma a quale prezzo?».


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

6 Commenti

  1. SUSANNA ROLLI scrive:

    Jennifer, per il bene del mondo intero, non smettere di ripeterti, per favore, di testimoniare. Grazie.

  2. Livio scrive:

    inquietante anche la mancanza totale di empatia e interesse da parte dei “medici” dell’istituto, a parte i suoi ovuli.

    • Emanuele scrive:

      …pecunia non olet! Gli ovuli per loro sono pepite d’oro e le donne solo miniere da scavare… quando una miniera non rende più, la si abbandona e se sfrutta un’altra.

  3. Emanuele scrive:

    …e questa è solo la punta dell’iceberg. Figuriamoci cosa può accadere in India o in altri paesi, cosa può succedere quando le donatrici sono donne semianalfabete in estremo bisogno, cosa combineranno funzionari pubblici nei paesi in via di sviluppo, corrotti con i soldi delle multinazionali dell’inseminazione.

    Ma le femministe dove sono? Dove sono i paladini dei diritti per tutti?

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

L'articolo MV Agusta F3 e Dragster 800 RR Euro4 proviene da RED Live.

La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

L'articolo Triumph e Bajaj, insieme per le piccole proviene da RED Live.

Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

L'articolo Opel Adam Black Jack: scommessa vinta proviene da RED Live.

Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

L'articolo Beta Xtrainer 250 proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana