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Don Giussani e il cristianesimo che incendia

febbraio 21, 2015 Luigi Amicone

Tacere? «Ma la mitraglia non la mollo», usava dire quando salute o potenze laiche e clericali cospiravano al bel mettere a tacere la sua “povera voce”

Ricorrendo i dieci anni dalla sua scomparsa (22 febbraio 2005), siamo sicuri che don Luigi Giussani schiferebbe mirra e incenso sulla sua persona. Ci richiamerebbe a stare davanti al «Mistero che fa tutte le cose». E «a essere sempre nella vostra giornata appuntati sulla preghiera, sull’avamposto della domanda: la domanda è l’avamposto dell’uomo che va in battaglia». Così che, proseguiva il Giuss in una di quelle giornate – questa è del 2001 – a tu per tu con i giovani di Cl e non di Cl, «non so, fra 50 anni, fra 500 anni, ci abbiamo a ritrovare tutti nella consolazione che l’Essere porta a chi non Lo distoglie, nella affermazione del niente, dalla sua intensa partita».

Lungi dalla preziosa reliquia in cui lo si potrebbe incartare, defraudandolo della santità conclamata vox populi (e, noi pensiamo, tra dieci o cento anni dalla Chiesa certificata), il Giuss, come lo chiamavano tutti, è un fenomeno della natura dove la natura prende coscienza infallibile del proprio desiderio e destino: Gesù Cristo.

Dalla sua vita, «dalla mia vita alla vostra», diceva senza mai confondere se stesso con Colui che lo portava, e, anzi, ripugnando ogni forma di personalismo, è sgorgata una fonte per la persona, è sgorgato un popolo; è sgorgato un movimento “sorgivo”, come ha detto del carisma giussaniano il cardinale di Milano Angelo Scola.

Cristianesimo che ha incendiato, in primis, ragazzi delle superiori e ragazzi universitari che, dal 1954, Giussani seguì a migliaia, seguì uno a uno, dando tutto, con passione del “rendere ragione” e sbalorditivo impeto umano. Al punto che un medico tedesco che lo visitò agli inizi della sua lunga malattia gli domandò quanto avesse parlato e fatto nella vita per ridursi in quello stato di limone spremuto, senza fiato. E gli ordinò di tacere.

Tacere? «Ma la mitraglia non la mollo», usava dire quando salute o potenze laiche e clericali cospiravano al bel mettere a tacere la sua “povera voce” («il nostro canto più bello» diceva Giuss, scritto da una delle sue prime ragazze al liceo Berchet, Adriana Mascagni). Ma poi, quale “mitraglia”?

Così, se «è questa carenza atroce che si nota in voi, come giovani d’oggi, questa carenza tremenda di stupore di fronte alla bellezza, di capacità ricettiva della bellezza». Se «l’esito che invece vi colpisce è quello che provoca una pura reattività. L’esito con cui le cose vi raggiungono è quello di una reattività: vi provocano una reattività e vi bloccano in voi stessi… Lo stupore, il ricevere la bellezza è l’inverso… si chiama estasi, essere nell’altro… La vostra è una incapacità di estasi, ma diciamolo con un termine più banale, è una incapacità di affezione». Ed «è l’incapacità di affezione quella che vi impedisce la decisione». Ecco la “mitraglia”: l’affezione. Tant’è. «Se qualcheduno, invece che prendere spunto dalle categorie del movimento per fare le sue filosofie o le sue dottrine, svolgesse una dottrina dell’esperienza del movimento – ma dovrebbe essere uno capace di estasi – la chiave di volta di quella dottrina sarebbe la parola “affezione”».

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19 Commenti

  1. Saint-Juste says:

    Speriamo che i suoi discepoli apprendano la stessa apertura mentale del loro maestro e lascino da parte preconcetti idelogici o peggio il credere di avere la verita’ in tasca senza neanche confrontarsi o mettersi in discussione. Saluti.

  2. maurizio says:

    Saint-Juste o Doctor Jekyll e Mister Hayde(non so se ho scritto giusto,scusate)?.Ma come ci scambiamo apprezzamenti per la comune volontà di dialogo e poi mi scrivi queste cose?La stessa apertura mentale..ma a chi ti riferisci..o ti stavi guardando nello specchio? Qui non si può sfuggire e,quindi,statte più accorto direbbero a Napoli!! Ciao comunque..io ci sono sempre..nella sincerità.Si può anche polemizzare ma con l’onestà intellettuale di essere chiari e rispettosi,non sospettosi o prevenuti sull’altro!

    • Saint-juste says:

      Scusa ma ti posso fare una domanda con tutta sincerita’ ? Ma perche’ quando vi si critica vi richiudete a riccio o vi mettete sulla difensiva come se foste in un castello sotto assedio ? E’ una cosa che ho notato spesso da quando vi ho incontrato per la prima volta (guerre puniche fa). Ogni volta che vi si contraddice o non la si pensa allo stesso modo su tutto (parola per parola, concetto per cocetto, pagina per pagina) vi irrigidite, cambiate atteggiamento. Mi dispiace Maurizio, tu avrai anche ottimi argomenti (e ripeto, ti leggo sempre con molto piacere) ma e’ da queste cose che il mio “interesse” per CL cade…che quella sana invidia verso i cristiani (che citava GIOVANNA) scompare. PS: ho cercato di pubblicare questo comment una ventina di volte. Il sito ha la stessa efficienza del nostro ministro degli interni..pari a zero…

      • Sebastiano says:

        Ti si potrebbe però fare la stessa domanda: perché ogni volta che si parla di CL te ne esci sentenziando sui “preconcetti ideologici” et similia senza nessuno straccio di argomentazione?
        Io non sono di CL ma mi sembra la tua, per prima, una posizione preconcetta.

        • Saint-Juste says:

          Certo e’ vero hai ragione Sebastiano. Ma allora preconcetto da questa parte, preconcetto dall’altra parta…buona notte e chi si e’ visto si e’ visto non ti pare ? E’ un po come isreliani e palestinesi, ci sara’ mai un punto di incontro dal quale partire se nessuno fa delle concessioni all’altro ? No. ciao.

      • giovanna says:

        Caro Saint, avresti ragione sul chiudersi a riccio se avessi espresso una critica puntuale sul contenuto dell’articolo, o su un commento dei lettori ! Ma tu hai sparato a vanvera, hai semplicemente offeso a casaccio ! Dai, così non si riesce a proseguire nella discussione ! Mi sembra che quando hai parlato di qualcosa ci si sia potuti confrontare: certo che prendere degli insulti sul nulla o per conto terzi non piace a nessuno !

        • Saint-Juste says:

          L’articolo e’ uno spunto dal quale partire mamma Giovanna..comunque, riconosco di essere stato particolarmente str……..zo, pazienza. Ciao Giovanna, ti auguro ogni bene per te e la tua famiglia, continuerai a discuetere con altri “Saint-Juste” che inevitabilmente non mancheranno. Mi raccomando, non cambiare mai (lo dico seriamente e senza ironia) vai benissimo cosi, tienti stretta ai tuoi amici e alla tua compagnia, dalla nostra parte (mia e e di tanti laicisti come me) c’e’ soltanto disperazione anche se non lo ammetteremo mai o facciamo finta di vivere senza saperlo. Un abbraccio ciao !!!!

  3. maurizio says:

    Caro,sempre caro Saint-Juste,chi si chiude a riccio?Mai stato così aperto!Semplicemente voglio capire e chiederti ragione delle tue affermazioni e,permetterai,se non le capisco o non le condivido di fartelo notare.Non so se hai preso e già visto(scusami se ti rompo un po’)il dvd di D.Giussani:ecco quel che mi muove é ciò che lui,anche li,ripete di continuo..sfidare l’altro sul piano della ragione e della libertà.Tutto qui..ciao!

    • Saint-Juste says:

      Come fai a parlare di ragione e di liberta’ se accetti e segui a prescindere quello che il responsabile ti dice ? O quello che il movimento (per te Kristo) ti di chiede di fare ? Tu come la giochi la tua liberta’ e ragione ? pensi mai che quello che CL ti dice non e’ quello che pensi ? Hai mai criticato chi guida ? O hai “delegato” la tua liberta’ e ragione a una struttura ? perche’ in questo modo e’ piu’ facile. Ti dico questo perche’ l’ho gia’ visto accadere ai miei parenti che erano iscritti al PCI, avevano delegato la loro ragione e liberta’ a una struttura, partito-apparato. Seguivano (sequela) quello che il segretario (responsabile) o il comitato di sezione (diaconia) indicavano (indicazioni). Ciao !

      • Sebastiano says:

        Mi pare che hai perso un’altra occasione. Questo mi sembra l’ennesimo intervento pieno di accuse generiche, non dissimili peraltro a quelle che a CL rivolge il gotha dell’intellighenzia radical-chic (compresa quella cattolica). Mah…

  4. yoyo says:

    Parla per don Giussani la quarta di copertina della sua biografia: tutto è avvenuto nella più straordinaria naturalezza e solo a posteriori si è visto il Disegno.

  5. maurizio says:

    Accidenti Saint-Juste,come fai a dire che io seguo a prescindere,mi adeguo passivamente a ciò che la struttura movimento mi dice di fare o pensare?Tu sei dentro il mio cuore e la mia mente?Come fai a dire che io mi sono venduto l’uno e l’altra all’ammasso?Se riesci a spiegarmelo e dimostrarmelo sono pronto a rimettermi totalmente in discussione…però,se non ci riesci,dovrai essere tu a farlo..pronto alla scommessa? Lascia stare il riferimento ai tuoi parenti comunisti;su questo ti ho già risposto,mi pare proprio! Suvvia più serenità e libertà d’animo!!

  6. maurizio says:

    Sono ancora io.Saint-Juste,ma ,rileggendo la tua prima risposta alla mia risposta a te,mi ha colpito quando tu dici di provare piacere a parlare con me e trovi interessanti i miei argomenti poi,però,dici che questi ti allontanano da Cl..francamente trovo contradditorio tutto ciò..mi piacerebbe che tu me lo spiegassi perché,magari,mi sono espresso male.Comunque,volevo che con i miei”capi”ci parlo e ci discuto spesso su come e il perché di muoversi in un certo modo in una data situazione ma quello che mi interessa di più nel rapporto con loro é andare oltre loro,andare a Cristo(con la c non con la k-tu lo sai)e,quindi,é la strada che loro mi indicano(a Lui)che seguo nella misura che loro me la indicano perché é Cristo che mi interessa!!

    • Saint-Juste says:

      La redazione non mi passava (e non mi passa) K–risto scritto con la C; c’e’ sempre una ragione dietro ogni cosa. Se a te, te lo passa..non so cosa dirti. Un grande abbraccio a te e GIOVANNA e buona fortuna a voi e ai vostri cari nel vostro cammino umano ciao! Non vi conosco, non vi ho mai incontrato e non ci incontreremo mai ma non so perche’ provo una grande affezione e simpatia per voi.

  7. gkp says:

    Caro direttore,

    mi è spiaciuto molto che lei abbia definito il video appena uscito con gli interventi di Don Luigi Giussani “la preziosa reliquia in cui lo si potrebbe incartare”. Quando ho visto il video – io Giussani non l’ho mai conosciuto – non ho avuto questa impressione. E anzi penso che durante tutto questo mese lo guarderò e riguarderò. Tutti i giorni. Proprio per quello che lei dice: perché nel vederlo parlare vien voglia di prenderla, “prenderla in mano anche noi la mitraglia”, ci si attacca subito a lui. E’ commovente; il video non incarta niente! Sembra che quell’uomo sia ancora vivo, che venga fuori dallo schermo. E per quelli come me, mi creda, averlo visto fa la differenza. Non lo sostituisco, come lei dice a “Colui che Giussani voleva portare”, ma mi è di grande, grandissimo aiuto. Nel video quella Affezione che lei cita alla fine si vede, si sente… Per questo lo riguarderò infinite volte. E io rivolgo anche a lei – soprattutto a lei che è direttore di un settimanale – un augurio utilizzando la citazione finale: spero insomma che “invece che prendere spunto dalle categorie del movimento per fare le sue filosofie o le sue dottrine” svolga “una dottrina dell’esperienza del movimento”. Forse chi ha lavorato al video voleva che emergesse proprio questo aspetto.

    Un saluto,

    G.

    • giovanna says:

      Scusa Gkp, ma credo che tu abbia frainteso l’articolo e tratto delle conclusioni fantasiose.
      Che c’entra il dvd ??

  8. maurizio says:

    Saint-Juste,tu forse non ci crederai..io sì..mai porre limiti alla provvidenza(il banale mai dire mai).Così ti riconosco..grazie di tuoi apprezzamenti che volentieri contraccambio.Intanto possiamo continuare a confrontarci serenamente..già questo é un incontrarsi..ciao!

  9. maurizio says:

    Sono ancora io a rompere e scusate se vado un po’a rate ma mi era sfuggito un passaggio ,Saint-Juste ,di una tua risposta a Giovanna dove tu parlavi della disperazione che non ammetterete mai,magari facendo finta di vivere senza saperlo.Scusami nella fretta di risponderti avevo sorvolato sulla cosa.Questa é già una cosa importante-non voglio far la predica,te lo assicuro,anche perché da un periodo buio,di strisciante depressione ci sono passato anch’io ed anche di recente.Ciò che mi ha aiutato a saltarne fuori-pur se qualche strascico rimane tuttora-é stato anzitutto il riconoscere e l’accettare la mia fragilita,anche se all’inizio mi ribellavo a cio ed um po’arrabbiato chiedevo,gridavo a Dio:”Perché?!” Poi mi sono accorto che così non andavo da nessuna parte ed allora ho chiesto,ancora una volta gridato a Dio che si facesse vedere e Lui si é fatto vedere,mi ha abbracciato in tutta la mia fragilità attraverso gli amici che avevo accanti,attraverso incontri di persone,situazioni difficili,ma anche persone libere e felici in quello che stavano vivendo-pur tra tante difficoltà-e tutto ciò mi ha costretto ad alzare lo sguardo da me,a sentirmi accolto per quel che ero,ascoltato e condiviso in quel che vivevo.Ma quegli amici,non erano loro la risposta ai miei perché,alla mia inquietudine un po’repressa ma sempre aperta a qualcuno/qualcosa che me la sodfisfacesse.Mi veniva da ripetermi ogni volta che,passando davanti una chiesa vi entravo dentro,una frase sentita tempo prima,una frase di S.Agostino-saprai certo che lui,pur cresciuto in ambito cristiano,se ne era allontanato,cedendo ad un certo agnosticismo,perché nessuna dellerisposte da lui tentativamente avvicinate lo soddisfaceva…dunque la frase é:”Il mio cuore é inquieto,Signore,finché non riposi in Te” Papa Francesco,di recente un giorno ebbe a dire che anche il cuore del Signore é inquieto fin che non s’incontra col mio!..Lascia aperto uno spiraglio nella tua persona,non stare rinchiuso nel tuo bunker disilluso e intristito,e vedrai che prima o poi,come e quando Lui vorrà,attraverso incontri di persone si farà incontro a te..e starai,certo meglio..in pace! Te lo auguro,pregherò per te(spero non ti dia fastidio)e,magari,continueremo a sentirci,scontrarci ma,soprattutto,incontrarci..Ciao!

    • giovanna says:

      Maurizio, che bel post ! Adeguato sotto al titolo “Don Giussani e il cristianesimo che incendia “!
      Un abbraccio a te e a Saint.

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