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Diritto di replica. Ci scrivono gli avvocati di Franco Battiato

febbraio 28, 2013 Redazione

Riceviamo e pubblichiamo una lettera dei legali del cantante in merito ad un nostro articolo

Riceviamo e pubblichiamo.

Gentile sig.ra Chiara Rizzo, Le scriviamo nella nostra qualità di legali rappresentanti del sig. Franco Battiato, offeso dall’articolo da Lei pubblicato su “Tempi” in data 21 gennaio 2013 e dal titolo “Storia del ‘Telesio’ di Battiato, che ha fatto piangere le casse del Comune di Cosenza”.

Il suo articolo purtroppo narra fatti (già contestati e richiesti di rettifica con analoga missiva al Quotidiano della Calabria, de Lei citato come fonte) che corrispondono ad una verità artefatta, a cominciare dal titolo e dal sommario, ove si afferma che l’artista avrebbe ricevuto un compenso pari ad € 750.000 dal comune di Cosenza dietro la presunta promessa di lauti ritorni ed ove si lascia intendere, sulla base di una dichiarazione riportata fuori contesto, che la mancata messa in scena di ulteriori repliche sarebbe dipesa da inerzia o ‘stanchezza’ dell’artista.

Ci preme infatti in primo luogo rappresentarLe che il corrispettivo riconosciuto a Franco Battiato con il Comune che ha commissionato l’opera assommava, non all’importo sopra indicato, bensì alla di gran lunga inferiore somma di € 50.000. In secondo luogo, teniamo a chiarire che Franco Battiato, dopo essersi accordato per la creazione dell’opera “Telesio” con il Comune di Cosenza, ha certamente onorato il suo impegno (contrattuale), consentendo la messa in scena dello spettacolo ed ottenendo, come prevedibile, ampio consenso di pubblico e critica. Da parte sua, il Comune di Cosenza non ha invece rispettato i propri impegni contrattuali, facendo ricadere sullo stesso Battiato i costi di messa in scena dell’opera (circa € 75.000 tra noleggio telecamere/costumi e licenza Musion), ed accordando a quest’ultimo il solo acconto per l’attività pattuita, con omissione del pagamento del saldo dovuto, pari ad € 35.000,00.

Saldo che a tutt’oggi non è stato onorato, nonostante il decreto ingiuntivo emesso in forma provvisoriamente esecutiva (e non opposto) dal Tribunale di Cosenza a favore di Battiato, ed a carico del Comune di Cosenza. Il nostro assistito è dunque l’unica vittima (con esclusione dei cittadini cosentini) di questa vicenda.

In relazione poi all’accordo sui diritti, nessun obbligo contrattuale vigeva in capo a Battiato per l’organizzazione di ulteriori repliche dello spettacolo appena realizzato. E non è certo per colpa o “stanchezza” del predetto artista se il Comune calabrese e il suo assessorato allo spettacolo non siano riusciti ad organizzare e rappresentare altre repliche.

Né la frase da Lei estratta dall’intervista resa a XL può esser frutto di equivoci al riguardo, se collocata nell’interezza della dichiarazione resa, che qui riportiamo, e che chiarisce come il riferimento operato dall’artista alla stanchezza procuratagli da Telesio non si ponga come causa della mancata messa in scena di ulteriori repliche, bensì fosse teso unicamente a motivare l’iniziale indecisione nel comporre subito un nuovo album (trattasi di “Apriti Sesamo” poi realizzato con i consueti impegno e successo): “Come mai ho fatto passare così poco tempo? (dall’ultimo album ndr). Bah, non ero convinto di fare un disco, sinceramente. A volte ci sono delle pressioni contrattuali che uno deve rispettare, perché lo rimandavo già da tempo, e mi ero leggermente stancato con Telesio che è stato un lavoro lungo che poi si consuma in qualche rappresentazione”.

Nulla può poi essere eccepito all’artista Battiato in relazione alla distribuzione dell’opera in cd e dvd, avvenuta infatti in piena legittimità e con spese di produzione del dvd sostenute dalla casa discografica dell’Artista pari € 100.000 a fronte di incassi sino ad ora ammontanti ad € 60.000. Aggiungeremmo piuttosto, con un pizzico di vanità, che è proprio grazie a quel dvd che l’opera del maestro Battiato è stata conosciuta fuori dai confini cosentini, vista la assoluta assenza di repliche, dopo le prime rappresentazioni.

Assenza di repliche e conseguenti mancati introiti che, in definitiva, non possono di certo essere addebitati all’Artista né compromettere la “gioia” dei cosentini nell’assistere al Suo ritorno al Rendano con il nuovo spettacolo di questa sera 28 febbraio.

Cordiali saluti.

Avv. Francesco Cislaghi

Avv. Antonello Palumbo

Milano, 28 febbraio 2013

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