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“Dio esiste e vive a Bruxelles”, una verità di cui presto forse non si potrà più ridere

aprile 4, 2016 Emanuele Boffi

Quando Van Dormael guardava fuori dalla finestra di casa non vedeva nulla, inseguiva solo i suoi sbadigli divertiti sul dio in sandali e vestaglia

Le tout nouveau testament

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Quando le campane dell’Università cattolica di Lovanio hanno intonato Imagine di John Lennon per commemorare le vittime degli attentati s’è capito perché “dio abita a Bruxelles”. Non il Dio di Abramo e Isacco, ma il dio di Jaco Van Dormael, il regista belga che nel 2015 ha mandato sugli schermi Le Tout Nouveau Testament (uscito in Italia in novembre col titolo Dio esiste e vive a Bruxelles). Un dio stronzo e annoiato, in sandali e vestaglia, mezzo alcolizzato, gran fumatore, che dal suo appartamento, grazie a un computer, si diverte a torturare gli uomini arrecando loro «molto dolore e un po’ di gioia per dare false speranze».

Presentata a Cannes, l’opera di Van Dormael ha corso per il Belgio ai recenti Oscar come miglior film straniero e in Italia ha goduto del lancio tv di Fabio Fazio, che lo ha presentato a Che tempo che fa come «film profondamente morale». La morale, per essere chiari, il regista l’ha riassunta così: «Il paradiso è qui e ora, non dopo la morte. Non vivremo a lungo. Godetevela e fate ciò che vi rende felici». In fondo, s’è chiesto Van Dormael, «cosa accadrebbe se dio fosse un bastardo?»; cosa ci garantisce che abbia più poteri di Batman?

Il film, come s’è capito da questi accenni, non è un capolavoro. Non ha nemmeno la dignità di una bestemmia ben indirizzata al cielo, ma forse proprio per questa sua sciatteria divertita, per questo suo disincanto così maldestramente esibito è ancor più rappresentativo della mentalità dominante occidentale. Che non si sforza nemmeno più di urlare alla morte di Dio, ma s’accontenta di «far ridere della verità», come diceva il Guglielmo da Baskerville di Umberto Eco, «perché l’unica verità è imparare a liberarci della passione insana della verità».

Van Dormael abita a Bruxelles. Il suo film è ambientato nella città dove i musulmani sono la comunità più numerosa, dove esistono gruppi di fanatici che perseguitano chiunque (altri musulmani inclusi) non rispetti alla lettera la legge coranica. Intervistato nel 2012 dalla Cbn, il leader di Sharia4Belgium, Abu Imran, spiegò al giornalista che «la sharia avrà presto il dominio» con tutto quel che ne consegue: amputazioni per i ladri, lapidazioni per le adultere, condanne a morte per gli omosessuali. «È solo una questione di tempo. Se vogliono fermarci o ricacciarci indietro potrebbero iniziare ad avere quattro mogli e avere un sacco di bambini. Forse, così, avrebbero una possibilità. Ma non credo che accadrà».

Nel film, di tutto ciò, non v’è traccia. Quando Van Dormael guardava fuori dalla finestra di casa non vedeva nulla, inseguiva solo i suoi sbadigli divertiti sul dio in sandali e vestaglia. Il 22 marzo anche a Bruxelles è risuonata nelle piazze Imagine e le strofe che inneggiano a un mondo «senza religione». Ma ormai è troppo tardi anche per questo. Esiste un dio che abita a Bruxelles, ma il suo nome non è Jahvè. 


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14 Commenti

  1. Luigi scrive:

    Anche nella parrocchia vicino alla mia viene pubblicizzato questo film.. Beata ingenuità.. Se non peggio..

    • underwater scrive:

      L esperto cinema di Avvenire Milano lo ha pure caldeggiato, così come osanna il cotrometraggio di Miha. Se questi sono i suggerimenti del settimanale diocesano….

  2. Nino scrive:

    Sarebbe da mettere al rogo

    • Toni scrive:

      Perché?. Non vedi cosa succede a Bruxelles? … non vedi una relazione sul come si concepisce la vita, come si bestemmia a Dio ed i frutti che si raccolgono? Non trovi strano che dove meglio si realizzano i vostri obbrobri graditi si scatena un cancro? Vi bruciate da soli, altro che roghi.

  3. Caterina scrive:

    Il film l ‘ho visto e a me e’ piaciuto. Non mi sembra che il messaggio principale sia blasfemo anche perché termina con un bel segnale di speranza, al massimo un po’ femminista

  4. underwater scrive:

    Quel tutt è tipico della vostra tracotanza, con la quale fate coincidere l umanità con le vostre elites.

    • underwater scrive:

      Il battesimo è dei cristiani ed ho già provveduto. Il post è stato cancellato? Mancuso, chiedilo a te stesso.

      • Toni scrive:

        Corina
        non fa nessuno scalpore. Hai detto una bestialità. Levano i tuoi “profondi” concetti per esercizio di carità e perché le “cacchine” si levano. Non ti sopravvalutare … sei meno che zero e figurati se qualcuno si mette con te a spiegarti qualcosa.

  5. Toni scrive:

    Galasi …islamico, grande anche in questo. Sei il più grande conoscitore dell’Islam vivente. Tu farai aprire le sezioni LGBT in Arabia saudita.

  6. Nocci scrive:

    Nella mia Parrocchia ne e’ in programma la proiezione. Non c’era di meglio?

  7. Martino scrive:

    No Crist, no peace!

    Fatevi una ragione.

  8. Toni scrive:

    Gian Paolo Galasi,
    io credo che scrivi senza neanche pensare… bypassi il pensiero . Non capisco come fai. Dici tante di quelle fesserie che è possibile mettere un nesso. Ma se una mette in relazione i post che fai tra una discussione e l’altra non hai nessuna congruenza logica.

    Un esempio? l’adorabile chiamata in causa in causa della democrazia (“vivere in uno stato democratico”) verso la quale non hai la più pallida cognizione dato che la boicotti (in altra discussione) con la prima multinazionale che serve gli appetiti gaiosi.

    Lo stesso paragone che fai tra la costruzioni delle Chiese e le moschee denoti che nel contempo non hai cognizione di umanità, società e identità. Due sono le cose: o sei in mala fede, o non capisci nulla contemporaneamente. Ti ho già detto in passato per quale delle due opto.

    In ogni caso per me sei un toccasana, credi di fare un servizio alla causa arcobaleno mentre potenzialmente sei la dimostrazione del loro fallimento. Per questo ti farei conoscere dappertutto facendoti esprimere a ruota libera.

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