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Digiunare per lo Ius soli alimenta l’immigrazione pane e ozio

ottobre 16, 2017 Luigi Amicone

Chi si presenta agli sbarchi senza documenti (ovvio, no?) è munito di biglietto scritto dai trafficanti: «Per le leggi italiane ed europee ho diritto a questo e quello»

ius soli ansa

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Non mi meraviglia la tigna con cui Repubblica fa campagna per lo Ius soli e spinge il Pd al digiuno in vista di una più che auspicabile disfatta elettorale, magari volesse il Cielo, con stime ungheresi (55 per cento i liberali di Orban, 20 per cento l’estrema destra di Jobbik, 9 per cento sinistre unite). Mi meraviglia piuttosto che un parlamento di tonni in vista della tonnara continui ad approvare leggi che il prossimo parlamento dovrà incaricarsi di radere al suolo. Dalla Severino al nuovo codice antimafia. Dal codice che «equipara gli imprenditori ai delinquenti» (parola di Confindustria e musica per le orecchie degli investitori stranieri) ai provvedimenti di antipolitica con cui il codice mafioso dei poteri al cuore dello Stato ha riscritto il Gattopardo. Dando stura al casino – dagli esiti alla Raggi-Appendino – affinché nel casino cambi tutto per non cambiare niente. Ora, questa forza antisistema organizzata artificialmente dal sistema mediatico-giudiziario, ha cominciato la sua china discendente. Che, purtroppo, però, se si voterà a marzo, come è giusto che sia, non avrà il tempo necessario per tracollare a livelli di consenso risibili (come è normale che sia nelle città e regioni, vedi Milano e Lombardia, dove le cose funzionano bene nonostante il pluridecennale artificio mediatico-giudiziario).

Tanto paga Pantalone
Vedete, se approveranno in fretta il Rosatellum 2.0 o chissenefrega, basta che approvino qualcosa che ci porti in fretta alle urne, noi qui ci accontenteremmo di assistere a un plebiscito che dimostrasse l’avvenuta comprensione, da parte dei cittadini, della progettata distruzione del benessere di un popolo e la riduzione dell’Italia a penisola germanizzata assistita con i fondi Ue. E assistita per l’unica ragione di mantenere l’invasione migratoria entro i confini di una ex nazione ridotta a campi di accoglienza e masterchef per i signorotti stranieri. (Anche a Bombay hanno mangiato la foglia e adesso ci comunicano che ritirano il fallimento mediatico-giudiziario Ilva, a patto di un qualche migliaio di licenziamenti. E magari gli daranno l’ok, tanto i 4 mila per strada li pagherà Pantalone).

Ora vorrei che il nostro lettore riflettesse su un’informazione, relativa al flusso migratorio dato per “ineluttabile” e perciò urgente lo Ius soli, che abbiamo appreso non dalla Rai ma da un professore universitario, Giovanni Valtolina, collaboratore del ministero degli Interni sul fronte “minori”. Il nostro ha reso noto che, siccome i trafficanti di esseri umani sono da anni perfettamente informati di come funziona l’Italia commissariata in sede Ue (il favoloso poker Monti-Letta-Renzi-Gentiloni), c’è della progettualità nell’invasione dei migranti economici in Italia, proprio sul punto che sta più a cuore agli obamiani che in questi giorni digiunano per lo Ius soli: i bambini, meglio, i minori non accompagnati.

Per costoro la legge italiana prevede il divieto di respingimento alle frontiere. E l’impossibilità di espulsione (di fatto, perché è il magistrato che decide, e come fa il magistrato a esporre il minore al rischio della “tratta”?) anche qualora il minore si macchiasse di reati efferati. Attenzione: il 90 per cento dei minori che raggiunge l’Italia non è affatto composto da bambini, ma da giovani-adulti, minori secondo i nostri criteri occidentali, cioè 15-17enni ma anche oltre, per le difficoltà ovvie di dare un’età a chi si presenta agli sbarchi senza documenti (ovvio, no?) ma munito di biglietto scritto dai trafficanti: «Per le leggi italiane ed europee ho diritto a questo e quello».

Modello Riace
Insomma, ben sapendo che l’Italia si sarebbe aperta come una scatola di tonno a leggi come la summenzionata in materia di «protezione dei minori stranieri non accompagnati» (legge proposta dalla senatrice Sandra Zampa, vicepresidente Pd, in Gazzetta Ufficiale dal 21 aprile 2017), nel solo 2016 sono arrivati in Italia 25 mila minori non accompagnati. Il doppio dell’anno precedente.

E a migliaia continuano oggi a sbarcare sulle coste italiane. Infatti, l’Africa è informata bene. E non sono i poveri a migrare (duemila euro pro capite costa solo il trasferimento dal sub-sahara alle coste magrebine). Dove finiscono questi “minori” o supposti tali? Per lo più a pane e ozio (per la gioia dei “modello Riace”) nei consorzi e cooperative che drenano soldi allo Stato (e lo Stato alla Ue). Poi molti di loro scappano e molti altri seguitano a sbarcare. Per andare a ingrossare le fila delle imprese dedite al traffico di droga, di prostituzione e, naturalmente, di capitalizzazione della predisposizione occidentale alla benevolenza e beneficenza dei “poveri”.

Foto Ansa

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