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Diciamo le cose come stanno: l’Unione Europea è morta

gennaio 18, 2012 Massimo Giardina

Dopo la dura risposta tedesca a Monti, qualche domanda si impone: cosa serve tenere in piedi una Ue che non è un’unione di fatto? O una banca centrale che non svolge le funzioni di una banca centrale? O una moneta che è totalmente svincolata dai fondamentali economici della maggior parte dei paesi che rappresenta?

Lo sfogo germanico. Possiamo definire in questi termini la giornata di ieri in cui, apertis verbis, i vertici tedeschi hanno comunicato in modo definitivo la loro posizione sulla situazione economica dell’Europa. Nulla di nuovo: sono cose che già si sapevano, ma il modo e i tempi non lasciano nessun margine di trattativa sui principi espressi. «L’Italia è abbastanza forte per aiutarsi da sola», sono state le parole di Franz, uno dei più stretti consiglieri di Angela Merkel a Bloomberg Tv. E continuando, Franz ha manifestato la sua più completa contrarietà agli acquisti di titoli di Stato da parte della Bce.

Ecco quindi la risposta della Germania alle parole espresse lunedì dal presidente della Bce, Mario Draghi, che ha definito la situazione europea «molto grave» e al presidente del Consiglio italiano che, negli scorsi giorni, aveva domandato un’azione coesa per salvare le sorti dell’Europa. Arrangiatevi. In sintesi, questo è il messaggio.
Una problematica, però, si impone. La Germania, che dal decorrere della moneta unica europea, ha definito e delineato tutti gli aspetti formali della Bce, ora fa un passo indietro su un punto determinante: il concetto vero e proprio di unione, perché nel momento in cui si afferma come regola, il criterio “dell’ognuno per sé”, si scardina il criterio di unità.

Il Fondo salva stati (Efsf) forse non ha nemmeno denaro a sufficienza per tentare di salvare la Grecia. Se dovessero verificarsi nel breve periodo delle difficoltà per altri paesi già nel mirino dei mercati a causa della poca credibilità, l’Efsf dopo l’intervento greco si troverebbe senza risorse e con il disinteresse della Germania. Oltre a questo, la Bce, non può fare il proprio lavoro di Banca centrale: essere prestatore di ultima istanza ed emettere Eurobond.

Qualche domanda. Cosa serve tenere in piedi un’Unione Europea che non è un’unione di fatto? O una banca centrale che non svolge le funzioni di una banca centrale? Oppure una moneta che è totalmente svincolata dai fondamentali economici della maggior parte dei paesi che rappresenta?
Gli scenari che si potrebbero aprire sono molti. Alcuni sostengono il ritorno alle vecchie valute e dare estrema concretezza all’idea del “meglio soli che male accompagnati”. Altri prevedono la spaccatura dell’attuale euro in due realtà diverse: una virtuosa con Germania &Co, l’altra con i paesi del mediterraneo e a questo punto con la compagnia della Francia.

Una cosa è certa, il ruolo di Mario Monti in questo momento particolare della breve storia europea è fondamentale. In primis perché rappresenta un paese in difficoltà e nello stesso tempo non marginale nel contesto euro. Oltre a questo, il premier italiano conosce le dinamiche politiche ed economiche del sistema, avendo presieduto per anni la commissione europea. Un gioco di fioretto e d’arte diplomatica non facile.
Twitter: @giardser

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9 Commenti

  1. Carlo Martinelli scrive:

    Quel che mi risulta sempre incomprensibile è la remissività comportamentale italiana nella politica estera.
    Detto sia nei riguardi di Berlusconi – che ha subito l’estromissione silenziandosi sulla chiara strategia del duo Merkozy ( che poi è uno ) – , sia nei riguardi del nostro attuale ” caro leader ” – d’una ributtante piaggeria nei confronti di Ankela, la Kapò incaricata dalla ” grante Cermania ” a toglierci l’ossigeno poco a poco – .
    Passi anche non avere un credibile piano alternativo, ma, se fanno fuori il tuo Paese, non alzi neppure la voce contro lo strangolamento in corso ?
    Ma, forse, per protestare bisognerebbe veramente sentire il Paese come proprio.
    Cosa improbabile per un ricchissimo uomo d’affari – che racconta pubblicamente barzellette perché tanto siamo stati degradati – e per un apolide dei santuari internazionali del dio denaro.
    E pure il Santo Padre si complimenta con lui !
    Siamo proprio messi bene.
    Proverbio milanese: ” oh Signor dei poveritt, quell di sciòri el gh’ha i cornett ! ” .
    Traduzione: ” oh Signore dei poveri ( aiutaci ), ( perché ) quello dei ricchi ha le corna ( è il diavolo ) ! ”

  2. Massimo Giardina scrive:

    ….. e se facciamo i bravi Gesù bambino ci porterà tanti doni. Chebarbachenoia!
    MG

  3. Carlo Martinelli scrive:

    Se mi dici cosa ti annoia, cocco, ti rispondo.
    Ma se fai ” gratis ” il cattivo, Gesù Bambino ti porta il carbone.
    Che paia di palle, caro annoiato !

    CM

  4. Massimo Giardina scrive:

    Martinelli, prenda un po’ di valium la prego. La banalità e la violenza (anche verbale) sono un mix pericoloso.

  5. Carlo Martinelli scrive:

    Caro superuomo, non ho espresso nessuna banalità e violenza. Scendi dal piedistallo ed esprimi le tue contestazioni se ne sei capace. Se no sta zitto.

    CM

  6. Massimo Giardina scrive:

    vabbè,tempo perso. Almeno c’ho provato!

  7. Carlo Martinelli scrive:

    No, Giardina, Lei non ci ha proprio provato per niente.
    Voglio dire a rispondere in cosa la mia mail L’ha annoiata, perché si sente proprio superiore e non vuole abbassarsi a dare spiegazioni, abituato com’è ad avere sempre a che fare con persone importanti, che evidentemente La fanno sentire altrettanto e perché non si senta sminuito continuerò ad usare il suo pronome personale con la ” L ” maiuscola.
    E’ il minimo per uno come Lei.
    Io Le ho replicato – prendendoLa un po’ bonariamente per i fondelli, questo sì – che la noia è mia ad aver a che fare con la sua spocchia, leggendo alla fine anche la sua denuncia di un uso banale e violento delle mie espressioni.
    Solita critica senza mai spiegare l’ ” ubi consistam ” .
    Cercherò allora di stanarLa.
    Forse la mia banalità consiste nell’aver segnalato una cosa banale: che l’Italia non è mai stata capace di farsi rispettare. Nemmeno dopo aver svolto ” i compiti a casa ” .
    Oppure per aver criticato Berlusconi per una sua barzelletta che lui stesso ha trovato inopportuna, ma che comunque ha detto in pubblico, tanto per continuare la serie ” continuano a farci del male da soli ” .
    Oppure perché condivido totalmente la garbata ma ferma critica a Sua Santità pubblicata da Magdi Cristiano Allam per le parole con cui ha accolto il nostro caro leader.
    L’ha letta, Giardina?
    Glielo chiedo perché su ” Tempi ” non ne ho visto traccia.
    Sarà stata sicuramente una svista, perché altre volte c’erano dei servizi su di lui.
    Impossibile che se la sia persa, Lei non è mica un giornalista banale.
    Ma magari anche Allam è uno di quelli che L’annoia, ovviamente senza che Lei spieghi il perché o, magari – peggio ancora – , lo capisca.
    Vabbé, forse è tempo perso. Almeno anch’io ci ho provato. E senza ” Valium ” , se Lei mi userà la cortesia di volerlo credere.
    Se no, me ne farò una ragione.

  8. Massimo Giardina scrive:

    Guardi, il mio è un tono ironico, che a volte tende al cinico (inclinazione editoriale) e non vuol essere un elemento di superiorità. Mi annoiano a morte i discorsi complottistici di tutte le specie. Purtroppo non è più il momento di parlare di Berlusconi si o Berlusconi no. Non so se ne rende conto, ma se verranno approvate le richieste europee che impongono un limite del 60 per cento del rapporto debito/Pil con il criterio del ventesimo si rischia seriamente il default. Da docente universitario (e da collaboratore di Tempi) insieme ad altri autorevoli accademici molto più stimabili del sottoscritto, apprezzo l’operato di Monti-Passera-Draghi in campo finanziario. Le loro azioni non servono per forgiare i ricchi e rubare ai poveri, ma sono tentativi di stabilizzare un sistema in estrema difficoltà. Le ragioni del mio giudizio le ho scritte in più articoli su questo giornale on line. Monti a Londra ha dato un gran segnale ai mercati. Può giocare tal risultato in Europa ed in particolare con la Germania.
    Sì, ho letto l’articolo dell’amico Magdi Allam, ma come accade anche fra amici, si può anche non essere d’accordo. Per inciso: nutro una profonda stima per Magdi Cristiano

  9. Carlo Martinelli scrive:

    Lei deve essere molto innamorato dell’operato del citato trio.
    Il che mi sembra giusto. E’ nel suo pieno diritto avere un’opinione e tenerci molto.
    Quel che trovo inaccettabile è che si scambi per discorso complottistico un’opinione altrui, che, tra l’altro, pure su qualche aspetto fondamentale, non è molto diversa dalla Sua.
    Ma forse dev’essere un’inclinazione professorale che ama sentirsi ripetere i concetti – espressi nelle lezioni agli studenti – con le proprie esatte parole.
    Il mio riferimento alla Merkel come sicaria di una grande Germania mandante dell’eliminazione dell’Italia era solo una raffigurazione scherzosamente icastica, o serissimo professore.
    Il default che Lei giustamente teme, proprio per la clausola cui si riferisce – che mi è perfettamente nota – , è ben presente anche a me, pur digiuno di approfonditi studi di economia.
    Il mio giudizio su Monti invece diverge completamente dal Suo.
    Anch’io avevo fiducia in un governo tecnico, all’inizio.
    Ma da come si è mosso e da come si sta muovendo, la fiducia è venuta meno.
    E, al di là delle buone intenzioni, io ritengo invece che il risultato sarà il default dell’Italia – non così lontano – e quindi che i poveri diventeranno ancora più poveri.
    Fuori luogo addurre qui le ragioni. Anche se computistiche, e non complottistiche, non la convincerebbero lo stesso.
    Ho tirato in ballo Berlusconi solo perché non è ancora fuori dai giochi e quindi ho considerato negativa la sua ” performance ” nel caso di un eventuale suo prossimo rientro.
    Spero che non sia troppo cinico con gli studenti e che faccia loro sempre una domanda di riserva.

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