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Demba non lascia, ma raddoppia. E aspetta l’amico Papiss

settembre 25, 2012 Emmanuele Michela

Avrebbero fatto pace. E le voci di mercato che volevano Demba Ba lontano da Newcastle sarebbero state così messe a tacere. Che sia stata la prolifica settimana del senegalese (3 gol in 3 partite) a riavvicinare il tecnico Pardew ai rappresentanti del giocatore, contrariati la scorsa settimana per i minuti di panchina cui era stato […]

Avrebbero fatto pace. E le voci di mercato che volevano Demba Ba lontano da Newcastle sarebbero state così messe a tacere. Che sia stata la prolifica settimana del senegalese (3 gol in 3 partite) a riavvicinare il tecnico Pardew ai rappresentanti del giocatore, contrariati la scorsa settimana per i minuti di panchina cui era stato costretto l’attaccante nel match contro l’Everton? Chi lo sa, tante volte ai giornali arrivano solo ciò che i diretti interessati lasciano trapelare, e difficile è capire quali siano gli umori di entrambe le parti. Ma una cosa chiara c’è, ed è la faccia felice di Demba Ba dopo il gol di domenica contro il Norwich: un tocco solo gli è bastato per controllare la palla che Ben Arfa da più di 20 metri gli ha dato col contagocce. E quella gioia per il gol che si prostra davanti agli spalti: Demba bacia il campo, come già ha fatto più di una volta. Difficile credere che dietro a quel gesto così genuino ci siano le infide intenzioni di chi ha già in mente di andarsene lontano.

«WE HAVE TWO DEMBA». Strano il destino che soffia a Newcastle, zona St. James’s Park. Strana la vita di quei due senegalesi, amici e compagni di squadra, che in un anno hanno infiammato il pubblico bianco-nero della città in riva al Tyne a suon di gol, ma che di rado sono riusciti ad essere strumenti in accordo perfetto, interpreti diversi di un’unica magnifica sonata. Nove mesi fa Papiss Cissé arrivava dal Friburgo per fare coppia con Demba Ba, che a metà stagione aveva già segnato 15 reti. «We have two Demba», si cantava sugli spalti pregustando la prolifica intesa tra i due: sembravano uguali per nome (il secondo nome di Cissé è proprio Demba), origine, colore della pelle e placca distintiva, il gol. Invece la vena realizzativa del primo Ba ha dovuto cedere il passo a quella di Cissé, e se quest’ultimo in 14 match è andato in rete 13 volte, l’altro ha trovato la via del gol solo una volta. C’era un’aria lugubre sul suo futuro, una nuvola grigia sul bel cielo di Newcastle che accoglieva il ritorno in Europa dei Magpies: qualcuno diceva che Ba potesse fare le valigie, si diceva lo volesse il Psg. Invece poi è rimasto.

RUOLI INVERTITI. Ma il vento gira. E in questo inizio di stagione è tornato a sibilare il suo nome: 4 gol in 5 partite, l’obbligo per mister Pardew di ridargli fiducia e rimetterlo nell’undici titolare. Il Newcastle non brilla quanto faceva lo scorso anno, soffre il vizio dei club che dopo aver fatto bene faticano a confermarsi nella stagione successiva. Ma a parte Chelsea e Man Utd, che sembra abbiano trovato il ritmo giusto nelle gambe, le altre grandi sono tutte lì, mai del tutto convincenti in gioco e punti. Nulla è perduto quindi per i Magpies, che purtroppo però devono fare i conti con una nuova crisi del gol: quella di Papiss Cissé, ancora a zero nel tabellino dei marcatori. Sembra che Demba gli abbia passato involontariamente la maledizione. E pensare che domenica è stato proprio il connazionale a offrirgli l’occasione per riscattarsi. Non ci poteva essere palla migliore di quel rigore che è stato lasciato calciare a Cissé appena prima dell’intervallo: ma il suo bolide ha scheggiato la traversa. Quando al 70′ viene sostituito c’era un’aria strana: il suo passo lento soppesa tutta la sua delusione, tra le gradinate aleggia un misto di incredulità, amarezza e fiducia per chi solo 6 mesi fa faceva gol in tutti i modi (prego andarsi a rivedere la perla che Cissé regalò nel 2-0 al Chelsea) e ora non riesce a imbroccarne più una. Ma c’è anche speranza: la fortuna ora sorride al compagno. Chissà mai che domenica prossima inizi a baciare entrambi. E allora sul Tyne si farà festa, eccome. Tutta la Premier è avvertita.

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