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Del Turco tagliò la spesa sanitaria. L’ex governatore: «Rapporto lo dimostra»

gennaio 13, 2012 Chiara Rizzo

L’ex presidente di Regione Abruzzo, accusato di distruggere la sanità regionale, invia una lettera a Tempi, che pubblichiamo, che spiega come un rapporto sulla sanità in Abruzzo contenga «dati di impressionante valore e novità»

Di seguito, riceviamo e pubblichiamo una lettera inviataci dall’ex governatore dell’Abruzzo, Ottaviano Del Turco:

Caro direttore,
questa lettera contiene due allegati: il primo è la lettera che ho provveduto ad inviare al Sen. Marino, che presiede la commissione d’inchiesta sulla Sanità e che ha più volte avuto modo di occuparsi dell’argomento per la nostra Regione. La lettera accompagna il testo di un Report prodotto dall’Agenzia Sanitaria della Regione Abruzzo. Esso contiene una somma di valutazioni e di dati di impressionante valore e novità.

Quattro anni dopo l’indagine dei Nas dell’ Arma dei Carabinieri il documento dimostra, senza possibilità alcuna di discussione, che quelle indagini avevano indicato il tema giusto ed avevano posto tutte le Autorità nelle condizioni di provvedere a correggere regole e comportamenti. Il testo elaborato in questi giorni, e messo a disposizione di tutti, dimostra che tutte le iniziative Legislative o amministrative assunte dalla giunta da me presieduta hanno prodotto risultati talmente rilevanti da rovesciare positivamente l’immagine della nostra terra, considerata per anni la capofila delle regioni “sprecone”. Tutto ciò che ha portato a rimettere in ordine i conti è figlio delle Leggi e dei provvedimenti promossi dalla mia Giunta. Nessun altro provvedimento legislativo o amministrativo è stato assunto dopo le mie dimissioni del 17 luglio del 2008.
Ottaviano Del Turco

Emerge dunque un nuovo tassello, che può gettare una luce diversa sulla vicenda giudiziaria che coinvolge dal 2008 Ottaviano Del Turco, ex presidente della Regione Abruzzo. «Ci sono le prove. Stavano distruggendo la sanità in Abruzzo». Con queste parole il procuratore di Pescara Nicola Trifuoggi apriva nel luglio 2008 la conferenza stampa sulle indagini che avevano portato all’arresto di Del Turco, accusato di avere intascato 6 milioni di euro di tangenti da un imprenditore della sanità privata locale, Vincenzo Angelini. Il procuratore Trifuoggi non aveva alcun dubbio all’epoca: «C’è una valanga di prove schiaccianti che non lasciano spazio a difese» disse davanti ai giornalisti assiepati alla conferenza in Procura. A distanza di 4 anni, mentre il processo Del Turco prosegue a Pescara, non è stata ancora trovata traccia dei famosi 6 milioni di euro, nei conti o nelle proprietà di Del Turco. Intanto però lo scorso dicembre, l’accusatore dell’ex Governatore, cioè Vincenzo Angelini, è stato rinviato a giudizio a Chieti per bancarotta fraudolenta, al termine di una complessa indagine sul crac da 220 milioni di euro del suo gruppo, Villa Pini: indagini che hanno certificato le “spese pazze” di Angelini e la dissenata gestione di denaro per «premi in nero conferiti a primari e impiegati delle cliniche, gli acquisti di opere d’arte, la mania per gli acquisti».

Ma non basta: il 16 giugno 2008 (esattamente un mese prima che scattassero le manette ai polsi di Del Turco sulla base delle accuse di Angelini) un rapporto dei Nas dei Carabinieri (poi reso pubblico nel 2010, durante le udienze del processo) segnalava presunte truffe messe in atto proprio nelle cliniche di Vincenzo Angelini ai danni del sistema sanitario regionale. Il rapporto dei Nas aveva evidenziato anche come proprio in quel frangente la giunta Del Turco, sospettando la gestione troppo disinvolta dell’imprenditore Angelini, stava tagliando i fondi all’imprenditore.

Ora viene resa pubblica una relazione tecnica del 2010, firmata dall’Agenzia sanitaria della Regione Abruzzo, che contribuisce a ricostruire un interessante retroscena alle accuse del 2008 a Del Turco. L’indagine dell’Agenzia regionale (basata su dati dell’Istat, del Ministero della Salute e ovviamente delle Asl locali), segnala «il drastico calo dei ricoveri», diminuito del 30,5 per cento negli ultimi 5 anni, «un fenomeno senza precedenti per dimensioni in Italia» che è significativo particolarmente nella «Regione Abruzzo, per diversi anni di gran lunga la regione italiana con il più alto tasso di ospedalizzazione». L’indagine si riserva di valutare la positività di questo risultato anche sulla base di indicatori sulla qualità dell’assistenza. Anche se non sono ancora disponibili, sulla base degli elementi raccolti sembra prevalere la tesi di un miglioramento dell’efficenza del servizio (come provano, ad esempio, le percentuali più elevate di pazienti che si rivelano soddisfatti del servizio sanitario abruzzese).

E quale sarebbe secondo l’indagine la causa di questo cambiamento nella sanità locale? «Non possono non essere considerate – scrive l’Agenzia regionale – le misure legislative e organizzative, volte al contenimento della spesa sanitaria che sono state introdotte a partire dall’anno 2006 (anno della legge regionale voluta da Del Turco per il riordino del sistema sanitario, ndr). Il calo dei ricoveri è iniziato in quell’anno, perlomeno nel settore pubblico, e nel 2007 in quello privato, dopo diversi anni di continua crescita». Di fronte a questi nuovi dati si rafforza una domanda: quanto, dietro alle accuse di Angelini a Del Turco, possono esserci rancori provocati dalle dure politiche di tagli agli sprechi nella Sanità, e in particolare i tagli in particolare nei confronti dell’allora ras della sanità abruzzese?

 

   

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