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Debiti della p.a.: sbloccati quasi 16 miliardi per le imprese, pagati neanche cinque

luglio 23, 2013 Matteo Rigamonti

Confermati i timori di chi vedeva nel decreto “sblocca debiti della p.a.” una norma per nulla efficace contro i ritardi

 Debiti della pubblica amministrazione: sbloccati 15,7 miliardi di euro, ma finora non ne sono stati pagati nemmeno cinque alle imprese. Il ministero dell’Economia ha infatti pubblicato i risultati di un primo monitoraggio sullo stato dei pagamenti dei debiti che lo Stato ha nei confronti delle imprese creditrici: dalle tabelle emerge che agli enti locali (Comuni, Province e Regioni) sono già stati trasferiti circa 15,7 miliardi di euro, sui 20 totali previsti dal decreto legge 35/2013 per l’anno in corso. Ma gli importi effettivamente versati finora alle aziende, fa sapere l’ufficio studi di Financial Trend Analysis (Fta online news), società specializzata nella fornitura di contenuti in ambito finanziario, ossia il totale della liquidità finora erogata, sono pari soltanto a circa 4,8 miliardi di euro, suddivisi tra le diverse Regioni.

PAGAMENTI LENTI. Se tutto procede di questo passo, dunque, nel 2013 potrebbe essere pagato alle imprese creditrici un sesto dell’ammontare totale del debito che esse vantano nei confronti della pubblica amministrazione. Infatti, se è vero che la Banca d’Italia ha stimato un ammontare totale di debiti della p.a. pari a 91 miliardi di euro, nemmeno bisogna dimenticare che, come ricorda Giuseppe Bortolussi, presidente della Cgia di Mestre, in un video sul suo sito, «la stima della Banca d’Italia esclude dal computo le piccole imprese al di sotto dei venti dipendenti e quelle che hanno lavorato per l’assistenza e la sanità». Cosa significa? Che «secondo i nostri calcoli – prosegue – il debito in realtà ammonterebbe a 120 miliardi di euro; anche perché  l’indagine della Banca d’Italia si ferma al 31 dicembre 2012 e pertanto mancano all’appello i debiti dell’ultimo anno e mezzo». Di questo passo, conclude, «l’ultimo imprenditore creditore verso la p.a. potrebbe ricevere i suoi soldi dallo Stato anche nel 2018».

CHI RICEVE I SOLDI E COME. Ma come funziona il meccanismo dei pagamenti dei debiti della p.a.? Lo Stato finora «si è mosso su due binari», spiega Antonella Baccaro sul Corriere della Sera: «Il primo, con effetto immediato, è stato l’erogazione da parte propria o della Cassa depositi e prestiti di anticipazioni in denaro per 1,6 miliardi agli enti locali (su 1,8) e poi l’allentamento dei vincoli del Patto di stabilità interno degli stessi per altri 5 miliardi». Ed è questa la modalità che ha generato disponibilità di cassa immediata per Comuni e Province. Poi c’è la parte relativa alle Regioni «destinatarie oggi di 6,3 miliardi sugli 8 previsti dal decreto. Anche qui due binari, il primo finanziato con l’erogazione di anticipazioni del ministero economico sui debiti non sanitari per 1,4 miliardi (sui 2,5 previsti nel 2013) per ora a tre Regioni» (Lazio, Liguria e Piemonte), mentre altre anticipazioni «sono state erogate a quattro Regioni (Campania, Lazio, Piemonte e Puglia, ndr) sui debiti sanitari per 2,4 miliardi sui 5 previsti nel 2013». Sommando ulteriori deroghe al Patto di stabilità destinate però alle Regioni e alcune quote di rimborsi fiscali operate dal ministero, si raggiunge il totale di 15,7 miliardi. Soldi che, come detto, sono stati sbloccati, ma non sempre e non tutti effettivamente pagati.

NESSUNA SORPRESA. Che sia stato effettivamente pagato solo un quarto della prima tranche da 20 miliardi di euro, nemmeno sorprende più tanto. Del resto, già gli imprenditori edili avevano fatto sapere che a loro erano stati pagati solamente 1,2 miliardi di euro su un totale di 19 miliardi di debiti. Che è poco più di un ventesimo. Noccioline, insomma. Sempre i costruttori edili, inoltre, avevano denunciato che è lo Stato stesso a invitare le amministrazioni a pagare in ritardo. Confermati dunque i timori di chi vedeva nel decreto “sblocca debiti della p.a.” una norma per nulla efficace contro i ritardi.

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