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Daniza, l’animalismo e noi, che la pensiamo come Savater: «I veri barbari sono coloro che non distinguono uomini e animali»

settembre 12, 2014 Redazione

Ciò che colpisce è l’esorbitante, esagerata, pazzesca sproporzione tra il fatto (la morte di un animale) e la reazione dei cittadini, dei politici e dei media. Segno di una confusione che questa intervista aiuta a illuminare

daniza-repubblicaL’orsa Daniza è morta per errore in seguito ad una anestesia. Ieri, questa era lo notizia che campeggiava sui maggiori siti on line italiani. In effetti, a parte la ricorrenza dell’attentato alle Torri Gemelle, la strage di cristiani e yazidi in Iraq, le sanzioni europee alla Russia, la crisi economica, ieri non c’erano altre grandi notizie di cui dibattere. Intorno alla sorte della povera orsa s’è scatenato il putiferio. I messaggi del M5S di Beppe Grillo che ha chiesto #GiustiziaPerDaniza, il “popolo del web” – fomentato dai stessi siti internet – che ha preteso la testa del ministro, iperboli su “un altro 11 settembre”, interventi tra i più svariati nel campo della politica, l’Enpa che ha parlato di «animalicidio», la Lav che ha chiesto di mandare in gattabuia il presidente della Provincia di Trento.
Ora. A parte il fatto che magari un pensiero andrebbe rivolto anche a Daniele Maturi, l’uomo aggredito ad agosto, che a causa della vicenda riceve «continue minacce su Internet», ciò che colpisce è l’esorbitante, esagerata, pazzesca sproporzione tra il fatto (la morte di un animale) e la reazione dei cittadini, dei politici e dei media.
Perché accade tutto ciò? A noi è tornata in mente un’intervista al filosofo spagnolo Fernado Savater che apparve su Repubblica il 3 febbraio 2012. Leggetela. Ovviamente non si parla di Daniza (l’occasione fu data, allora, dall’uscita di un libro del filosofo sulla corrida), ma è interessante per le osservazioni di Savater sull’animalismo.

daniza-corriereLa casa di Fernando Savater, a Madrid, è un labirinto di libri e oggetti di ogni genere, pupazzi, chincaglieria, ninnoli. Molti quadri di cavalli, come è inevitabile per un uomo stregato dagli ippodromi fin da quando era bambino. Nulla invece di tori. Nessuno di quei segni che in Spagna si trovano ovunque nelle case degli aficionados, come qui vengono chiamati gli appassionati di corrida.
Eppure l’ultimo libro del filosofo basco ha un titolo eloquente, lo stesso con cui arriva ora in Italia: Tauroetica (Laterza, pagg. 128, euro 14), e la ragione principale che ha spinto Savater a scriverlo è stata la difesa delle corse dei tori durante il dibattito che ha portato la Catalogna a vietarle da quest’anno.
«Ma non sono un vero aficionado io. Ma se si sostiene che è immorale, allora è necessario rispondere. Per questo ho scritto Tauroetica ». Che è infatti piuttosto un saggio sul rapporto fra uomini e animali.

Un rapporto compromesso?
Il problema dei nostri giorni è che, soprattutto in città, non si sviluppa più alcuna relazione con gli animali. Io ho conosciuto una Spagna rurale. Qui fuori, sulla Gran Via, passavano le pecore per la transumanza. Oggi si conoscono solo gli animali di Walt Disney e si stenta a vedere in cosa essi siano diversi dagli uomini. Ciò ha portato a una sorta di antropomorfizzazione degli animali. Una tendenza che spinge ad accreditare le forme più estreme di animalismo, come l’antispecismo di Peter Singer, ossia l’idea che tra le specie animali non ci siano distinzioni di sorta.

È una tesi pericolosa?
Non distinguere gli uomini dagli altri esseri viventi è nefasto. Perché la morale riguarda solo gli esseri umani. Purtroppo però ormai si tende a scambiare la morale con la compassione. Ora, la compassione è un sentimento buono, per carità, e tuttavia non è la morale. Vede, è molto più semplice di quanto si creda. Mettiamo che passeggiando trovo un passerotto caduto dal nido. So che è in pericolo e poiché sono persona compassionevole, lo raccolgo e lo metto in salvo. Questo è molto bello. Ma è ben diverso dal caso in cui io mi imbattessi in un neonato abbandonato per strada. Lì non si tratta di compassione. Io ho il dovere morale di occuparmene. Questa differenza non la intendono gli antispecisti. Singer è arrivato a dire che se mi trovo di fronte un bambino con tare mentali o fisiche irreversibili e un vitello in perfetto stato devo scegliere il vitello e sopprimere in culla il bambino senza farlo soffrire.

tempi-taz-animalistiGli antispecisti sostengono che è l’interesse ciò che caratterizza senza distinzioni tutti gli esseri viventi e che dunque un toro non ha nessun interesse di entrare nell’arena, né il maiale di andare al macello.
Guardi, la questione dell’interesse è il punto nodale. La parola già lo spiega. È latino: inter esse, ciò che unisce e separa due esseri. Ha a che fare con i rapporti fra esseri umani che si comprendono. L’interesse è la possibilità di optare per diverse condotte anziché una sola. Gli animali sono mossi dall’istinto, laddove io, essere umano, nonostante abbia un istinto, posso anteporre un interesse diverso. Quando non si può che seguire una sola condotta, chiamarlo interesse mi pare completamente assurdo. Non è che la solita proiezione antropomorfizzante. La dimensione in cui ha senso parlare di interessi è una dimensione di libertà dalle necessità della natura, il libero arbitrio insomma.

Che gli antispecisti contestano.
Sì. Salvo poi chiedere agli uomini di optare per soluzioni diverse rispetto a quelle che magari preferiscono, come mangiare carni, usare pelle animale per le scarpe e così via. Con il risultato paradossale che gli uomini dovrebbero rifiutarsi di uccidere la tigre ma certo la tigre non potrebbe che continuare a fare quello che fa secondo l’istinto, ossia anche divorare l’uomo. L’uomo sarebbe dunque l’unico tra gli animali a rispettare la nuova legge. Dimostrando quindi che qualche differenza tra lui e le altre specie in fondo c’è.

Ma come si è arrivati a queste posizioni estreme, spesso anche largamente condivise?
Per quel che riguarda la storia del pensiero, il percorso è evidente. Si tratta dell’evoluzione delle teorie utilitariste di Bentham che per primo parlò dei cosiddetti “diritti degli animali”. Credo però che sia più interessante considerare l’atteggiamento generale con cui si accolgono queste teorie. Un atteggiamento in cui predomina il sentimentalismo e in cui l’umanitarismo sta sostituendo l’umanismo. Stiamo attenti: chi è umanitario si preoccupa del benessere degli altri ma non della loro umanità, che risiede in aspirazioni, desideri e così via. Io con un cane posso essere umanitario ma non umanista. E qui si apre l’altro tema dei nostri giorni. È assai più semplice avere una relazione con un animale domestico piuttosto che con un essere umano.

Siamo in fuga dalla relazione?
Non c’è dubbio. Vede, con un animale domestico come il cane, per esempio, noi possiamo seguire i nostri due atteggiamenti più estranei alla relazionalità: il sergente ordinatore che è in noi e che al cane dà ordini; e il sensibile iperprotettivo che fa le manfrine. I cani del resto ci offrono un affetto che non esige nulla in cambio. Un affetto che non si può investire di carica morale.

Crede che in futuro agli animali sia destinata una vita diversa?
Se questo animalismo diventasse dominante, si realizzerebbe la forma perfetta di protezione degli animali: l’estinzione. E del resto, qual è oggi l’animale perfetto e più conosciuto e amato? Il dinosauro. Sta lì nel nulla. A Jurassic Park, vive una vita magnifica. I veri barbari sono coloro che non distinguono uomini e animali. Caligola che fece senatore un cavallo e uccise centinaia di persone che non apprezzava. Quello era un barbaro. Perché trattava gli uomini come gli animali e gli animali come gli uomini.

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61 Commenti

  1. Cisco scrive:

    Che dire, perfettamente d’accordo. Non è un caso che i partiti populisti cavalchino questa onda di irrazionalità, che con Stinger diventa pericolosa ideologia: del maiale non si butta via niente, mentre dei deliri antispecisti occorre buttare tutto. E al più presto.

  2. Shiva101 scrive:

    “E del resto, qual è oggi l’animale perfetto e più conosciuto e amato? Il dinosauro”

    ??… il dinosauro è l’animale piu amato??

    I cani non solo offrono affetto incondizionato che la cultura cattolica non sa neanche cosa sia, ma sono capaci di qualita che negli uomini sono spesso assenti come il coraggio e la fedeltà.

    Gli animali vanno rispettati e protetti SEMPRE sopratutto se si pensa di essere superiori.

    Se esiste una possibilita per dimostrarsi superiori allora non è nella capacità di capire ma di percepire, sentire e alla fine di amare.

    Cose in cui un cane è decisamente superiore ad un uomo.

    • Paolo scrive:

      “affetto incondizionato che la cultura cattolica non sa neanche cosa sia”? Mai sentito parlare dei Vangeli? delle lettere di Paolo? “ama il tuo prossimo come te stesso”? Ma soprattutto, se la pensa così – e ha ovviamente tutti i diritti di farlo, anche se secondo me la sua affermazione è sbagliata – perché legge gli articoli su questo sito?

    • Sindar scrive:

      Impressionante come lei sia riuscito immediatamente a cogliere il punto nodale di tutto il ragionamento, ovvero:
      Qual’è oggi l’animale preferito dai bambini?
      Davvero complimenti

    • Yamma scrive:

      Shiva 01,

      lo stesso cane, proprio lo stesso, se educato a salvare la gente sarà contento nel salvare la gente, se (male)educato ad aggredire la gente sarà contento nell’aggredire la gente, perchè?
      Perchè fa quello che gli viene insegnato e aspetta il riconoscimento dal padrone (capo branco), è a-morale.

      Con il paragone verso la cultura cattolica dimostri solo la tua prevenzione e ignoranza, basta leggere le prime 3 vite di santi a caso per sbugiardarti.

      Se vuoi confrontarti non è questo il modo giusto, renditi conto che sei schiava del tuo odio verso il cattolicesimo, il che ti impedisce di essere serena e realista nei ragionamenti e giudizi.

      Ora per favore informati sulle vite di :
      Massimiliano kolbe
      Popieluszko
      san Giovanni di Dio
      Madre Teresa
      Ildegarda di Bingen
      San Francesco
      Damiano de Veuster
      Pino Puglisi
      etc. etc. etc.

      • beppe scrive:

        e..caro / a shiva informati sulla considerazione che hanno dei cani i tuoi fratelli islamici. ogni cosa al suo posto.

      • Shiva101 scrive:

        “un cane è “contento nell’aggredire la gente” ??
        Ti risulta che un cane scodinzola quando è spaventato o arrabbiato??

        “Perchè fa quello che gli viene insegnato”
        Esatto, si chiama educazione.. e con l’indottrinamento è ancora peggio come volete fare voi con i bambini.
        E ad aggredire è sempre stato un essere umano, che ha distorto e peggiorato l’indole dell’animale solo per i suoi scopi personali.

        Siete molto piu a-morali voi di un animale.

        Con la vostra dottrina di razza eletta, specie superiore e verita assoluta vi confermate essere totalmente incompatibili con la vita.

    • iAnSa scrive:

      Che cos’è per te il rispetto?

    • piero scrive:

      Ma che cattolici hai incontrato finora per essere così arrabbiato?
      comunque se ti basta farti “amare” da un cane, una pecora, un bisonte, scegli tu. Tanto è sempre “affetto incondizionato”… se te piace così…

    • Cisco scrive:

      @Shiva
      Come sempre non hai colto il punto, che non è quello di provare affetto, ma quello di considerare etico il comportamento degli animali: un cane e’ fedele per istinto o perché addestrato, non per libera scelta. Per questo l’uomo, che invece può essere infedele, agisce moralmente quando è fedele.

    • Menelik scrive:

      Lo scorso autunno, quasi un anno fa, un cacciatore si piazzava vicino casa (abito in un podere con i campi intorno), e sguinzagliava il cane di primo mattino (le prime giornate di foschia autunnale) incitandolo di fatto a cercare di addentare qualche pollo, cosa che il cane ha fatto, senza riuscire, però, a portarlo via per l’intervento del turbine…pardon, di mia moglie.
      Qualche giorno dopo ci riprovò.
      Io, fatalità, ero a casa quella mattina.
      Avevo preparato un bel rondello di acero vicino alla porta.
      E’ stato un attimo: sono corso di sotto saltando giù per le scale, ho infilato l’uscio e preso il bastone, e…povero cane.
      Sono riuscito a raggiungerlo.
      Gliel’ho dato sul groppone.
      Penso che quella bestia se lo ricorderà ancora, e tutto il resto del tempo che gli resta.
      Poi al padrone, il cacciatore che si nascondeva tra gli steli del granturco, ho gridato:
      E se lo fai ancora le prossime mattine, ce n’è anche per te.
      Non s’è più visto né il ladro né il cane.
      Potenza dell’acero campestre.

    • tommasodaquino scrive:

      Già infatti madre teresa è stata una santa sconosciuta alla chiesa cattolica

    • tommydaquino scrive:

      Già infatti madre teresa è stata una santa sconosciuta alla chiesa cattolica

    • angelo scrive:

      Proporrei a shiva101 di vivere in un posto dove c’ è solo lui e 1000 cani, tanto affettuosi e “superiori” all’ uomo.
      Se poi shiva101 avrà fame e vorrà andare dal panettiere in questo mondo canino, magari troverà una panetteria gestira da qualche pastore tedesco o bassotto.

      Se poi si sentirà male, potrà essere ricoverato nell’ ospedale dove il primario è un beagle (magari scampato alla vivisezione).

      Io comunque penso che siano molto affettuosi anche gli alberi, visto che ci donano ombra e frescura che nessun essere umano è in grado di dare. Quindi basta tagliarli!

    • ALBERTO scrive:

      i cani sono geneticamente programmati per essere cosi’ Non lo fanno perche’ lo decidono ma perche’ loro sono FATTI COSI’!!!

  3. Laura scrive:

    Dell’orsa Danzica mi sono preoccupata assai poco e francamente la prospettiva di girare nei boschi con l’eventualità che un orso possa farmi a pezzi non mi entusiasma.
    Però gli animali mi piacciono e mi mettono allegria. In casa ne abbiamo sempre avuto qualcuno.
    In loro contemplo la fantasia e la tenerezza di Dio che li ha forniti e rivestiti di tutto, bellezza e armonia compresi.
    I bambini li amano e si divertono con loro.
    Osservando i cuccioli giocare ho avuto la certezza che Dio ride, prima ne dubitavo.
    Mangio la carne e porto scarpe di cuoio, se mi capita, e al mio gatto do cibi a base di carne, perché è un carnivoro e non vive di pastasciutta e cannoli alla crema, ma infliggere sofferenze inutili agli animali mi sembra disumano.
    Faccio fatica a credere che chi resta indifferente alle sofferenze di una creatura riesca poi a essere partecipe del dolore di un essere umano.
    L’abitudine a sgozzare capretti e agnelli in ogni circostanza e a ungere con il sangue, intanto che l’animale agonizza, se stessi e i bambini per avere buona sorte, mi pare abitui a ignorare la sofferenza e renda più semplice tagliare la gola agli esseri umani, se si ritiene opportuno.
    Magari sbaglio.

  4. Quercia scrive:

    Non è necessario risalire a Caligola. Solo qualche decennio fa, nella centralissima Europa, patria dei più grandi scienziati e medici di quel tempo, c’era un paese all’avanguardia riguardo le norme a protezione degli animali: la germania nazista.

    • Su Connottu scrive:

      E’ verissimo: Hitler e Himmler erano vegetariani e durante in nazismo vennero varate anche norme contro la vivisezione. Del resto c’era un’altra specie “inferiore” su cui potevano sfogarsi.

      • rameto scrive:

        Falso storico. Le leggi naziste sugli animali erano solo di facciata, così come Hitler non era vegetariano. La La Vegetarier-Bund fondata nel 1892 fu chiusa dai nazisti, riaprì nel 46. Goering fece si approvare nel 33 una legge contro la vivisezione, ma tale legge venne immediatamente disattesa in quanto era previsto l’uso solo per motivi militari, e vennero concesse deroghe praticamente a tutti per consentire le “sperimentazioni militari”. Fu proibita la caccia a cavallo e con l’uso di una muta di cani, ciò fu fatto per andare contro l’aristocrazia tedesca, nel contempo venne stabilito che per cacciare ci voleva una speciale licenza che poteva essere presa dopo 100 ore di lezione e un esame della durata di tre ore. Solo Blondi (femmina di pastore tedesco) di proprietà di Hitler non venne mai picchiata da Hitler stesso, tutti gli altri invece venivano regolarmente presi a frustate per far vedere la potenza del Fuhrer. Per quanto riguarda la vivisezione è giusto ricordare che la spinta fu data a Goering non solo dalla passione animalista, ma dalla spinta ricevuta da alcuni esponenti del partito che ritenevano la vivisezione animale superata e cercavano finanziamenti per nuovi modelli, tant’è che alla prima occasione i medici nazisti hanno sperimentato direttamente sugli esseri umani proprio perchè li ritenevano un modello più attinente rispetto all’animale e anche (non dimentichiamolo) per puro divertimentimento

        • Su Connottu scrive:

          Quando ci si spertica in affermazioni apodittiche, o si citano le fonti o ci si espone al pubblico ludibrio, come ha fatto adesso Rameto, non avendo nemmeno fatto lo sforzo di leggere le 2 (due) righe che ho scritto.
          Hitler era vegetariano come ha testimoniato anche di recente (senza essere smentita) l’ultima assaggiatrice ufficiale del Reich, Margot Woelk.
          Himmler era vegetariano, come testimoniato dal suo medico personale.
          La legge del 1933 sulla protezione degli animali prevedeva anche 2 anni di galera per i maltrattamenti e sul fanatismo animalista dei nazisti esiste documentazione abbondantissima.
          Se volessi citare almeno una fonte attendibile in cui si parla di vivisezione praticata comunemente dai nazisti per scopi militari ne prenderei atto ma allo stato non mi risulta.
          Me ne risulta parecchia fatta sui bambini, ebrei e/o malati di trisomia 21.
          La storia della Vegetarier Bund è ridicola ed è stata usata come foglia di fico dalle associazioni vegane per togliersi di dosso l’imbarazzante accostamento.
          In realtà non dimostra un bel nulla, tranne il comprensibile desiderio del nazismo di accentrare la leadership su certe tematiche che potevano avere un buon utilizzo propagandistico.

          • rameto scrive:

            Caro Connottu, a) ho solo contestato che Hitler fosse un vegetariano puro, anche perchè ci sono video girati da Eva Braun in cui si vede benissimo che Adolf mangiava carne. b) mi sembra di aver citato la legge del 24 novembre 1933 e aver detto che essa era a favore degli animali, ma comunque non vietava la vivisezione, basterebbe leggere l’art. 7 di suddetta legge, a febbraio del 34 poi venne emanata una circolare che di fatto sconfessava detto articolo, consentendo delle deroghe alla vivisezione per scopi militari, se non lo sai non è colpa mia, perdonami ma ci sono i libi di storia. c) sulle sperimentazioni fatte sulle persone mi sembra che siamo d’accordo, ne abbiamo parlato entrambi. Infine, se anche Adolf Hitler fosse stato un vegano o vegetariano o qualsiasi altra cosa, in quanto siamo d’accordo che molti atteggiamenti erano solo propaganda, non vedo il motivo per cui le associazioni vegane-vegetariane debbano trovare imbarazzante l’accostamento, cosa vorresti dire che chi è vegano è al contempo nazista?

  5. Ale scrive:

    Trovo altrettanto terribili gli allevamenti intensivi di animali ai fini alimentari. Si tratta di animali così stipati che non riescono più a muoversi, volare o camminare a seconda della specie. Eppure tutti ogni volta che compriamo carne sembriamo dimenticarcene. Gli animali meritano il nostro rispetto e l’uomo deve sforzarsi in tutti i modi di preservare la natura compresa la fauna. L’uccisione di quest’orsa e’ stato un terribile sbaglio, perché l’orso e’ un animale che fa parte della fauna alpina. L’uomo può trovare tanti modi, in quanto essere intelligente, per difendersi senza uccidere un’animale. Parlare di ideologia e’ altrettanto sciocco, come e’ sciocco arrabbiarsi perché il sonnifero, in dosi eccessive, l’ha uccisa. Il fatto che sia stato usato il sonnifero fa capire che non c’era l’intenzione di ucciderla, altrimenti avrebbero usato pallettoni, ma al tempo stesso la popolazione locale doveva pur difendersi, cercando di allontanarla. Qualche cosa e’ andato storto adesso mi auguro cerchino di allevare i cuccioli e di liberarli lontano dai centri abitati.

  6. Engy scrive:

    Da non amante degli animali – espressione da intendersi nella sua accezione migliore – approfitto dell’occasione per togliermi una curiosità: la castrazione, ad esempio dei gatti, come viene intesa da coloro (tutti direi) che la praticano al proprio amato animaletto? è un atto d’amore? cioè, ti amo tanto ma ti castro, è così?

    • piero scrive:

      e magari amiamo così tanto gli animali che costringiamo a vivere un san Bernardo o un Alano in un bel appartamento di 30 mq in città. Ovviamente a Milano o a Roma, mica a Bolzano…

    • rameto scrive:

      Per gatti maschi quale “castrazione”? orchiectomia o vasectomia? La prima priva il gatto di tutti quei comportamenti sessuali tipo marcatura del territorio, limita l’aggressività quindi meno possibilità di aggressione di e verso gatti randagi, di conseguenza meno possibilità da parte dell’animale di contrarre la FIV, infine statisticamente i gatti “castrati” vivono più a lungo. per le gatte si parla di ovarioisterectomia quando si espianta ovaie e utero, o gonadectomia, solo le gonadi. in entrambi i casi si annullano comportamenti sessuali come la marcatura urinaria, e si evitano le solite liti e il girovagare per il quartiere (diminuzione quindi di eventuali incidenti stradali etc.) nel primo caso, togliendo ovaie e utero si azzerano tutte le patologie a carico delle ovaie, compresi i tumori, e tutte le patologie a carico dell’utero che invero sono meno frequenti rispetto a quelle ovariche. Infine si previene il tumore alla mammella che nel gatto rarissimamente è benigno.

      • picchus scrive:

        Beh, con questo modo di ragionare grazie alla lobotomia possiamo limitare praticamente azzerare l’aggressività umana e tutte le sue conseguenze. Che dice, iniziamo?

        • rameto scrive:

          La lobotomia non è detto che limita l’aggressività, veniva usata prima dell’avvento della clorpromazina per curare ansia, depressione, psicosi e manie varie, in molti casi riduceva il paziente alla stupidità, quindi deleteria, visto che non previene nessun’altra malattia come nel caso dei gatti e anche dei cani. Direi che il mondo presenta già grossi ed incomprensibili casi di stupidità, bisognerebbe migliorare e non peggiorare le cose.

    • Menelik scrive:

      Hai centrato il punto, Engy.
      Io i gatti non li porto mai a castrare, solo una gattina che non riusciva a sgravare e sarebbe morta.
      Ci è costato 150 euro.
      Abito in un podere 8 mesi all’anno, di bestie ne ho, animali da cortile.
      Adesso ci saranno 7-8 gatti, forse una decina, non so neanche il numero esatto.
      Sono semi-selvatici, veri felini, non come i gatti sintetici dei cittadini.
      Io non li castro, la natura farà il suo corso, ogni anno il numero dimezza nei periodi dell’estro, e viene ripristinato dalle covate nuove.
      La vita e la morte si rincorrono incessantemente.
      Bisogna accettarla quest’idea.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Codesta di lasciar fare la selezione naturale è una posizione logica e condivisibile.
        Per coerenza non ti resta che accettare supinamente il fatto che gli esseri umani muoiano di fame o straziati sotto le bombe o decapitati dai tagliagole.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Sai, c’è anche da considerare che per i cristiani la castità non è propriamente un disvalore…

    • Ilaria scrive:

      @Piero gli animali domestici sono una creazione umana, e il randagismo ne è l’estremo manifestarsi. Gli animali domestici vanno castrati per il semplice motivo che se non lo fossero sarebbe impossibile trovar casa a tutti, che è poi la ragione per la quale centinaia di migliaia di cani e gatti finiscono in strada ogni anno. Oltre a ciò la sterilizzazione protegge da malattie infettive e tumori, consiglio di leggere qui http://www.protezionemicio.com/?page_id=1629

  7. Saint-Juste scrive:

    Posso fare un commento un po sgarbato (chiedo scusa alla sensibilita’ di tanti animalisti) ma dell’orsa Daniza non me ne puo’ sbattere un marone, sorry. ciao

  8. lucillo scrive:

    Condivido totalmente quanto dice Savater nell’intervista riportata.

    Non in contraddizione ma in aggiunta e a complemento riprendo le parole di Laura.

    Faccio fatica a credere che chi resta indifferente alle sofferenze di una creatura riesca poi a essere partecipe del dolore di un essere umano.
    L’abitudine a sgozzare capretti e agnelli in ogni circostanza e a ungere con il sangue, intanto che l’animale agonizza, se stessi e i bambini per avere buona sorte, mi pare abitui a ignorare la sofferenza e renda più semplice tagliare la gola agli esseri umani, se si ritiene opportuno.

    • icsipsilon scrive:

      Sono d’accordo con te.
      Ho un alunno marocchino che si vanta orgoglioso di aver imparato a uccidere i capretti insieme al suo papà. Mi fa rabbrividire, ma non so come fare per aiutarlo a diventare più sensibile..

  9. Tiziana scrive:

    Tutto per colpa di un raccoglitore di funghi che si nasconde dietro un albero per fare un selfie con gli orsi.
    Ora la madre e’ morta e I Suoi cucciolo, con l’inverno alle Porte, rischiano di fare la stessa fine. Dovevamo lasciare in pace l’orsa e I cuccioli.

    • viccrep scrive:

      Ma quello cercava funghi ha visto i cuccioli e si fermato a guardare, l’orsa lo ha aggredito.
      Il problema e l’ orsa non il cercatore di funghi.
      Nello yelloston l’ orso che aggredisce l’uomo viene ucciso, perche il sapore del sangue umano lo attrae

      • rameto scrive:

        Nel porco di Yellowstone l’ultimo attacco di un orso ai danni dell’uomo è avvenuto nel 2011, e ha provocato la morte del malcapitato. Tra l’altro l’orso in questione, meglio dire orsa, difendeva i piccoli come nel caso avvenuto nel trentino. L’orsa di Yellowstone non è stata nè catturata nè abbattuta, anche perchè gli orsi non cacciano certo l’uomo per mangiarselo. A dire il vero l’uomo non è preda per nessun animale, a parte eccezioni dovute alla totale mancanza di altro cibo. Mi spiace molto per il turista morto e anche per cercatore di funghi ferito, ma certe volte un pò più di intelligenza non guasterebbe.

      • Tiziana scrive:

        E’ proprio questo l’errore. Si e’ fermato per fare foto. Era chiaro che mamma orsa era vicina, doveva andarsene, filare via. Con la sua stupida ignoranza ha condannato a morte tre orsi.
        Lo stesso per un cinghiale con i cuccioli. Se uno non conosce le più’ elementari norme faunistiche e’ meglio che resti in palestra a fare i selfie ai pesi! Di sicuro avrebbe fatto meno danni.

    • alberto scrive:

      si il selfie….ma dove????

  10. Pavel83 scrive:

    @shiva
    Sposati un cane fedele e coraggioso e fatti una vita invece di commentare con acidità qualunque articolo su tempi

  11. Menelik scrive:

    Ragazzi, io sono un serial killer: quando vedo uno scorpione dentro casa o in giro per le strade del paese, lo uccido SEMPRE.
    Non me ne scappa uno.
    L’ultimo, me lo ricordo ancora, era la sera del 18 agosto, verso l’una di notte.
    Una sventola nera grossa così.
    Ho l’istinto del campagnolo assassino.

  12. Giannino Stoppani scrive:

    Suppongo tutto questo serva a far notare l’incoerenza di chi teme per la sorte di un orso e fa spallucce per la morte di tanti bambini.
    Tuttavia la mancanza generale di buon senso finisce sempre per determinare la semplicistica dicotomia tra chi, inorridisce se vede un moscerino spiaccicato sul parabrezza anche se a suo tempo ha abortito dieci volte per poter andare senza pensieri ad altrettanti concerti dei Pooh e chi, al contrario, ha avuto la grazia di dieci figli che fanno un baccano del diavolo e la notte confeziona bocconi avvelenati per il Terranova del vicino che una volta, tre mesi fa, ha abbaiato al postino.

  13. clo scrive:

    Concordo

  14. Giannino Stoppani scrive:

    Dipende cosa si intende per “animalismo”
    Se, come si evince dai commenti su questa pagina, è “animalista” chi non abbandona i cani in autostrada, chi sterilizza il proprio gatto o chi non prende a bastonate quello del vicino, allora esso può essere tranquillamente considerato una conseguenza della coerenza col principio cristiano della salvaguardia del creato e della necessità della benevolenza dell’uomo verso le creature di Dio, se invece lo si intende nel senso di salvare la vita degli animali a scapito di quella delle persone (ad esempio vietando gli esperimenti sugli animali ma promuovendo quelli sugli embrioni umani), allora diventa “idolatria”, la quale, come hai fatto notare tu, può essere conseguenza dell’ateismo.

  15. mariobon489 scrive:

    Vorrei far notare come una parte del rumore mediatico della vicenda pone l’accento sulla conclamata incapacità e dilettantismo di cui hanno largamente dato prova i nostri “reggitori”. Forse appare esagerata, senza rispondenza tra causa ed effetto, la richiesta di generalizzata di dimissioni, ma certo il pensiero che le sorti del paese sono nelle mani di simili incompetenti non tranquillizza.

  16. Paolo scrive:

    ho letto l’articolo, semplicemente illuminante per la capacità di Savater di portare alle sue (attuali e constatabili) conseguenze il pensiero animalista.
    ho letto alcuni commenti e poi ho smesso perchè veramente tristi
    Tempi ha ragione: c’è un problema di barbarie tra noi
    Dio ci salvi.

  17. Massimo scrive:

    Giuseppe Palumbo scrive: “Non risulta che altri siano stati avvicinati o aggrediti dall’orsa Daniza, ne uomini e ne animali da allevamento come pecore, galline e così via….Sbaglio?”
    Ho letto invece che, giorni fa, un boscaiolo di Borzago si era trovato a tu per tu con Daniza, la quale era appena uscita da un ovile doveva aveva sbranato diverse pecore. Pecore di cui, a quanto pare, agli animalisti non frega un bel niente.

    • Menelik scrive:

      Quello che deve entrare nella zucca dei cittadini è che l’orso E’ UN ANIMALE GROSSO.
      E’ un bestione, e quando ha fame o è disturbato, ATTACCA.
      Io non ho mai avuto a che fare con un orso, sebbene sto in mezzo a campi e boschi, ma incontri coi cinghiali ne ho avuti molti.
      Un adulto di cinghiale è un quintale di muscoli scattanti, nonostante l’aspetto un po’ goffo sulle zampette.
      Se ti corre dietro, quando tu hai fatto 10 metri, lui ne ha fatti 50, e ti raggiunge comunque.
      Qualcuno dirà che se il cinghiale non è disturbato eccetera-eccetera.
      Ragazzi, mettetevi nei panni di un boscaiolo, che lavora nei boschi dalle 8 di mattina alle 5 di sera, lontano dalle strade.
      Io l’ho fatto 4 anni, e incontri con animali sono all’ordine del giorno, specialmente nelle mattine invernali prima che il sole sorga.
      E’ veramente facile che, su 10 incontri coi cinghiali, te ne capita uno con la scrofa e i cuccioli che ti si para davanti alla strada.
      A me è successo più volte, e sto fermo fino che si è allontanata, o andavo a lavorare 100 metri lontano.
      Mi ricordo un’estate sul monte Amiata, dalla parte senese, vicino ai vapordotti geotermici.
      Io non mi sono mai trovato di fronte a così tante vipere come lì, in tuta la mia vita.
      Ogni giorno, almeno 3/4 volte prima di sera, mi toccava entrare in contatto con qualche vipera.
      In quei posti si va sempre col bastone a portata di mano e la roncola attaccata alla cintura.
      Io vorrei che venissero giù i cittadini, a fare quel lavoro.
      Io dico che non riuscirebbero a resistere una settimana: o imparano ad ammazzare le vipere o non lavorano neanche mezza giornata senza farsi pizzicare.
      Io non sono cacciatore, ho imparato, però, a sparare.
      Una vipera può uccidere un cavallo.
      Un rettile di pochi etti uccide con un morso una bestia di 5 quintali, che vale alcune migliaia di euro, oltre i sentimenti che ti uniscono al cavallo.
      Esattamente questo è successo ad una mia conoscente la scorsa primavera, mordendolo sul labbro quando era a pastura.
      Tanto perché qualcuno pensa dal quinto piano di un palazzo di un quartiere, che la vipera non faccia niente.
      Chi all’aperto ci lavora, impara a temere quelle bestie.
      E prende le contromisure.
      Concludendo, E’ BENE che gli orsi siano pochi ed in posti molto impervi e fuori mano, altrimenti ogni volta che ti devi recare al bosco per lavoro (notare, PER LAVORO, NON PER DIVERTIMENTO !!!!!!!!!) dovresti portarti dietro un fucile con le cartucce a pallettoni.
      Ragazzi, la natura (quella VERA, SELVATICA non quella addomesticata dei giardini di città) non è il Mulino Bianco, e necessita imparare a difendersi.
      Poi le cavolate e le elucubrazioni dei filosofi odierni lasciano il tempo che trovano.

      • Ale scrive:

        Menelik concordo con tutto quello che hai detto, ma le foto alla cucciolata dell’orsa scommetto che tu non le avresti fatte..scatenando l’istinto di quella bestia a proteggere i cuccioli. Poi concordo con il dire che devono stare lontane dalle abitazioni, e che hanno fatto bene a cercare di allontanarla…se era vicina. Ma se così non fosse mi sento di dire che il bosco non è dell’uomo, bensì degli animali, che ci vivono. Ad esempio sarebbe prudente non essere soli per andare a cercare funghi, perché può sempre accadere qualche cosa, come scivolare in un dirupo o cadere fratturandosi una gamba. Inoltre te vai a lavorare e i tuoi familiari o colleghi o amici o vicini avranno un riferimento su dove cercarti oppure tu avrai un cellulare per chiamare aiuto, in caso di necessità. Ma in un bosco ci possono essere aree scoperte da segnale, ed è bene non avventurarsi da soli. Inoltre se invece di andare da solo, fosse stato con un gruppo di persone, facendo anche un poco di rumore, non pensi che l’orsa e gli orsetti si sarebbero allontanati per stare a distanza di sicurezza?! La differenza tra te e quello aggredito sta nel fatto che te cerchi la fuga, anche con un cinghiale, perché sai che pure il cinghiale e’ pericoloso, mentre quel cretino ha visto due orsetti..ed ha pensato “uh carini..gli faccio la foto” invece di pensare “azzo..ci sono due orsetti..forse c’è mamma orsa..meglio darsi a camminare.. via!!” Il bosco non è dell’uomo. E te lo sai. Io amo gli animali ma non sono una che dice non mangio questo perché è stato cacciato, anzi penso ” meglio un cinghiale che ha vissuto felice o una gallina di cortile piuttosto che un pollo chiuso sempre in una gabbia al buio..” Tuttavia penso che anche il voler fare la foto agli orsetti, sia tipico di chi pensa che gli animali siano peluche o ” sintetici” come li chiami te.

  18. Readytogo scrive:

    L’idiozia è una delle esoressioni della mediocrità

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

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