Google+

Dal Texas all’Italia la giovane rivoluzione del Tea Party

agosto 7, 2012 Giacomo Zucco

A Dallas una folta delegazione italiana ha partecipato al raduno del “popolo del Tè”: tra sussidiarietà e big society, il racconto di uno dei partecipanti.

È stato un Luglio caldo per il Tea Party, dopo che negli ultimi mesi i media americani avevano ormai decretato la morte del “popolo del Tè”: nato nel 2008 da una serie di proteste contro i dissennati sperperi di soldi pubblici dell’amministrazione Bush e diventato nel giro di due anni una potente lobby di pressione e un diffusissimo movimento di popolo, in grado di stravolgere completamente il Partito Repubblicano e l’intero assetto politico statunitense, il Tea Party si era trovato spiazzato nelle recenti primarie presidenziali, non trovando una vera figura di riferimento in nessuno dei candidati. Questa momentanea debacle è sembrata a molti un motivo sufficiente per trarre un respiro di sollievo, che si è mostrato tuttavia prematuro.

Dalla città di Dallas, Texas, è infatti partito il rilancio del movimento, che con l’evento FreePAC del 26 luglio ha fatto sapere, parafrasando Mark Twain, che “le notizie sulla sua morte erano largamente esagerate”: Ted Cruz, il candidato al Senato a cui l’evento è stato dedicato, è passato da uno svantaggio elettorale di 11 punti percentuali ad una vittoria schiacciante, e le parole d’ordine della serata hanno dominato a lungo le classifiche sui social media.

Ma la vera star della serata, sorprendentemente, non è stata Cruz: sono stati i ragazzi (tra cui chi vi scrive) invitati a testimoniare della diffusione del movimento in ben 20 nazioni, diversissime dagli Stati Uniti per storia, cultura e realtà politica. Tra le delegazioni (provenienti anche da luoghi “insospettabili” come Giappone, Australia, Serbia, Israele) la più nutrita era proprio quella italiana, che è stata accolta sul palco con un affetto davvero sorprendente dai 15 mila militanti radunati a Dallas. A spiegare la nascita di un movimento globale, in risposta a un pericolo statalista anch’esso globale, sono stati due dei più celebri animatori del Tea Party americano: Matt Kibbe e Glenn Beck.

Quest’ultimo, celebre commentatore televisivo e radiofonico (considerato da alcuni una sorta di “predicatore laico” della destra cristiana a “stelle e strisce”), ha poi invitato l’intera delegazione all’ancora più impressionante evento del 28 Luglio: il Restoring Love, tenutosi nel celebre Cowboys Stadium di Dallas sotto gli occhi di oltre 80 mila persone. Non si trattava, in questo caso, di un raduno politico, ma dell’incontro-culmine di una vastissima opera di “caritativa”, nel contesto della quale centinaia di migliaia di americani hanno dedicato un’intera settimana ad aiutare gli altri, preparando e distribuendo cibi caldi, trasportando infermi, fornendo assistenza di vario tipo, oltre che donando un contributo economico per progetti a lungo termine.

Cosa c’entra tutto ciò con il movimento Tea Party, dipinto dai media di tutto il mondo come una folla di «ricconi egoisti, avari e asociali, magari pure un po’ razzisti e nemici del progresso sociale»? C’entra! Il punto di contatto è il concetto che in Italia chiamano sussidiarietà, e in Regno Unito big society: proprio chi ha una maggiore attenzione alla solidarietà, alla carità, all’assistenza di chi ha bisogno, non può permettere che queste realtà vengano monopolizzate da quella macchina inefficiente, centralista, corrotta, ideologizzata e disumanizzante che è la burocrazia statale, basata sulla coercizione della redistribuzione tramite il prelievo fiscale. Da sempre, chi si batte per una società più libera e meno sottoposta all’invadenza statale sostiene che anche i più poveri avrebbero da guadagnarne, ma Glenn Beck ha ribaltato questo paradigma: al motto «Vogliamo pagare meno tasse, e possiamo tranquillizzarvi sul fatto che la società si prenderà cura dei più deboli anche senza l’intervento pubblico», lui preferisce un più positivo «Vogliamo prenderci cura dei più deboli, e proprio per questo dobbiamo impegnarci in prima persona, in modo libero e responsabile, senza che lo stato ce lo impedisca drenando le nostre risorse in un pozzo senza fondo di irresponsabilità e pianificazione centrale». Una rivoluzione copernicana, di cui prendere nota anche per l’Italia.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

49 Commenti

  1. maio scrive:

    La vostra idea di Società la conosciamo già. Chi è ricco , comunque sia diventato ricco, meglio per lui. Chi è povero sono cavoli suoi. Tuttalpiù, senza spingere, mi raccomando! se un ricco vuol fare un pò di scena si mette a fare un pò di elemosina, pardon, beneficenza, ma non si parli nemmeno di organizzare la Società in modo che ogni essere umano, indipendentemente dal portafogli, possa avere accesso alle forme più basilari di assistenza.
    Eravamo abituati a vedere, nelle foto, i Tea Partisti Americani sempre tutti lustrati a festa, come da noi in Italia, il berlusconiano tipo: sempre tirato a lucido.
    Adesso si vede una evoluzione formale: il new Teapartista in jeans e maglietta, un pò come i nostri di CL: abito e modi informali.
    Cari miei, lo sapete, l’ abito non fa il monaco, quello che conta è nella testa.
    Se c’è da scegliere tra chi non ne ha abbastanza per sopravvivere ed i ricconi con il superfluo, voi sempre e comunque state con i secondi.
    Con chi sarebbe stato Gesù Cristo?

    • paolo delfini scrive:

      CARO MAIO, COSA C’ENTRANO I CIELLINI CON I TEA PARTY?IO SONO CIELLINO MA SONO LONTANISSIMO DALLE POSIZIONI DEI TEA PARTY,ESSI NON RAPPRESENTANO NULLA DI NUOVO, SONO SEMPLICEMENTE L’ENNESIMO MOVIMENTO NEOLIBERISTA FUNZIONALE AI POTERI FORTI, BASTI VEDERE CHI SONO I LORO MAGGIORI SPONSORS ( F.LLI KOCH E MURDOCH TRA GLI ALTRI), ALTRO CHE MOVIMENTO SPONTANEO E POPOLARE.

      • Giacomo Zucco scrive:

        Ambulanza per Paolo Delfini.

        Hai dimenticato di citare il complotto dei Rettiliani per conquistare il mondo in combutta con i Cavalieri Templari.

        • Giacomo Zucco scrive:

          Ma quale giornalista, inutile creatura mitologica che non sei altro! LEGGI! NON SONO un giornalista, sono uno della delegazione italiana! :-)

          Fai pace col cervello.

        • Saba scrive:

          Sarebbe interessante sapere quali sono i riferimenti dei signori detrattori del Tea Party.. (Anche di chi ha visto Tea Partisti tirati a lustro, e che pensa che Jeans e maglietta siano target esclusivo di CL, ma questa è una curiosità tutta femminile).

          Rassicuriamo che non è obbligatorio essere tea partisti, e di sicuro non ve lo impone nessuno, soprattutto non ve lo imporrà lo stato, nè alcun gruppo di potere a cui pensate che siamo vicini (Corsera e Rep non hanno quasi mai parlato di noi, nda). Potrei arrivare a dire che è lecito* essere per lo Stato che redistribuisce, che confisca le nostre proprietà e ne fa quel che vuole nella nebbia più totale. E’ lecito delegare al welfare pubblico la responsabilità personale verso il prossimo.
          E’ lecito. Basta ammettere che non si ha nessun interesse verso la difesa della proprietà privata (diritto fondamentale vi ricordo), nè verso la libertà personale (requisito principale per agire responsabilmente e moralmente) e il libero mercato. Ecco sì, basta ammettere che invece di interessarsi all’uomo, preferiamo preservare lo stato e i suoi tentacoli.

          * condizionale d’obbligo. in realtà non penso assolutamente che sia lecito, semmai lo contemplo tra le possibilità, al momento la più diffusa -ed evidentemente la meno cristiana, visto che ci tenete tanto al patentino del buon discepolo-.

        • paolo delfini scrive:

          L’AMBULANZA, I RETTILIANI , I CAVALIERI TEMPLARI…….CAMBIA OSTERIA , COMPARE!

  2. Fra scrive:

    Quanti luoghi comuni nel tuo commento!

  3. Giovanna Jacob scrive:

    “Con chi sarebbe stato Gesù Cristo?”
    Gesù Cristo sta con i servi buoni che fanno fruttare i loro talenti, da intendersi non soltanto come talenti morali ma come veri e propri capitali, che bisogna investire e moltiplicare per il bene di se stessi e del prossimo. E sta, soprattutto, con chi fa la carità in prima persona, donando ai poveri parte del frutto del suo duro lavoro. Di certo non sta con i burocrati che fanno la carità (leggi: creano posti di lavoro inutili e donano sussidi e case popolari) non con i propri soldi ma con i soldi mafiosamente estorti ai contribuenti. A fare la carità con i soldi degli altri ce so bboni tutti. Non sta con gli impiegati statali e i burocrati fannulloni che vivono oziando con i soldi dei contribuenti. I dipendenti delle PA sono i nuovi nobili sfruttatori del popolo, lo stato socialdemocratico, che toglie ai lavoratori per dare ai fannulloni, è il nuovo ancien régime. Aspetto con ansia la nuova presa della Bastiglia.

    • maio scrive:

      Cara Giovanna, credo che ci sia una forma superiore di Civiltà rispetto al fare la carità in prima persona donando parte del frutto … ovvero del proprio superfluo.
      Credo che organizzarsi in modo da prevedere e provvedere a chi ha più bisogno sia “più alto”.
      Però questo, lo ammetto , ha un inconveniente. Non lascia spazio alla vanagloria di chi preferisce mettersi in mostra. Comodo non essere tenuti a dimostrare da dove arriva la propria ricchezza, se in modo lecito o illecito, epperò mostrarsi al mondo come persona caritatevole per avere pubblicamente elargito una piccola parte del proprio superfluo.
      Io apprezzo maggiormente chi lavora, magari senza troppo apparire, per costruire una Società dove chi è stato magari solo più sfortunato, non debba ricorrere all’ elemosina di qualcun altro.
      Io credo che l’ elemosina, sopratutto in una società opulenta e del superfluo come la nostra, comporti umiliazione per chi la riceve ma anche per chi cerca di pulirsi la coscienza, facendola.
      Per caso lei pensa, come i signori dei Tea Party, che chi è più povero è perché non si è meritato altro, perciò Dio lo ha voluto punire?
      PS Così una volta, in nome del Dio Cristiano, si giustificava pure lo schiavismo.

      • Giacomo Zucco scrive:

        “credo che ci sia una forma superiore di Civiltà rispetto al fare la carità in prima persona donando parte del frutto … ovvero del proprio superfluo.
        Credo che organizzarsi in modo da prevedere e provvedere a chi ha più bisogno sia “più alto”.”

        Quindi, ricapitoliamo: privarsi di un po’ del PROPRIO “superfluo” per aiutare chi è in difficoltà, è una cosa brutta. Invece “organizzarsi” per fare in modo di utilizzare il superfluo ALTRUI (magari facendoci sopra una bella cresta, come fa lo stato, che si tiene la maggior parte delle risorse che intermedia) è una cosa “più alta”.

        Più che Gesù Cristo, il personaggio dei vangeli che seguiva questa filosofia si chiamava Disma. Poi però lui si è convertito

  4. francesco taddei scrive:

    una società deve offrire in numero e qualità, possibilità di mobilità sociale. solamente con meritocrazia ciò può avvenire, di certo non con l’immobilismo egualitario del sindacalismo italiano e annessi movimenti studenteschi che reclamano il mantenimento, pardon, i diritti.

    • lu8051 scrive:

      il Glenn Beck citato nell’articolo è uno dei fondatori del “9/12 project” tra i cui principi spiccano:

      “6.I have a right to life, liberty and pursuit of happiness, but there is no guarantee of equal results.” cioè io ho diritto a vita, libertà e ricerca della felicità ma non ho alcuna garanzia di poterli realizzare ? che significa ?

      “7.I work hard for what I have and I will share it with who I want to. Government cannot force me to be charitable.” e cioè i soldi sono miei e me li tengo, poi se ne ho voglia li do a qualcuno altrimenti che si arrangino

      se questo è lo spirito della vostra “sussidiarietà” tenetevi il Tea Party e usatelo per mangiarvi i vostri biscotti

      • Giacomo Zucco scrive:

        6) Significa quello che hai letto. Tu hai la garanzia di ottenere i risultati che speri, nella vita? Ritieni, egoisticamente, che altre persone debbano essere danneggiate per “garantire” a te risultati che non sei riuscito a conseguire? Se vuoi raggiungere un obiettivo, lavora per raggiungerlo. Se fallisci, chiedi aiuto. Ma usare la violenza contro il prossimo e approfittarti di lui non è una buona scorciatoia. Nemmeno per te. I ladri non vivono una vita felice.

        7) Interpretazione corretta. Da leggere in contrapposizione con l’agghiacciante scenario in cui: “I soldi sono miei, ma i politicanti e i burocrati di turno me ne tolgono due terzi. Si tengono la maggior parte per il disturbo, e poi danno il resto ad altre persone, secondo i loro criteri (ideologici o clientelari) e le loro preferenze”.

        Sussidiarietà vuol dire questo: « Come è illecito togliere agli individui ciò che essi possono compiere con le loro forze e l’industria propria per affidarlo alla comunità, così è ingiusto rimettere ad una maggiore e più alta società quello che dalle minori ed inferiori comunità si può fare ».
        Quadragesimo anno, Pio XI. Vedi un po’ tu.

        • maio scrive:

          Egregio Giacomo, scusa se mi inserisco.
          In pratica, se ho ben compreso, dici (punto 7) : costruire una società che tenga conto del fatto che, fisiologicamente (in natura è così) ci sarà sempre inevitabilmente, qualcuno che nasce cieco, oppure con seri handicap, o semplicemente meno intelligente, è sbagliato. Ovvero bisogna lasciare al buon cuore di chi è stato più fortunato, è nato più forte, in una famiglia più ricca, la scelta, più o meno capricciosa, più o meno opportunistica, di porgere l’ obolo?

          Tu ti senti danneggiato se parte delle tue tasse sono impegnate per soccorrere chi è stato meno fortunato di te?
          Chiedere un contributo proporzionale alle tue possibilità ti sembra esercitare violenza?
          Sei proprio sicuro che la dimensione del tuo portafogli sia proporzionale ai meriti acquisiti con Dio?

          A me tutto ciò sembra pura inciviltà, una forma edulcorata di legge della giungla.
          Il cammino della Civiltà umana, secondo me, passa per la sua capacità di crescere nella sua organizzazione, nella sua capacità di dare dignità a tutti.

          Punto 7) Tiri in ballo Politicanti e Burocrati. Ti sembra davvero che i politicanti e burocrati che ti hanno fatto l’ occhiolino per tanti anni ed ai quali hai dato il potere, siano migliori degli altri?

          PS Dal “quadragesimo anno” di Pio XI sono passati 80 anni, ma soprattutto ci sono stati altri Papi ed altre prese di posizione.
          La Chiesa stessa si è evoluta, il potere temporale è, seppur troppo lentamente, rimasto in ambiti più ristretti.
          Purtroppo per alcuni movimenti pseudoCristiani, il profumo del potere temporale è ancora troppo intenso.

          • Giacomo Zucco scrive:

            “Ovvero bisogna lasciare al buon cuore di chi è stato più fortunato, è nato più forte, in una famiglia più ricca, la scelta, più o meno capricciosa, più o meno opportunistica, di porgere l’ obolo?”
            No, non devi lasciare la faccenda “al buon cuore di altri”: sei invitato ANCHE TU ad aiutare il prossimo in prima persona (c’è sempre e ci sarà sempre qualcuno più sfortunato, più debole o meno “nato bene” di te). E devi anche invitare, convincere e persuadere tutti gli altri a fare altrettanto. Magari come faceva Gesù, che invitava i ricchi a dare i loro averi ai poveri, e non come faceva Totò Riina, che taglieggiava i lavoratori per nutrire i suoi tirapiedi.

            “Tu ti senti danneggiato se parte delle tue tasse sono impegnate per soccorrere chi è stato meno fortunato di te?”
            No, mi sento danneggiato perché LA MAGGIOR PARTE delle mie tasse è impegnata per ingrassare gente PIU’ RICCA E POTENTE di me, come i politici, gli impiegati pubblici fannulloni con redditi a tre cifre, i baby pensionati, i superdirigenti delle partecipate, e così via. Mi sento danneggiato anche perché la parte RESTANTE delle mie tasse è impiegata per essere distribuita in cambio di voti a gente che è più o meno come me in quanto a fortuna, ma che viene foraggiata in base a criteri clientelari e/o ideologici (l’elenco è sconfinato, e i voti dei partiti si basano in gran parte su questa massa di “beneficiati”). E questo non accade per caso, non accade per sfortuna, non accade per una malaugurata coincidenza! Che questo accada è semplicemente OVVIO: chi mi estorce le tasse non ha responsabilità, non subisce concorrenza, non deve guadagnare la mia fiducia…è un monopolista dotato di potere assoluto. Solo un povero illuso può pensare che una mafia simile si “comporti bene”. Si chiama public choice. Si chiama peccato originale. Si chiama realismo.

            “Chiedere un contributo proporzionale alle tue possibilità ti sembra esercitare violenza?”
            Chiedere è sempre lecito. Rubare è sempre peccato mortale.

            “Sei proprio sicuro che la dimensione del tuo portafogli sia proporzionale ai meriti acquisiti con Dio?”
            Assolutamente no: specialmente in questa fase della mia vita, il mio piccolissimo portafogli rispecchia al 90% qualche sacrificio dei miei genitori, un po’ di fortuna, due anni di lavoro non particolarmente illuminato. Il restante 10% è dato dal mio coraggio, dalla mia fatica, dalla mia prudenza, dal mio impegno, dalla mia saggezza. Percentuale che crescerà con la mia età.

            “A me tutto ciò sembra pura inciviltà, una forma edulcorata di legge della giungla.”
            E’ l’esatto contrario. La legge della giungla dice che il più forte, con la violenza, si approfitta del più debole. La scimmia grossa ruba la banana alla scimmia piccola (al limite dividendola con parte del suo branco). Il boss mafioso ruba i soldi al commerciante siciliano (al limite dividendoli con i picciotti). Lo stato ruba soldi al suddito italiano (al limite dividendoli con le schiere di parassiti che lo legittimano). QUESTA è legge della giungla. Lo stato è legge della giungla. Nemmeno troppo edulcorata.
            Io invece parlo del superamento della legge della giungla: civiltà, rapporti consensuali e pacifici, solidarietà, carità, rispetto reciproco, rispetto del diritto naturale.

            “Il cammino della Civiltà umana, secondo me, passa per la sua capacità di crescere nella sua organizzazione, nella sua capacità di dare dignità a tutti.”
            Nessuna obiezione. L’organizzazione è un’ottima cosa. Nata prima dell’invenzione dello stato.

            “Ti sembra davvero che i politicanti e burocrati che ti hanno fatto l’ occhiolino per tanti anni ed ai quali hai dato il potere, siano migliori degli altri?”
            No, è proprio quello che sto dicendo. Politicanti e burocrati tendono SEMPRE, per definizione, a diventare inefficienti e corrotti. Il perché te lo spiegano Lord Acton e James Buchanan (ma ci arrivi benissimo da solo facendo 2+2).

            “Purtroppo per alcuni movimenti pseudoCristiani, il profumo del potere temporale è ancora troppo intenso.”
            Eh già: ai cattocomunisti è sempre piaciuta l’idea di usare la forza temporale dello stato per rubare e i soldi altrui e fare carità con il portafogli degli altri, lavandosi la coscienza.

            • DELFINI PAOLO scrive:

              UNA VOLTA TANTO SONO D’ACCORDO CON ZUCCO, POLITICANTI E BUROCRATI TENDONO SEMPRE A DIVENTARE INEFFICIENTI E CORROTTI, ANZI I COMPONENTI DI QUESTE CATEGORIE RARAMENTE PARTONO CON L’IDEA DEL BENE COMUNE, ‘QUESTO E’ SECONDO ME IL GROSSO PROBLEMA DELLA POLITICA, DI QUASI TUTTI GLI SCHIERAMENTI POLITICI, L’ASSOLUTA MANCANZA DI IDEALI POSITIVI E LA SEMPLICE LOGICA DEL FARSI SOLO I CAZZI PROPRI PORTATA ALL’ECCESSO.

        • lu8051 scrive:

          E’ la tua risposta ad essere agghiacciante, comunque grazie per l’ulteriore conferma dell’egoismo di fondo che vi pervade.

          Per quanto riguarda la citazione di uno dei tuoi papi, per me è irrilevante. Vedi un po’ tu.

          • Giacomo Zucco scrive:

            “se questo è lo spirito della vostra “sussidiarietà” tenetevi il Tea Party e usatelo per mangiarvi i vostri biscotti”

            Anche se la mia citazione di “uno dei miei papi” per te è irrilevante, ti facevo amichevolmente notare che questo non è “lo spirito della NOSTRA sussidiarietà”. E’ lo spirito correttamente indicato con il termine “sussidiarietà”. Punto. Vedi un po’ tu! :-)

  5. Alex Galvani scrive:

    Rimanete in Italia a sognare queste descrizioni ridicole, e’ meglio per voi.
    Uno che si paragona ai cacciatori di nazisti, quando parla dei usoi opponenti, tra cui il presidente Obama.
    Certo, il giornalista queste cose evita di dirle, per scrivere questa immaginetta infantile del Tea Party.
    E voi dietro a bervi tutto, purche’ sia scritto su questo sito…

    • Giacomo Zucco scrive:

      Se sapessi leggere, dedurresti dalla lettura che “il giornalista” non è un giornalista: è uno dei partecipanti ai due eventi descritti. E quello che ha scritto è tutto vero, perché ero fisicamente lì. E se vuoi darmi del bugiardo, ti sfido a smentire una sola parola del mio resoconto.

      Non so se gli altri lettori si bevono tutto quello che c’è scritto su Tempi. Tu devi bere di meno. In generale.

      • Alex Galvani scrive:

        Gentile o molto poco onesto signor Zucco,
        se lei sapesse leggere, avrebbe visto che sto demolendo il santino idiota di Glenn Beck che il giornalista (o cos’altro diavolo sia non me ne frega niente) ha fatto.
        Oppure non sa leggere, e questo e’ un problema differente, soprattutto alla luce che qualcuno deve scrivere per lei sotto dettatura.
        Come vede, la mia eventuale sobrieta’ alcoolica ha poco a che vedere.

        Complimenti per il “tu”, l’infantilizzazione di chi si percepisce come avversario. Da manuale.

        • Giacomo Zucco scrive:

          Vabbè, non ci arrivi.

          Tu non stai “il santino idiota di Glenn Beck che il giornalista ha fatto”, stai sparando luoghi comuni casuali nella pretesa di falsificare il resoconto che direttamente IO (e nessun giornalista) ho scritto. Come potevi legger due centimetri sotto il titolo, oppure dedurre da quella parentetica “(chi vi scrive)”, all’interno del resoconto.

          Ma non insisto oltre.
          Una bella opera di carità privata è anche quella di non mettere troppo alla prova chi è stato diversamente dotato a livello neuronale.

          • Alex Galvani scrive:

            Spiacente che il tentativo le riesca male.
            Qua l’unico che non ci arriva eventualmente e’ lei.
            Perche’ essere presenti a un evento non significa di per se capire di piu’ di chi non era presente. Quindi la sua “testimonianza “dal vivo” vale quanto altre parole di chi non era presente. Non stiamo parlando di una conferenza di psichiatria dove e’ successo qualcosa di cui nessuno si spiega il perche’. Stiamo parlando del raduno di una percentuale irrisoria del partito repubblicano, sfortunatamente per il GOP e’ la percentuale che vota alle primarie, anche se non riesce mai a far eleggere i suoi candidati.
            Quindi si, in effetti e’ meglio per lei che non insista.
            La vedo piuttosto sfuggente sulla questione Glenn Back. E accusare vagamente un’altra persona di luoghi comuni, non ‘e altro che un altro “luogo comune”. Benvenuto nel mondo reale. Sempre che riesca a capirlo.

        • Giovanna Jacob scrive:

          Ha ragione, Introvigne ne sa molto meno dell’illustrissiimo studiosp Alex Galvanii!!!!!
          Comunque, io non citavo Introvigne: citavo un articolo in cui Introvgne fa la sintesi del saggio di RODNEY STARK. E comunque, visto che nel suo ragioamento circolaer chi difende la verità storica sulla chiesa non è un vero storico, ebbene scommetto che anche stark non è un vero storico. Ne deduco che per esesre veri stirici bisogna dire che la Chiesa si è macchiata di crimini più orrendi di quelli del terzo Reich, vero? Comunque, bando alle ciance, caro il mio illustrissimissimo storico, provi a smontare uno dei più importanti e documentati saggi sulla servitù nel medioevo mai scritti: ha una documentazione di prima mano talmente vasta che smontarlo è una impresa titanica anche per gente come lei, abituata a falsificare i dati storici in funzione anti-cristiana.
          Il saggio è:
          La servitù nell’età medievale di Marc Bloch.
          Bloch ridimensiona i numeri degli “slavi” e degli schiavi neri, dimostrando che il comemrcio di schiavi in Europa era ridotto ad un “rigagnolo insignificante” entro l’anno mille. Inoltre, dimostra che il “servus” medevle aveva uno statuto giuridico assolutamente diverso, inifnitamente migliore, rispetto al “servus” antico.
          Coraggio, ce la può fare a falsificare la storia, suvvia, non si erda d’animo! Voltaire, il suo maestro, disse: “Clunniate, calunniate, qualcosa resterà”

  6. Giovanna Jacob scrive:

    Perché il commento che ho provato a postare per ben tre volte non appare neppure in moderazione?

  7. Viccrep scrive:

    Vi sfugge sempre la realtà
    Guardate all’ Italia dove l’organizzazione dello stato non e’ ne liberale ne liberista, dove vengono prelevati al singolo sette mesi di lavoro e quei soldi dove finiscono ?
    In burocrazia e dispersi in cattivi servizi
    Eppure il comunismo e’ fallito, rimane quello cinese che e’ pure capitalista
    L’uguaglianza non la si puo’ imporre ma va riconosciuta dal singolo nella pari dignita’
    Ma che ci fanno 8000 societa’ comunali o partecipate, o migliaia di impiegati statali che non lavorano , vedi ad esempio i 28000 e piu’ forestali siciliani
    Meno stato farebbe un gran bene
    Guardate dove e’ arrivato il debito pubblico se avete qualche dubbio meno stato

    • lu8051 scrive:

      …..a parte che in Italia, dal dopoguerra, non mi pare abbiamo costantemente governato i comunisti, anzi
      …. a parte che nei paesi nordici l’imposizione fiscale è altrettanto elevata

      Un conto è far funzionare un meccanismo eliminando inefficienze, ruberie, clientelarismi e quant’altro.
      Un altro è eliminare totalmente ogni regola ed affidarsi alla buona volontà o al capriccio dei singoli “benestanti”.
      Francamente, visto che le persone che hanno posizione di potere oggi con lo stato che abbiamo sono in gran parte le stesse dalla cui buona volontà o capriccio si dovrebbe dipendere, io di questa alternativa non mi fiderei assolutamente.

      Non è importante che lo stato sia “più” o “meno”, l’importante è che lo stato funzioni.

  8. maio scrive:

    Caro viccrep, non c’è dubbio che se l’ impiegato del Ministero si impegnasse di più, sarebbe meglio.
    Mi sembra però che la sua analisi sia molto miope.
    In Italia una fetta importante del territorio è in mano alla delinquenza, il livello qualitativo medio del Politico Italiano è piuttosto basso, c’è un’ Italia aggrappata all’ Europa, un’ altra all’ Africa.
    In quasi settantanni di Democrazia avete sempre comandato voi (veramente anche prima).
    Nel bene e nel male colpe e onori sono di chi comanda, non di chi subisce.
    Non mi sembra il caso di addossare ad altri colpe che sono e rimangono della vostra parte economica, politica e sociale.
    Il mostruoso apparato burocratico chi l’ ha creato?
    Quando rimpinguare i ministeri serviva a questo o quel cavallo di razza democristiano, lei chi votava?
    Adesso la situazione è quella che è.
    Il più grande Leader del mondo ci ha portati a livello Grecia (e si offende se qualcuno glielo ricorda) e molto faticosamente si cerca di risollevarsi.

    Caro viccrep, combattere gli sprechi, la corruzione (un parlamentare, qualche mese fa costava 300/500 mila euro) dovrebbe significare combattere chi ha portato spreco, corruzione e clientelismo ai massimi livelli.
    Avercela con quella Sinistra che cerca di salvaguardare il Lavoratore a 1500 Euro o il Pensionato a 1000 mi pare piuttosto meschino.
    Sono questi i privilegi da combattere?

    PS Le ricordo che ad aumentare paurosamente il deficit sono stati i cattolicissimi governi del CAF (Craxi Andreotti Forlani) e gli efficientissimi governi Berlusca/Fini/Bossi, fino al capolavoro Berlusca/Bossi/Scilipoti.
    Se proprio vuole, lo sa chi ringraziare.
    PS2 Purtroppo i numeri sono numeri. Guarda un pò, l’ unico che nei suoi Governi non ha fatto aumentare il debito è stato Prodi. Però, mi raccomando, che non si sappia in giro.

    PS3 A chi è che sfugge la realtà???

    • viccrep scrive:

      lei dimentica che il grande debito è scattato con il centro sinistra, ancora oggi molti di quei dc che non ho votato sono oggi nel pd,
      L’ideologia che ha governato dal costituirsi del centro sinistra al 94 è stato certo quella di sinistra, da li il grande aumento dello stato e i grandi sprechi che ancora oggi continua.Non è stato il berlusca a portarci a livello della grecia, lo sta facendo monti.
      Il berlusca ridendo e scherzando ha messo in piedi aziende che danno lavoro a 40000 persone, e guardi le sue vicende processuali forzate e inventate stanno finendo in nulla. ma questo non bisogna dirlo.

      • lu8051 scrive:

        tralasciando il fatto che bisognerebbe andare a distinguere nelle varie assoluzioni quelle che lo sono state perchè il fatto non sussiste (unica vera e propria “assoluzione”) da quelle per prescrizione e da quelle per cui nel frattempo è stato modificata le legge e quindi il reato è sparito, perchè entriamo in una diatriba che non finisce più,e comunque, che c’entra con il debito pubblico ?

        Il fatto che molti ex dc siano nel pd non ne fa dei comunisti oggi e non dimostra che prima del 1994 “comandava il centro sinistra”.

        Dal 1994 al 2011, il debito pubblico è crescito di più con i governi Berlusconi che con gli altri (http://www.bloomberg.com/chart/iAlThQSpLh1A/).

        • lu8051 scrive:

          C’era la moderazione, chissà se è passato …

          tralasciando il fatto che bisognerebbe andare a distinguere nelle varie assoluzioni quelle che lo sono state perchè il fatto non sussiste (unica vera e propria “assoluzione”) da quelle per prescrizione e da quelle per cui nel frattempo è stato modificata le legge e quindi il reato è sparito, perchè entriamo in una diatriba che non finisce più,e comunque, che c’entra con il debito pubblico ?

          Il fatto che molti ex dc siano nel pd non ne fa dei comunisti oggi e non dimostra che prima del 1994 “comandava il centro sinistra”.

          Dal 1994 al 2011, il debito pubblico è crescito di più con i governi Berlusconi che con gli altri (http: //www .bloomberg. com/chart/iAlThQSpLh1A/).

          • Alessandro Ciuti scrive:

            Il problema non è nel csx o cdx…infatti come giustamente fai notare i governi berlusconi non hanno fatto altro che aumentare il debito e non hanno abbassato le tasse. non hanno liberalizzato non hanno affamato la bestia, non hanno fatto nulla di liberale. Il punto è ragionare sui contenuti e sulle proposte e sulla filosofia politica che ne sta alla base. socialismo e liberismo sono due cose differenti. Centro destra e sinistra non hanno vere differenze tra loro. Berlusconi non è ne amico ne nemico del Tea party è un interlocutore anche se sappiamo di non essere molto simaptici a chi si spaccia per liberale e poi guida il paese da socialista. Dc, PCI ecc siamo sempre a guardarci la punta dei piedi…in USA i Tea Party hanno giocato un riolo importante nell’opposizione di Bush, non perchpè amassero la candidatura di Obama, ma perchèpragmaticamente hanno punito chi non aveva mantenuto le promesse. tutto il resto non conta.

  9. Giovanna Jacob scrive:

    Provo a postare per la quinta volta la risposta al secondo commento di Maio:
    Allora, chiariamo subito che la religione di Cristo non solo non ha mai giustificato lo schiavismo, ma lo ha da subito combattuto:
    leggersi la vicenda di santa Batilda in La vittoria della regione di Rodney Stark e leggersi il capitolo sulla schiavitù contenuto in In the glory of God sempre di Stark, di cui Massimo introvigne fa un dettagliato riassunto:
    “Con la conquista del Nuovo Mondo le potenze coloniali iniziano ad acquistare schiavi da mercanti musulmani africani e a importarli nelle Americhe,(…). La reazione pontificia è durissima: il papa Paolo III (1468-1549) dichiara Satana il padre della schiavitù e ne vieta assolutamente ogni forma di pratica[32]. Le condanne pontificie sono continuamente reiterate; si può solo lamentare che non sono osservate”.
    “Per caso lei pensa, come i signori dei Tea Party, che chi è più povero è perché non si è meritato altro, perciò Dio lo ha voluto punire?”
    No, questa non è una idea cattolica: è una pessima idea calvinista. Da più di 50 anni, tutti gli storici più accreditati dimostrano che la famosa tesi di Weber secondo cui il capitalismo nascerebbe dal calvinismo è semplicemente falsa. Il capitalismo è figlio del cattolicesimo, e quindi non ha in sé l’idea velenosa che il povero sia un peccatore da lsciare morire di fame. Il capitalismo è nato nelle abbazie benedettine e si è perfezionato nei comuni italiani del medioevo, dove è nato con dentro il “vizio” della carità: fra gli azionisti di ogni impresa ce ne era sempre uno denominato “Messer Domineddio” i cui proventi andavano ai poveri.
    E veniamo all’idea che tutti i gesti di carità siano dettati dalla “vanagloria”. Oggi va di moda calunniare le virtù facendole passare per vizi. Sei casto? Allora ti dicono che sei “sessuofobo”. New entry: sei caritatevole? E ti dicono che sei vanaglorioso.
    Bene, lei pensa forse che Madre Teresa di Calcutta fosse una vanagloriosa vanitosa eccetera? O che lo fosse don Bosco? O che lo fosse don Benzi? O che lo siano le migliaia di volontari che danno da mangiare ai poveri nelle mense della Caritas? E fare la carità significa donare del proprio, non il superfluo. Ognuna dona secondo le sue possibilità. Ma poi, siccome non sono una moralista, a me anche il superfluo va benissimo. Se un Bill Gates non vuole donare più del suo superfluo, tanto meglio, visto che col suo superfluo ci fai mangiare un sacco di gente.
    E poi siamo tutti dì’accordo: vivere della carità altrui può essere umiliante. Ma infatti, nella cultura cattolica l’elemosina diretta è sempre concepita come un intervento straordinario: offro cibo e vestiti al povero nei momenti di emergenza, quando non c’è altro da fare. Ma alla lunga, bisogna aiutare il povero a camminare sulle sue gambe, a trovarsi casa e lavoro. Infatti, quando parlavo di carità non parlavo solo di elemosina diretta, ma parlavo soprattutto di creare posti di lavoro. La carità non è soltanto donare cibo e vestiti, ma ad esempio, per chi è imprenditore, fare fruttare i propri soldi in maniera proficua, creando posti di lavoro.
    Ricevere l’elemosina nei momenti di emergenza è bello, ma vivere tutta la vita di elemosina altrui è umiliante. Ma il porblema è che molti poveri non trovano affatto umiliante fare i parassiti. Ma infatti i religiosi che mi è capitato di conoscere sono intelligenti: se vedono che un povero non si da da fare, e pretende di fare il parassita a vita della loro carità, lo allontanano.
    Invece, c’è un ente che permette alle persone di vivere come parassiti senza vergogna: lo stato. E lo stato che, con i suoi soldi a pioggia, trasforma i poveri in parassiti a vita senza dignità. Guarda la “civile” Inghilterra: il governo elargisce a pioggia sussidi di disoccupazione a gente che ciondola senza fre niente nei sobborghi, e che quando è stufa di fare niente si dà al saccheggio e alla devastazione. Vi ricordate la rivolta scoppiata esattamente un anno fa a Tottenham?
    Una ultima considerazione: l’unica alternativa ad una società basata sull’impegno individuale e sulla carità individuale è una società centralizzata, simile ad una macchina dove pochi eletti stanno alla guida e i molti sono ridotti ad ingranaggi della macchina. E infatti, quella di Keynes è una visione intimamente anti-democratica, che ha dietro il disprezzo dell’aristocratico britannico per le persone comuni Egli pensava a pochi eletti “eloi” aristocratici come lui che guidano masse di “morlocchi” ignoranti pieni di “spiriti animali”. M voi che volete: una società guidata dai pochi o una società guidata dai molti ossia da ciascuno di noi?

    • lu8051 scrive:

      @Giovanna,

      ma lei come pensa che si dovrebbe regolare tutta questa carità ? chi dovrebbe decidere chi ha il diritto di ricevere aiuto in un certo momento e chi no ? e con quali criteri ?
      Non stiamo parlando di una piccola organizzazione che deve curare gli interessi di una piccola comunità.
      Se lei smantella il sistema (sanità, istruzione, ecc. ecc.) stiamo parlando di milioni di persone coinvolte.

      L’obiettivo dell’imprenditore è far fruttare i soldi, e la creazione di posti di lavoro è il mezzo, non il fine.
      Lei crede che i vari Amministratori Delegati abbiamo come obiettivo personale creare posti di lavoro o aumentare gli utili dell’azienda o i dividendi per gli azionisti ? Con questo non voglio naturalmente dire che gli imprenditori siano tutti degli sfruttatori….

      • Giovanna Jacob scrive:

        Chi dovrebbe regolare tutta questa carità?
        Ma insomma,avevo già risposto: ciascuno di noi. questo è il bello.
        Lo so, è scomodo.il bello della statalismo è che si delega ad altri: pensaci tu, caro burocrate, a “ridistribuire le ricchezze”. Solo che, mentre tu ti fai i beati cosi tuoi, il burocrate si intasca i tuoi soldi per sé e li regala a pioggia ai parassiti, ossia quelli che in italia ricoprono posti di lavoro inutili (forestali in Sicilia) e quelli che in ingilterra o in Francia prendono il sussidio di disoccupazione fra un saccheggio e l’altro.
        Il criterio con cui fare la carità è semplice: ti guardo in faccia e capisco subito se sei un vero bisognoso o un approfittatore che vuole vivere senza fare niente. E la gente che lavora nelle mense dei poveri sgama in continuazione questo genere di approfittaori.
        il sistema della sanità e dell’istruzione pubblica ha ben poco a che fare con la sanità e l’istruzione: sono giganteschi distributori automatici di stipendi ad ufo. Quindi, prima li si smantella e meglio è. Anzi, in realtà non c’è neppure bisogno di smantellarli: basta privatizzarli subito. Una volta privatizzati, una volta messi sul mercato, la gente che oggi sta lì a rubare lo stipendio (e quanta ne ho vista…) sarà improvvisamente costretta a fare una cosa nuova: LAVORARE!
        E pi, chiariamoci subito: l’impresa non è un ente caritatevole, l’imprenditore non è un benefattore. l’imprenditore mira al profitto. Ma è questo il bello, è questo il miracolo: mirando al profitto, l’imprenditore, che lo voglia o no, è costretto a fare del bene al prossimo. Infatti, se le cose nella sua azienda vanno bene e il lavoro aumenta, è costretto ad aumentare i posti di lavoro. E così porta un beneficio involontario a tante persone, che possono trovare lavoro da lui.

        • lu8051 scrive:

          Giovanna,

          Il suo scenario non è scomodo, è semplicemente irrealizzabile e semplicistico …. un bel sogno e niente di più.

          Quanto al “bene” della privatizzazione, basta pensare al successo manageriale del San Raffaele.

          un ultima nota sugli imprenditori: l’aumento del lavoro per un’azienda non provoca automaticamente un aumento dei posti di lavoro, perchè il posto di lavoro è un costo. L’imprenditore perseguirà quindi una politica che limita al massimo l’aumento dei posti di lavoro per aumentare i margini.

          • Saba scrive:

            Anche questa tua visione dell’impresa e del mercato è semplicistica e parziale. Proprio perchè l’imprenditore non è un benefattore o un funzionario della Caritas, aumenta il proprio personale “se c’è veramente bisogno”. Più realista del re. E del resto il dipendente deve puntare a un lavoro “di cui ci sia veramente bisogno”, diversamente starebbe in un ufficio statale o nel sindacato a reclamare che l’azienda “non deve chiudere” (non si capisce mai come o perchè).

            Per il resto leggi meglio quello che scrive Giovanna!

          • Giovanna Jacob scrive:

            Ha ha ha ha ha!!!! questo cià pure il coraggio di citare il sn Raffaele!!! Ma lo sa che il san Raffaele ha bruciato un decimo di quello ch bruciano ogni anno gli ospedali pubblici? Solo che se gli ospadali bruciano, poi ci pensano i contribuenti a pagare aloro insaputa. Mentre se il san Raffaele va in bancarotta, lo sanno tutti e la società può difendersene.
            E comunque, l’italia è spacciata, spacciata. C’è troppa gente avvelenta di invidia sociale e accidia sociale. Ossia, vogliono l’uguaglianza nella povertà perché non tollerano che qualcuno abbia più talento di loro e faccia fruttare i suoi talenti; e poi vogliono posti di lavoro pubblici e previdenza sociale, perché vogliono avere la pappa pronta lavorando il meno possibile.

            Per la cronaca, gli imprenditori non assumono non perché sono “egoisti”, ma perché le tasse sul lavoro per pagare lo stipendio ai fanulloni di stato sono talmente alte che è impossibile assumere senza andare in perdita.

    • Alex Galvani scrive:

      Signora Giovanna,
      mi spiace che lei citi questo sconosciuto Introvigne che non ha alcuna competenza storica, per mostrare cosa abbia fatto il Cristianesimo della schiavitu. Perche’ quel che cita e’ un delrio.
      “Con la conquista del Nuovo Mondo le potenze coloniali iniziano ad acquistare schiavi da mercanti musulmani africani e a importarli nelle Americhe,(…). La reazione pontificia è durissima: il papa Paolo III (1468-1549) dichiara Satana il padre della schiavitù e ne vieta assolutamente ogni forma di pratica[32]. Le condanne pontificie sono continuamente reiterate; si può solo lamentare che non sono osservate”.
      Tutto cio’ e’ semplicemente FALSO. Gli stati europei commerciavano in schiavi da sempre, Venezia ne era una grande importatrice, c’erano schiavi africani sin dal Medioevo in entrambe le corti pontificie, Roma e Avignon. Persino la parola “schiavo” deriva da “slavo”, che era il luogo dove gli stati italiani tardo-medievali andavao a commerciare gli schiavi. E, mi perdoni, ma anche se questa persona che lei cita avesse ragione (e NON ce l’ha), se Paolo III condanna la schiavitu’, signifca che NESSUNO PRIMA di lui l’ha fatto, il che ci porta dal III secolo al XVI secolo diritti filati senza una sola parola sulla schiavitu’.
      No, mi perdoni se glielo scrivo, ma usi storici, non apprendisti stregoni.
      Cordiali saluti

      • Giovanna Jacob scrive:

        Ha ragione, Introvigne ne sa molto meno dell’illustrissiimo studiosp Alex Galvanii!!!!!
        Comunque, io non citavo Introvigne: citavo un articolo in cui Introvgne fa la sintesi del saggio di RODNEY STARK. E comunque, visto che nel suo ragioamento circolaer chi difende la verità storica sulla chiesa non è un vero storico, ebbene scommetto che anche stark non è un vero storico. Ne deduco che per esesre veri stirici bisogna dire che la Chiesa si è macchiata di crimini più orrendi di quelli del terzo Reich, vero? Comunque, bando alle ciance, caro il mio illustrissimissimo storico, provi a smontare uno dei più importanti e documentati saggi sulla servitù nel medioevo mai scritti: ha una documentazione di prima mano talmente vasta che smontarlo è una impresa titanica anche per gente come lei, abituata a falsificare i dati storici in funzione anti-cristiana.
        Il saggio è:
        La servitù nell’età medievale di Marc Bloch.
        Bloch ridimensiona i numeri degli “slavi” e degli schiavi neri, dimostrando che il comemrcio di schiavi in Europa era ridotto ad un “rigagnolo insignificante” entro l’anno mille. Inoltre, dimostra che il “servus” medievale aveva uno statuto giuridico assolutamente diverso, inifnitamente migliore, rispetto al “servus” antico.
        Coraggio, ce la può fare a falsificare la storia, suvvia, non si perda d’animo! Voltaire, il suo maestro, disse: “Clunniate, calunniate, qualcosa resterà”

  10. maio scrive:

    Viccrep, certo che se i governi CAF Craxi Andreotti Forlani li considera di sinistra, è difficile dialogare.
    Craxi, in teoria il più a sinistra dei 3, è stato il nemico storico di Berlinguer che, se permette, aveva ben altro spessore. Non per niente ha allevato personaggi come Cicchitto, Tremonti, Sacconi, campioni del sinistrismo.
    Si rassegni, non è una questione ideologica, sono numeri: il bucone del debito l’ hanno fatto loro.
    Dopo di che, anche li c’ è l’ impietosa legge dei numeri, i governi berlusconi hanno continuato a farci indebitare.
    Capisco che sia difficile da digerire, ma a provare a risanare la situazione sono stati Prodi e, ma guarda un pò, perfino D’ Alema.

    Riguardo al benefattore Berlusconi che ha dato lavoro a 40.000 persone, secondo lei, senza di lui l’ industria televisiva si sarebbe fermata? Negli alti Paesi del mondo dove non c’ è lui, non ci sono le TV private?
    Non le sembra che gli Italiani stiano pagando a caro prezzo il benefit delle sue televisioni, in termini di informazione ad-hoc?
    Non credo lei, ma io penso che se il monopolio privato Mediaset avesse avuto l’ alternativa di 3 o 4 imprenditori diversi, avremmo un Italiano medio un pò meno Italiota.

    Dire che a livello Grecia ci ha portato Monti mi fa sorgere sei dubbi sulla sua memoria. Fino al giorno delle dimissioni del berlusca, lo spread cresceva di 20 punti al giorno.
    Con Monti perlomeno si è fermato, poi è sceso (oggi è 120 punti meno di allora) e anche i suoi risparmi valgono di più.
    Non le è mai venuto il dubbio che il passo indietro di Berlusca sia dovuto al fatto che, con il crollo della Borsa crollavano anche le sue Aziende? Altro che senso di responsabilità! Prurito del portafogli!!!

    Riguardo alle vicende processuali del Sig. Silvio, diciamo che per 7 o 8 volte , con le sue leggine ad-hoc, è riuscito a bloccare i processi, per questi che rimangono vedremo come va a finire.
    Senza mai dimenticare che un signor pinco qualsiasi può anche fare eleganti serate 3 volte la settimana, un uomo di stato NO. Un signor pinco qualsiasi può intrattenere rapporti con avventurieri di ogni risma, un uomo di stato NO.
    Spero che almeno su questo siamo d’accordo.

  11. maio scrive:

    Giovanna il suo sincero commento merita rispetto, però non mi ha convinto.
    Innanzitutto il partire col dire: “La religione di Cristo ….”.
    Cara Giovanna non mi interessa ciò che dice una Religione, mi interessa ciò che fanno coloro che dicono di riferirsi a quella religione.
    La maggior parte dei Mussulmani dice di deprecare certe violenze ma poi nei fatti, non è così pronto nel combatterle. Lo stesso, troppo spesso, per i seguaci delle 1000 religioni o sette che esistono, da sempre, sulla terra.

    Vorrei chiudere in fretta l’ argomento schiavismo, ricordando che su quelle navi c’era solitamente anche un religioso, che nelle campagne dove quegli sventurati venivano portati c’ era sempre una Chiesa e che non mi risulta che un religioso sia mai stato spretato dal Vaticano per non essersi opposto concretamente a quanto assisteva quotidianamente.

    Tea Party.
    Che quei signori riprendano un’ idea Calvinista e non Cattolica, in questo contesto interessa poco. Mi sembra interessi molto di più che un settimanale ultracattolico mostri sincera simpatia per quelle tesi: Se sei povero cavoli tuoi, io sono ricco e faccio quel che voglio io.
    Lei, Giovanna, ci vede qualcosa di Cristiano in tutto ciò?

    Per il resto, LU8051 ha già detto ciò che avrei detto anch’io.

    • Giovanna Jacob scrive:

      Bene, la discussione è finita. E’ finita perché lei travisa deliberatamente e riporta la discussione al punto di partenza, azzerando tutto quello che ho detto.
      Se lei crede di poter dimostrare che i santi e i papi non condannarono la schiavitù, lo faccia o taccia. Per la cronaca, la Chiesa ha sempre condannato la schiavitù (che infatti finì nel Medioevo) mentre gli islamici non la hanno mai condannata, al contrario. Stop.
      Se poi lei cancella con un tratto di penna tutto quello che ho scritto a proposito della virtù cristiana della carità e per giunta ci accusa di odiare i poveri e idolatrare i ricchi, bè, questo è troppo. La saluto. Stia bene.

      • lu8051 scrive:

        Giovanna, la schiavitù non è purtroppo finita nel medioevo ma in alcuni paesi parte del mondo occidentale e cristiano ha continuato a venire praticata per buona parte del 1800.
        E la segregazione razziale è stata una realtà del 1900.

        • Giovanna Jacob scrive:

          Mio Dio, ma come si fa a discutere con gente così poco informata e allo stesso tempo in malafede? la segregazione razziale è un fenomeno MODERNO legato a quella aberrante ideologia travestita da teoria scientifica che è il darwinismo. In base al darwinismo, ci sono razze inferiori (africani e mediterranei) e razze sueriori (nordici ariani). Non parda tempo a dire che l’eugenetica e il razzismo non c’entrano niente con Darwin, perché le posso citare interi brani molto espliciti tratti da L’origine dell’uomo di Darwin.
          E la schiavitù ottocentesca, cui lei fa rifermento, è anch’essa legata all’illuminismo (Voltaire investiva nel commercio di schiavi) e al darwinismo. La schiavitù era stata stroncata dal cristianesimo nel Medioevo, i tenebrosi Lumi anti-teisti e anti-cristiani, adoratori della dea ragione, l’hanno resuscitata.

  12. maio scrive:

    Caro Paolo Delfini, non mi ero accorto del suo commento, perciò mi scuso del ritardo nel risponderle.
    L’ accostamento tra CL e Tea Party non è inventato da me, ma viene obbligato dal fatto che il giornale di CL pubblica un servizio sui suddetti circoli Americani con chiara espressione di simpatia e condivisione.

    Credo che il problema sia vostro. Lei ha manifestato contrarietà a tali accostamento, tanti altri non so.
    Di certo, il settimanale Tempi, la sua interpretazione l’ ha detta molto chiara.

  13. maio scrive:

    Giovanna, se io avessi detto quello che mi attribuisce lei, la discussione sarebbe finita.
    Non so lei, ma io non vivo quotidianamente in mezzo a Santi e Papi, mi capita purtroppo spesso di convivere con gente che prende a prestito certe santità e certi grandi Papi per dimenticare le piccolezze dei troppi che si nascondono dietro di loro con i loro molto meno nobili intenti.

    Mi interessa sapere come tanti cattolici contribuiscono alla qualità di questa società.
    Non mi interessa che quel Papa, per esempio abbiano condannato lo schiavismo, mi interessa MOLTO di più che migliaia di Religiosi l’ abbiano sostenuto.
    Va bene che il Papa spesso condanni il relativismo e la sete di potere , denaro e gioie terrene che pervade il nostro mondo, ma mi preoccupa molto di più che una parte troppo importante del mondo Cattolico la domenica sera plauda al Papa e dal lunedì mattina ricominici a farsi i propri affari.

    Da che intervengo su questo forum ho sempre distinto tra il Cristiano che pratica la Carità e tanti cattolici che preferiscono l’ elemosina.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

L'articolo MV Agusta F3 e Dragster 800 RR Euro4 proviene da RED Live.

La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

L'articolo Triumph e Bajaj, insieme per le piccole proviene da RED Live.

Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

L'articolo Opel Adam Black Jack: scommessa vinta proviene da RED Live.

Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

L'articolo Beta Xtrainer 250 proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana