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dal mondo

aprile 21, 1999 Tempi

Le altre guerre
Non si combatte solo nei Balcani. La guerra in Serbia e Kosovo ha temporaneamente oscurato le notizie relative ai conflitti -piccoli, medi e grandi- che infuriano ai quattro angoli del globo. Proponiamo una rapida carrellata di notizie di cronaca e di background delle varie guerre -tratte da varie fonti, fra cui il settimanale Internazionale- senza alcunapresunzione di completezza: i conflitti in corso nel mondo sono infatti una cinquantina.

Algeria Guerriglieri islamici del Gia e forze di sicurezza stanno celebrando a modo loro la campagna elettorale per le presidenziali del 15 aprile. In attentati e scontri a fuoco nell’ultimo mese hanno perso la vita almeno 120 militari, poliziotti, ribelli e civili.

Turchia/Kurdistan Dopo l’arresto del leader del Pkk Ocalan il 16 febbraio scorso si sono moltiplicati gli attentati suicidi contro personalità dell’amministrazione turca (quattro finora) e si sono intensificate le operazioni militari nella regione curda. Nel corso di una di esse sarebbero stati catturati altri due importanti leader: Osman Ocalan e Cemil Bayik.

Irak Quasi nessuno se ne è accorto, ma il 4 aprile scorso, con la guerra balcanica già iniziata da dieci giorni, l’aviazione angloamericana ha bombardato per due volte installazioni petrolifere a Bazrkan, nel sud del paese.

Sudan Il presidente Omar el Bechir ha annunciato una tregua unilaterale globale nel sud Sudan a partire dal 15 aprile. Il governo fondamentalista di Khartum pare essere giunto alla conclusione che sia meglio porre fine alla guerra contro i guerriglieri del sud, che costa al poverissimo Sudan 1 milione di dollari al giorno, e concedere la secessione alle province meridionali. A causa della guerra, che dura dal 1956 con una pausa di undici anni fra il 1972 e il 1983, hanno perduto finora la vita 2 milioni di persone.

Etiopia/Eritrea Dopo la riconquista etiopica della regione di Badme alla fine di febbraio, si sono succedute altre offensive etiopiche e controffensive eritree fino alla fine di marzo. Da due settimane le armi tacciono.

Sierra Leone Il 6 aprile i reparti guineani dell’Ecomog (forza di intervento dell’Africa occidentale) hanno riconquistato la città di Kambia. La battaglia ha causato 200 morti. Il 30 marzo le milizie filogovernative dei “kamajor” avevano a loro volta strappato ai ribelli del Ruf la cittadina di Mile 91, dopo cinque giorni di combattimento che hanno causato 100 morti.

Repubblica democratica del Congo (RDC) L’Angola, lo Zimbabwe, la Namibia e la RDC hanno firmato l’8 aprile scorso a Luanda un accordo di mutua difesa. I primi tre paesi forniscono assistenza militare al quarto già dall’agosto 1998, da quando cioè il paese di Laurent Kabila è alle prese con una ribellione interna spalleggiata da Ruanda e Uganda. Questi due ultimi paesi sono stati condannati in un documento ufficiale e accusati di sostenere la ribellione angolana dell’Unita, che da dicembre ha ripreso le armi contro il governo di Luanda. Sabato 10 aprile, però, Kabila si è rivolto all’ex presidente tanzaniano Nyerere perché avvii una mediazione con Ruanda e Uganda.

Congo Brazzaville Continua senza risparmio di colpi la guerra fra l’esercito e le milizie del presidente Sassou Nguesso, supportato da mercenari cubani, e i ribelli dell’ex presidente Pascal LIssouba e dell’ex primo ministro Bernard Kolelas, iniziata nel settembre scorso. Quattro province meridionali del paese sono ufficialmente classificate “zone insicure”. Sassou Nguesso era risalito al potere (già detenuto dal 1979 al 1991) nel settembre 1996 deponendo a sua volta con le armi il presidente Lissouba.

Indonesia Proseguono le violenze inter-etniche e a sfondo religioso nell’arcipelago, mentre riprendono gli scontri a Timor est (vedi rubrica). Dopo i tumulti nell’isola di Ambon, dove più di 200 persone sono morte dall’inizio dell’anno, più di 160 persone sono rimaste uccise nel Borneo occidentale nella seconda metà di marzo in scontri fra daiacchi e malesi da una parte e immigrati maduresi dall’altra. Nell’isola di Kai nelle Molucche gli scontri fra cristiani e musulmani hanno causato dalla fine di gennaio ad oggi 260 morti, di cui 80 in aprile.

Colombia Victor Ricardo, commissario speciale per la pace del presidente Andres Pastrana, ha incontrato l’8 aprile scorso i guerriglieri delle Farc, che avevano sospeso i negoziati col governo a metà del gennaio scorso. L’altra forza della guerriglia, l’Eln, ha incontrato emissari governativi nel vicino Venezuela. Il presidente Pastrana vorrebbe arrivare a un accordo che ponga fine alla ribellione che dura dalla metà degli anni Sessanta e che rende insicura metà del paese.

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