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Da El Kaddouri a Sau, da Perin a Cofie: la Serie A va a pesca tra i Cadetti

maggio 28, 2012 Emmanuele Michela

Non solo Immobile e Veratti: la Serie B sforna giovani talenti a ripetizione. Ecco qualche nome su cui provare a puntare: nel tentativo di far tornare grande l’appeal del calcio nostrano.

L’ultima giornata di Serie B ha scritto i titoli di coda ad un campionato esaltante, concluso con la promozione di Torino e Pescara, e le retrocessioni di Albinoleffe, Gubbio e Nocerina. Ora la palla passa agli ultimi verdetti di play-off e play-out: tra Sassuolo, Verona, Varese e Sampdoria solo la vincente potrà chiudere il quadro delle promosse in Serie A, mentre il baratro della Serie C si aprirà per la perdente della sfida tra Vicenza ed Empoli.

In qualunque modo si archivieranno queste sentenze, lo spettacolo offerto dalla cadetteria 2011-12 è stato straordinario. E di nomi caldi per il calciomercato ce ne sono diversi: certo, tutti ormai conoscono Insigne, Immobile e Veratti. Ma di giocatori validi ce ne sono tanti altri, cui forse un pensiero vale la pena. La Serie A, si sa, ormai è un campionato sempre meno appetibile per i top player stranieri. Per questo si potrebbe provare a ripartire dai giovani delle nostre serie minori. A partire da questo undici ideale.

Portiere
Mattia Perin: classe 1992, di proprietà del Genoa ma in prestito al Padova. Di lui si dice un gran bene: con le giovanili dei liguri ha vinto nel 2010 il campionato Primavera e la Supercoppa italiana. All’esordio tra i professionisti coi patavini non ha sfigurato, ma le sue parate non sono bastate a portare la squadra di Dal Canto ai play-off. Qualche voce un po’ incontrollata lo vorrebbe al Milan per il dopo-Abbiati, anche se per ora non c’è nulla di ufficiale. Non è neanche da escludere che i grifoni se lo riprendano, per fargli fare una stagione d’affiancamento a Frey e a lungo andare farlo diventare titolare. Vedremo.

Difesa
Angelo Ogbonna: Il difensore del Torino non è una sorpresa, ma una conferma che si fa sempre più costosa. 20 milioni il prezzo chiesto da Urbano Cairo per il suo cartellino. Una cifra alta, ma non del tutto irragionevole: se i granata in questa stagione hanno ottenuto la miglior difesa della categoria è anche grazie a lui, non a caso da tempo nel giro della Nazionale di Prandelli. L’età (24 anni) e i 189 centimetri di altezza fanno di lui più di una promessa: è ormai una certezza cui le grandi squadre dovrebbero prestare attenzione.
Marco Capuano
: Non potevamo non mettere uno dei talenti di Zemanlandia. Ma ai pluricitati Veratti, Insigne e Immobile abbiamo preferito questo terzino, che si dice essersi ormai accordato col Napoli di De Laurentiis. Lui però, da buon pescarese, l’ha detto chiaro e tondo: dopo aver conquistato la Serie A con la squadra della sua città vorrebbe anche giocarla. Vedremo a settembre: preferirà uno scontro salvezza allo stadio Adriatico o una sfida d’Europa League al San Paolo?

Luca Caldirola: Ex-capitano delle giovanili dell’Inter, torna in nerazzurro dopo 6 ottimi mesi di prestito al Brescia. Verosimilmente i nerazzurri lo gireranno ancora in prestito, ma stavolta in Serie A: il Toro sarebbe alla finestra, ma il ragazzo classe 1991 fa gola anche ad altre squadre. Bene farlo maturare ancora un anno e non portarlo avventatamente in nerazzurro, dove rischierebbe di appassire in panchina.

Massimo Volta: non più giovanissimo (è un ’87), quest’anno è stato uno dei protagonisti della rimonta della Samp, capace di arrivare ai play-off dopo una prima metà di campionato inguardabile. Non è uno dei nomi caldissimi della categoria, ma dopo tanti anni di esperienza tra B e C una piccola scommessa su di lui si può provare a fare, agevolati, magari, anche da un prezzo accessibile, dato che il centrale di Desenzano non pare avere grande mercato.

Centrocampo
Alessandro Florenzi: 11 gol da centrocampista non sono niente male per un ’91 all’esordio in questa categoria, per di più in una squadra, il Crotone, protagonista di un campionato bello ma non eccelso. Cresciuto nelle giovanili della Roma, è ipotizzabile che torni prima o poi coi giallorossi, dove certo risulterà utile la sua versatilità in tante zone del campo: nasce trequartista, ma quest’anno ha giocato anche terzino, o come esterno di centrocampo su entrambi i lati. Carattere aggressivo quanto basta e grande abilità sui calci piazzati fanno di lui un vero pezzo pregiato, che difficilmente la Roma lascerà andare ad altre squadre di A interessate.

Panagiotis Tachtsidis: Greco, 1991. Anche lui di proprietà del Genoa: prima il prestito a Grosseto, poi le belle partite con il Verona di Andrea Mandorlini. Il tecnico romagnolo non si è fatto impensierire dall’età del giocatore, e gli ha dato in mano le chiavi del centrocampo scaligero. Giocate spesso superlative, grande visione di gioco e buoni numeri anche in fase difensiva. Che il suo Verona ce la faccia o meno a salire nella massima serie, lui la A la merita di sicuro.

Omar El Kaddouri: Belga d’origine marocchina, è una delle poche note positive del Brescia 2011-12. Palermo, Parma, Juve, Udinese, Lazio, Tottenham, Fiorentina… A sentire i giornali, tanti sarebbero i club interessati a lui: in fila col numerino in mano come dal salumiere, per portare le loro offerte alla corte di Corioni. Ma per ora di ufficiale non c’è nulla. Ottimo sulla trequarti, abile anche ad impostare sulla mediana, El Kaddouri ha coronato il suo bel campionato con 7 centri. Il prezzo è ancora accessibile: il suo cartellino ha un valore di 1,5 milioni di euro, ma c’è da aspettarsi che il Brescia giochi comunque al rialzo.


Isaac Cofie
: Altro bel centrocampista centrale, sempre di scuola e proprietà genoana, e sempre classe 1991. È una delle stelle del Sassuolo di Pea insieme al connazionale (anche lui, manco a dirlo, di proprietà del Genoa) Boakye, e dopo essere retrocesso un anno fa col Piacenza, quest’anno s’è trovato a farsi le ossa dalla parte opposta della classifica: mercoledì sera l’andata dei play-off con la Samp è per lui una sorta di derby. Preziosi di carte da giocare per le prossime stagioni ne ha di valide: sarebbe un criminale se riuscisse a fare male anche nel 2012-13.

Attacco
Marco Sau: il sardo è stata la vera rivelazione. Le sue 21 reti (di cui alcune sono vere e proprie perle: vedere il gol con la Samp, o la doppietta col Vicenza) hanno fatto volare la Juve Stabia, una squadra su cui pochi puntavano e che invece è arrivata a ridosso della zona play-off. Sau è un ’87, e dopo alcune stagioni in chiaro-scuro in Serie C, ha trovato l’aria giusta un anno fa nel Foggia di Zeman. Quest’anno ha fatto il salto in Serie B, dove s’è classificato secondo in classifica cannonieri. Il suo futuro pare certo: dopo una lunga trafila di prestiti il Cagliari se lo riprenderà. È davvero pronto per la Serie A?

Giuseppe De Luca: Questo sì che pare un vero talento. È un 1991, e un anno fa divenne capocannoniere del Torneo di Viareggio con sette centri (di cui uno più che pregevole, di tacco, contro la Juventus), all’inizio di questa stagione è diventato titolare e ha siglato 10 reti, un bel bottino per una seconda punta all’esordio tra i cadetti. Piccolo di corporatura e guizzante nei movimenti, ricorda un po’ Giovinco. Sulle sue tracce si dice ci sia l’Inter, ma pare che l’Atalanta abbia già avviato da tempo una trattativa. Forse andrebbe preso adesso, che ha un prezzo ancora accessibile, ma c’è il rischio che la sua giovane ma inesperta classe si bruci, rischiandola così in fretta nell’inferno della Serie A.

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