tempi.cultura Mercoledì 17 Marzo 2010 
risultato:
4.866665
 
stampa   invia   3 commenti

pag. 1 | | | |

Don Giorgio Pontiggia: Lo scandalo di Cristo

«L’idea di Dio non è Dio. Invece, quel bambino che piange e che fa tutto quello che i bambini si fanno addosso, quello lì è Dio». L’ultima lezione di don Giorgio Pontiggia

Leggi: Il costruttore di uomini

di Giorgio Pontiggia

Negli anni scolastici 2007-2008 e 2008-2009, don Giorgio Pontiggia ha svolto lezione di Religione agli studenti degli ultimi tre anni dell’Istituto tecnico e del Liceo scientifico al Collegio della Guastalla di Monza. Questi sono gli appunti della sua ultima lezione, che si è svolta il 29 aprile 2009.


Non posso più garantire una continuità di presenza, perché inizio, di nuovo, una cura per un cancro endocrino al pancreas, che ho da dieci anni. Perciò, da oggi, capovolgiamo il modo delle lezioni: i vostri professori spiegano e io, quando mi chiamate, approfondisco. Mi dispiace non riuscire a far lezione con continuità, soprattutto perché la lezione serve a me per dover dare le ragioni, a voi, di quello che affermo.

Cos’è il problema religioso
Attraverso quello che accade uno capisce chi è, non attraverso i discorsi. Questi, semmai, servono a capire quello che accade. Noi capiamo cos’è la vita non perché ci sforziamo di capirla, ma perché reagiamo a ciò che accade. Così, noi ci siamo impegnati in questi due anni a vedere con voi che cos’è veramente il cristianesimo, non a capire quello che abbiamo in mente del cristianesimo. Diceva Tolstoj che «l’idea di Dio non è Dio». Così, l’idea che abbiamo della vita non è la vita. Tu puoi avere tutte le idee che vuoi, ma la vita non è le tue idee. Allo stesso modo, l’idea che hai dell’esperienza cristiana non è di per sé una realtà, a meno che quell’idea corrisponda alla cosa. Lo scopo che abbiamo è che voi vi confrontiate con ciò che ogni avvenimento è; che vi raffrontiate non con ciò che pensate che sia, ma con quello che è la sua realtà.
Il problema religioso, abbiamo detto sin dalla prima lezione, non è il problema di Dio, è il problema della vita. Qual è, infatti, lo scopo del lavoro che abbiamo fatto? La questione è sul senso della vita. Perciò occorre sorprendere cosa sia Dio nella nostra vita. Tale sorpresa genera la domanda: chi sono io perché Tu ti curi di me?

pag. 1 | | | |

 

stampa   invia   3 commenti
tempi.commentati
1
semplicemente illuminante...

Inserito da carlo corti il 19 Novembre 2009 - 11:05am

semplicemente illuminante...

2
Non è mai troppo

Inserito da Iurop il 15 Novembre 2009 - 10:25pm

Non è mai troppo tardi!

Grazie a Tempi ho conosciuto questo sacerdote che tanto bene ha fatto ai nostri giovani e permettetemi anche a me. Leggendo questi ultimi appunti sono rimasto colpito da alcune sue affermazioni che conserverò per sempre.

Tempi mi stupisce sempre perché sa proporre quasi come un "fulmine a ciel sereno" delle perle di testimonianze o interviste che come diceva André Gide "dopo averle lette non sei più come prima".

Ringrazio il Direttore e tutta la redazione.

Continuate così!

Con stima

Mario G.

3
Non conoscevo questo

Inserito da Iurop il 13 Novembre 2009 - 10:22pm

Non conoscevo questo sacerdote, ma grazie a questo articolo ne ho potuto gustare tutta la sua carica ed adesione al Mistero fatto carne.

Grazie!

Mario G.

commenta.l'articolo

Con la ibrida Hy-Kers la Rossa si tinge di verde

Per Amis ci vuole l’eutanasia dopo i settant’anni

«Eugenio Scalfari inventa di sana pianta»

Qui Leopardi si chiama per nome

Tempi in edicola. Ecco dove e come