Venerdì 03 Settembre 2010 Chiaberge riapre la stagione dei pamphlet anti-Ratzinger. Con un catalogo di cattolici adulti così petulanti da far rimpiangere la controriforma
Ho un debole per Riccardo Chiaberge. Prima di tutto perché ha scritto un bel libro, La variabile Dio, in cui ha lasciato dire ad Arno Penzias (notevole anticlericale ed ebreo agnostico, nonché grande Nobel per l’astrofisica) e lealmente annotato che la Chiesa cattolica ebbe semplicemente ragione ad aspettare le conferme di Newton sulle scoperte di Galileo, mentre Galileo fu semplicemente puerile nella sua causa da protagonista mediatico ante litteram e di servitore del padrone mediceo. In secondo luogo, mi piace perché non è un intellettuale ambiguo e paludato, ma va dritto al sodo e non viene mai meno a un programma che non so se sia laico, ma comunque si pone costantemente, fieramente e perentoriamente all’attacco della Chiesa cattolica. Insomma, mi piace Chiaberge perché gioca a carte scoperte e declina in missione ideale ciò che per certa altra intellighenzia cosiddetta laicista è mera attitudine propagandistica e gregaria.
Inserito da altafini9 il 4 Novembre 2009 - 1:13am
Io, pero', sia chiaro, preferisco un Teodori (radicale dichiarato, e percio' schierato, anti cattolico nel dna) ad un Martini. Il primo e' un lupo con le zanne lunghe chilometri, il secondo un agnello dagli arigli luciferini.
Io, insomma, preferisco gli avversari fuori dal recinto che i sicari entro le porte, per di piu' travestiti.