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Cuffaro scrive a Crocetta: «Non tornerò in politica, andrò in Burundi»

ottobre 5, 2015 Totò Cuffaro

L’ex presidente scrive all’attuale per “rassicurarlo” sulle sue intenzioni future. Ma precisa anche i numeri della sua amministrazione, migliori di quella del governatore in carica

cuffaro-servizio-pubblicoPubblichiamo la lettera aperta che Salvatore Cuffaro, ex presidente della regione Sicilia oggi in carcere a Rebibbia, dove sta scontando una pena di 7 anni per favoreggiamento a Cosa nostra, ha scritto all’attuale presidente Rosario Crocetta. Crocetta, in un’intervista pubblicata il 2 ottobre, aveva detto di essere sicuro che Cuffaro, una volta uscito dal carcere, sarebbe tornato in politica.

Egregio Signor Presidente Rosario Crocetta, sono siciliano, amo la mia Terra e l’ho servita anche se ho commesso degli errori, e ne sono sempre più profondamente innamorato.

Mi dispiace correggerla, so che non sopporta essere contraddetto, ma non tornerò in politica, è finito per sempre il mio tempo per questa politica.

Vivere 5 anni in una cella non è stato facile ma non ho perso la ragione.
Non sono stati anni sterili, mi hanno insegnato ad amare con più intensità la vita, la mia famiglia, la Sicilia e i siciliani.

Tutti i siciliani, quelli che mi hanno dato la loro fiducia scegliendomi come Presidente e quelli che non mi hanno votato; quelli che soffrono per la mia carcerazione, quelli che sono indifferenti e quelli che plaudono.

So che non gradirà un mio consiglio ma glielo do lo stesso: si sforzi di considerare persone perbene tutti i siciliani, anche quelli che a suo tempo hanno scelto me come Presidente, d’altronde sono soltanto il quadruplo di quelli che hanno scelto lei, i quali, io sono certo, sono persone perbene e in buona fede.

Non perda tempo nel “sapere” quello che farò io, i siciliani, tutti, si aspettano che lei lavori per far crescere la Sicilia e mi addolora dirle che questo non sta succedendo.

Le imprese chiudono e ciò vuol dire meno produzione e una Sicilia sempre più povera. La Sicilia ha, in virtù della sua Autonomia, la specialità, unica tra le regioni, di riscuotere consistentemente “le tasse” o tributi che dir si voglia.

Ciò significa che il suo bilancio è condizionato da quanto riscuote.

Se riscuote meno, diminuiscono le entrate e si impoverisce il bilancio. Le altre regioni a statuto normale che non riscuotono (quasi tutte) hanno invece da parte dello Stato la stessa quota di trasferimento, anche se lo Stato in quella regione ha riscosso di meno.

Negli anni del mio Governo la spesa corrente è aumentata ma sono aumentate anche le entrate. Sono aumentate perché si sono impegnate e utilizzate le risorse Comunitarie.

Si sono fatti investimenti produttivi e infrastrutture che hanno consentito di creare occasioni di lavoro: le imprese hanno lavorato, hanno realizzato le opere dando lavoro alle persone, complessivamente è cresciuta l’economia (soprattutto in alcuni comparti, vedi agricolo, turistico, edile, ecc.) anche se non come avremmo voluto.

Le imprese hanno prodotto e pagato le tasse, e così pure le persone che hanno lavorato.
Hanno pagato le tasse, la Regione ha riscosso, ci sono state le entrate, il bilancio non ha fatto “eccessivi” buchi.

Un pezzetto di minore entrate ogni anno, un pezzetto di “buco” più grande.

Mi perdoni se le ricordo qualche dato relativo agli anni del mio governo, di quello di Lombardo e del suo. Ecco i dati, sono in %:
Tasso di Occupazione: nel 2001 era del 41%, nel 2008 45%. Nel 2012 torna al 41% oggi è arrivato al 37%.
Tasso di Disoccupazione: è passato dal 24 del 2001 al 12,9 del fine 2007. È risalito dal 12,9 del 2008 al 18,6 del 2012 e oggi è arrivato al 25%.
Occupazione Giovanile: (dai 15 ai 29 anni) dal 23 del 2001 al 26,2 del 2007, dal 26,2 del 2008 al 19,9 del 2012 e da 19,9 del 2013 al 14,7 del maggio 2015.
Disoccupazione Giovanile: dal 37,6 del 2001 al 28,4 del 2007, dal 28,4 del 2008 al 41,6 del 2012 e dal 41,6 del 2013 al 49,8 del maggio 2015.
Indice NEET: (Incidenza dei giovani dai 15 ai 34 anni Non Occupati, Non in Istruzione, Non in Formazione). Negli anni del 2001/2007 l’indice era del 26,9; negli anni 2008/2012 31,5 e in questi ultimi tre anni l’indice è del 33,9.
P.I.L. (Prodotto Interno Lordo): nel 2001 era 14,1 e nel 2007, 17,3. Nel 2012, 16,7 e nel 2014, 15,9. Negli ultimi 8 anni gli appalti sono diminuiti del 75%.
In Sicilia dal 2001 al 2007 si sono creati 101.000 posti di lavoro in più, e 133.000 disoccupati in meno, il tasso di disoccupazione è calato di quasi il 10%.

I bandi pubblici per servizi di ingegneria e architettura sono aumentati del 108%, gli investimentipubblici nel campo della sanità sono aumentati del 45% e per la pubblica istruzione del 43% (Fondi MEF e Oice)

Ed infine le maggiori agenzie rating a livello mondiale, Fichrating Moody’s e Standars & Poor’s, hanno tutte innalzato il livello di credibilità finanziaria della Regione Siciliana.

Sono tutti dati ufficiali che può facilmente verificare.

Non cerco giustificazioni né assoluzioni, sto scontando per intero la mia pena politica oltre che quella giudiziaria, ma ho creduto opportuno farle questa breve riflessione e ricordarle qualche dato, chissà magari potrà servire.

Nella sua intervista dice che lei “sa” che tornerò in politica. Lei è convinto di sapere sempre tutto, ma stavolta non sa, anzi sa male.

Se politica, come io credo, è contribuire a fare del bene, io non l’ho lasciata, mi sono impegnato a farla anche in carcere, dove, le assicuro, di fare del bene ce n’è tanto bisogno.

Il 16 dicembre, finita tutta e per intero la mia pena, uscendo dal carcere e presomi il giusto tempo per stare con mia madre, mia moglie e i miei figli, la rassicuro e la tranquillizzo, ho già preso contatto e andrò in Burundi a fare il medico volontario presso l’ospedale Cimbaye Sicilia, l’ospedale che, quand’ero Presidente, la Regione Siciliana ha finanziato con i soldi del Fondo della Solidarietà.

La morte di tanti disgraziati che fuggono dalla fame e dalla guerra, la vita di quanti toccano la nostra Terra aggrappati ad una speranza, la vita di quelli che si passano tra le mani i bambini per superare le barriere di filo spinato, ed ancor più le vite di quelli che rimangono nei loro Paesi nella guerra, nella fame e nella miseria, hanno fatto breccia nel mio cuore e nella mia mente.

Le storie di queste tragedie mi hanno convinto a voler conoscere e far qualcosa per loro vite, e non a sentire del dramma infinito delle loro morti.

Egoismo e indifferenza sono, anche loro, una tragedia infinita ma inumana della società del nostro tempo. Le azioni e i comportamenti degli uomini di Stato sono una colpa politica ed è collettiva, ma c’è anche una colpa morale che attiene alla coscienza ed è la responsabilità di ognuno di noi.

Il peggior male è quello commesso da nessuno, da persone che si rifiutano di capire o fanno finta di non comprendere e quindi non sono esseri umani.

L’eclissarsi dell’umanità è la colpa peggiore, perché è disumana, perché nega il diritto di natura e perché lì si nasconde l’orrore.

Ho maturato la convinzione che la nostra società rischia di varcare i confini dell’inumano e confesso di sentirmi in colpa. Voglio andare ad aiutarli in casa loro.

Signor Presidente se quando finirà di fare il Presidente volesse venire in Burundi la accoglierò con sincero affetto.

Rebibbia 2 ottobre 2015

Totò Cuffaro


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