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Crocetta blocca il Muos, il sistema satellitare statunitense. Viminale: «È di interesse strategico»

gennaio 14, 2013 Chiara Rizzo

Il governatore dell’isola ha bloccato all’improvviso il Muos, il sito strategico e di ultima generazione per le comunicazioni dell’esercito Usa nel Mediterraneo che sta per essere ultimato a Niscemi

Il governatore siciliano Rosario Crocetta contro il gigante Usa. Gli Usa da tempo stanno realizzando a Niscemi (Caltanissetta) un sito di grande importanza militare. Si chiama Muos, mobile user objective system, ed è un sito per la comunicazione satellitare progettato per rendere altamente efficienti e veloci gli scambi di comunicazioni tra le basi Usa: in tutto il mondo ce ne sono solo altri tre, due negli stessi Stati Uniti (Virgina e Hawaii), un altro in Oceania.
Lo stabilimento siciliano è di grande importanza perché in quel Muos si raccoglierebbero i dati dell’esercito nell’area mediterranea, che tra i paesi del nord Africa, Israele e Palestina, è un terminale ad altissima sensibilità. Il Muos di Niscemi è vicino alla base americana di Sigonella (Ct), la più importante nell’area mediterranea e nel nostro paese, ha cinque satelliti di nuovissima generazione e ormai i lavori sono in avanzato stato di realizzazione, mancano giusto le “rifiniture”. Però il sito è realizzato, previ accordi tra i due paesi (ratificati dal governo Berlusconi nel 2001 e poi da quello Prodi nel 2006), proprio nel perimetro della riserva naturale della Sugareta: ciò ovviamente ha scatenato il popolo del No-Muos locale, che la notte tra giovedì e venerdì scorsi è stato protagonista di scontri con le forze dell’ordine, mentre arrivavano al sito del Muos le antenne da montare per completare il sistema.

DOCUMENTAZIONE BOCCIATA. È così che sulla scena politica internazionale ha fatto irruzione Rosario Crocetta (il governatore del Pd, vanta una lunga militanza anche nel Pci). Questo fine settimana, proprio in seguito agli scontri di venerdì, ha deciso di prendere visione del fascicolo Muos. E sabato mattina ha scritto al dipartimento Usa di Sigonella e al dipartimento della navigazione militare della base di Napoli: i lavori del Muos sono sospesi sino a che gli Stati Uniti non gli presenteranno un’adeguata documentazione che certifichi che il Muos non nuoccia alla salute della popolazione locale e all’ambiente. Con buona pace della prima immediata conseguenza al decreto, un fortissimo imbarazzo avvertito nei ministeri della Difesa e degli Esteri, nell’ambasciata e nella marina militare Usa.
Gli Stati Uniti, a dire il vero, avevano già presentato a suo tempo nella documentazione, ma Crocetta l’ha sonoramente bocciata: «La Marina Usa ha presentato uno studio sulla salute fatto da ingegneri che non pare siano autorizzati ad emettere pareri sanitari. La Sicilia non sta violando né ha intenzione di violare i trattati internazionali. Sta solo chiedendo alla Marina degli Stati Uniti, di fornirci la documentazione mancante necessria a rendere validi i nullaosta concessi precedentemente dalla Regione. Altrimenti quei nullaosta sono sottoposti a vizio di nullità». Secondo uno studio realizzato in Italia da Massimo Zucchetti (professore ordinario di Energia nucleare al Politecnico di Torino), il tipo di radiazioni elettromagnetiche emesse dall’impianto, ma solo in caso di errore o malfunzionamento, potrebbero essere dannose alla popolazione.

IMBARAZZO DIPLOMATICO. Per Crocetta, servirebbe uno studio sull’impatto sulla salute dei cittadini realizzato da un organismo sanitario ufficiale, come «l’Istituto superiore di sanità o l’Organizzazione mondiale della sanità». Per il governatore inoltre i nullaosta ambientali emessi dal suo predecessore Raffaele Lombardo potrebbero essere nulli perché «omettono di rilevare l’influenza che le onde elettromagnetiche potrebbero avere sulla navigazione aerea». Dopo la decisione di Crocetta, i no comment si sono sprecati. «Non abbiamo commenti da fare, rivolgetevi alla Difesa italiana» hanno risposto dalle due basi dei marines di Sigonella e Napoli.
Dalla Difesa hanno fatto sapere che il ministro Di Paola è in Vietnam, quindi no comment sino a nuovo ordine; no comment anche dal Viminale, dove si sono limitati a ricordare le più recenti dichiarazioni del ministro Cancellieri sul tema («Il Muos è di interesse strategico per noi e per i nostri alleati»).

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