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Berlusconi Video: «Votiamo la fiducia al governo Letta per la pacificazione»

ottobre 2, 2013 Redazione

Sì 235, no 70. Il Cavaliere ha detto che il suo partito ha votato il governo Letta per la pacificazione, «e la speranza la conserviamo ancora». Alla Camera nasce un nuovo gruppo guidato da Cicchitto

Intervenendo in aula, Silvio Berlusconi ha detto che il Pdl voterà la fiducia. Il Cavaliere ha dichiarato che il suo partito aveva votato il governo Letta per la pacificazione, «e la speranza la conserviamo ancora». Dopo aver ascoltato il discorso del presidente del Consiglio Enrico Letta, il leader del centrodestra ha detto che l’Italia ha bisogno di un governo per le riforme. Per questo, seppur «con travaglio, votiamo la fiducia». Nel suo discorso al Senato, Letta aveva esordito così: «Cari senatori, coraggio e fiducia è quello che torno a chiedervi. Una fiducia che non è contro qualcuno ma per l’Italia e gli italiani». Il voto ha dato questo risultato: sì 235, no 70, astenuti 0 (presenti 307, votanti 305, maggioranza 153). Sei senatori del Pdl non hanno partecipato al voto: Sandro Bondi, Manuela Repetti, Remigio Ceroni, Augusto Minzolini, Alessandra Mussolini, Nitto Palma.
Intanto si rincorrono voci di creazioni di nuovi gruppi a Camera e Senato. Fabrizio Cicchitto, ieri sera al centro di uno scontro con il direttore del Giornale Alessandro Sallusti alla trasmissione Ballarò, ha depositato alla Camera la richiesta di costituzione di un nuovo gruppo parlamentare. Ipotesi che, a quanto pare, rimane per ora congelata. Il voto dei deputati era scontato: l’esecutivo ha incassato la fiducia con 435 sì, 162 no.

CONTINUI CAMBIAMENTI. Nel Pdl si sono vissute ore molto concitate. Fino a stanotte, il partito pareva spaccato in due: da un lato i filogovernativi, dall’altro chi voleva mandare a casa il governo. Ma questa mattina, arrivando in Senato, il Cavaliere si era mostrato possibilista su un ripensamento: «Vediamo che succede. Sentiamo e poi decidiamo». Successivamente si è riunito con i suoi senatori, a cui, secondo indiscrezioni, avrebbe detto: «Prendiamo una decisione comune per non tradire il nostro popolo». Secondo certi rumors, alcuni senatori del Pdl avevano già raccolto 25 firme (più 10 di Scelta Civica) per una risoluzione di sostegno all’esecutivo: tra questi, Formigoni, Quagliariello e Sacconi. Poi, l’intervento a sorpresa del Cavaliere che ha concesso la fiducia all’esecutivo.
In un’intervista a Panorama resa nota oggi, Berlusconi ha usato le parole di Guareschi per esprimere la sua tenace convinzione a non mollare: «Non muoio neanche se mi ammazzano».
Ieri Silvio Berlusconi, con una lettera a Tempi, anticipata sul nostro sito, ha ribadito di non fidarsi più di Letta e del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano (qui, invece, l’editoriale di Luigi Amicone).

IL DISCORSO DI LETTA. Nel suo discorso, Letta ha ricordato il discorso di Napolitano e detto che il suo esecutivo, pur tra le differenze di vedute tra due partiti Pd e Pdl, è riuscito a fare qualcosa. Ma – non si è nascosto Letta – il problema che è precipitato sul suo agire è stata la vicenda giudiziaria di Berlusconi. Ma le due questioni, ha detto Letta, vanno tenute separate: «Le sentenze si rispettano». «Si deve tracciare la separazione tra le questione giudiziarie di Berlusconi e le attività dell’esecutivo, i due piani non possono essere sovrapposti, in uno Stato democratico le sentenze si rispettano e si applicano, senza dimenticare il diritto intangibile ad una difesa efficace senza trattamenti ad personam o contro personam». Per questo occorre un «nuovo patto» per garantire «la stabilità». «Il governo – ha specificato – può fare bene se c’è un nuovo patto che metta da parte polemiche e liti».
«Gli italiani ci urlano che non ne possono più di “sangue e arena”, di politici che si scannano e poi non cambia niente», ha detto il premier. «Solo chi non ha le spalle larghe finisce ostaggio della paura del dialogo». «Il governo che guido – ha proseguito – è nato in Parlamento e se deve morire lo deve fare qui, in Parlamento, alla luce del sole». Una crisi («un rischio mortale») significherebbe «posticipare le riforme a favore di imprese e disoccupati, mandare nel panico i mercati, rimandare le riforme istituzionali». «Le elezioni rischierebbero di dare al paese una nuova instabilità e una non chiara maggioranza», che porterebbe a un altro governo di «larghe intese». Invece, «ce la possiamo fare, esistono dei segnali».
Il premier ha garantito che l’Italia rispetterà i patti con l’Europa sull’indebitamento («rispetteremo gli impegni con l’Europa per il 2014, il peso del debito deve ridursi e si ridurrà entro il 3 per cento») e sul pagamento dei debiti con le imprese («che un governo debole non potrebbe garantire»).

NON SIAMO GOVERNO DEL RINVIO. «Non siamo stati il governo del rinvio», ha detto Letta. «Non vogliamo nuove tasse. Gli italiani hanno pagato meno tasse per 3 miliardi di euro in questi cinque mesi. Non esistono tagli di spesa facili, va fatta una revisione con accortezza. Crediamo si possa fare una nuova spending review, con fatti, non annunci».
«Grazie al nostro governo, gli italiani hanno pagato meno tasse». Letta ha parlato dei provvedimenti del suo esecutivo su imprese, investimenti e lavoro, ribadendo che ogni azione messa in campo necessita di stabilità e di tempo. «Oggi non siamo nelle condizioni di sprecare risorse. Per noi italiani cultura ed educazione dovranno essere il cuore della nostra riscossa».
«Le parole crescita e lavoro saranno al centro della nostra presidenza in Europa nel 2014, così come l’attenzione – sulla scorta delle parole di papa Francesco a Lampedusa – al fenomeno dell’immigrazione». «Abbiamo il diritto di sognare gli Stati Uniti d’Europa, per noi e i nostri figli. Come si muore di austerità, si può morire di timidezza».
Letta ha concluso il suo intervento con le parole di Benedetto Croce: «Ciascuno di noi ora si ritiri nella sua profonda coscienza e procuri di non prepararsi, col suo voto poco meditato, un pungente e vergognoso rimorso».

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17 Commenti

  1. frank says:

    Visto che avevo ragione?
    Il problema non è Berlusconi ma “Tempi”. Che i lettori votino al più presto la loro sfiducia al settimanale dell’ideologia caratese!

  2. Nicola says:

    Il cavalliere vota la fiducia.
    Tutti gli italiani adesso dovranno ringraziarlo, perchè grazie a lui e ai suoi capricci è aumentata l’ IVA.

  3. Giovanni says:

    L’epilogo di questa vicenda dimostra una sola cosa: che Berlusconi è un pagliaccio da circo a cui importa solo di se stesso. E’ sempre stato così anche se c’è chi dal 1994 continua ad illudersi.

  4. Sergio says:

    La responsabilità obbligata di Berlusconi segna definitivamente il suo tramonto. Questo lo rende ancora più pericoloso, dopo aver ingoiato il rospo ormai è pronto a tutto.

  5. maestrale says:

    Test del Q.I. per poter votareeee!!!!!

    • Franz says:

      a quanto la soglia?

      • Manlio Pittori says:

        Con l’attuale panorama politico-partitico, credo che negli ultimi 20 anni abbia votato solo chi ha un Q.I. pari o al di sotto di 60. Chi ha un Q.I. superiore a 60, come fa a votare dei figuri del genere? Rimanendo così le cose, direi di attribuire il diritto di voto solo a chi non supera la soglia di 60. Gli altri si diano da fare per formare partiti votabili.

  6. Nicola says:

    La coerenza è la madre degli stupidi e il cavalliere questo lo sa perchè stupido non è.
    Quindi quando si è sentito abbandonato ha cambiato idea, perchè lui si sente protagonista solo quando è circondato da i suoi servi.
    Secondo me è il miglior stratega politico degli ultimi 2 secoli alla faccia del popolo italiano.
    Aaaaaa…Aaaa…Aaa…

  7. Gmtubini says:

    Ne valeva la pena di mettere in piedi tutta ‘sta manfrina per farci digerire un punto di IVA?

  8. Luke says:

    Ma questi Stati Uniti d’Europa, chi è che li vuole per davvero ?
    Noi non abbiamo fatto alcun Referendum, alcuna richiesta per ritrovarci in questo nuovo Stato, non vogliamo alcuna capitale a Bruxelles, non vogliamo sentirci dipendenti di nessuno.
    Facciano decidere al Popolo Italiano cos’è che vuole per sè, e poi vediamo.

  9. Manlio Pittori says:

    Ditemi se ho capito bene.

    1. A mezzogiorno il gruppo PdL del Senato vota per la sfiducia a Letta.

    2. Alle 13:30 Berlusconi decide di intervenire a Senato al posto di Schifani e annuncia che il PdL voterà la fiducia a Letta.

    Domanda: durerà ancora tanto questo miserabile teatrino? Ma si rendono conto, i berlusconiani, a quale livello di miseria e di indecenza si sono ridotti? Non che prima il livello fosse di molto al di sopra dello zero assoluto: ma adesso si è superato ogni limite.

  10. andrea says:

    io concordo col labiale di Enrico Letta: “è un grande”.

    Ho trovato invece piccolo piccolo l’intervento di Zanda (capogruppo PD che ha parlato subito dopo Berlusconi), inultimente estremista, polemico e umanamente un pò vigliacco.

    E da cittadino sono contento perchè, forse, sta emergendo una classe dirigente relativamente giovane di testa e idee (Renzi, Alfano, Lupi, Letta) non avvelenata dall’ideologia, non impelagata da conflitti ventennali che (si spera) sa distinguere dalle questioni personali.

    E pur antiberlusconiano da ormai anni non mi scandalizzerei se si trovasse una soluzione pacificatrice per il nodo giustizia.

  11. Manlio Pittori says:

    Ma l’avete visto Brunetta, due minuti prima che padron Silvio decidesse di votare la fiducia al governo Letta, dichiarare che il gruppo PdL al Senato aveva approvato all’unanimità la decisione di votare la sfiducia al governo Letta? Imperdibile: http://video.repubblica.it/dossier/la-crisi-del-governo-letta/crisi-governo-brunetta-senatori-pdl-all-unanimita-voteranno-sfiducia/141639/140175

    Sono al di là di ogni decenza: uno che fa una figura di merda del genere dovrebbe andare a seppellirsi subito – nel caso di Brunetta, poi, ci metterebbe anche poco.

  12. Alcofibras says:

    Pacificazione = salvare B dalle conseguenze dei suoi reati, accertati con sentenze passate in giudicato

    Se lo può scordare, tanto più che non può più causare neppure una crisi di governo.

  13. marco53 says:

    Si, ha ragione Letta, un grande. Parlano tutti di sconfitta di B, e invece è il giorno della sua vittoria, perchè non ha tradito se stesso, seguendo Alfano e gli altri. Le mezze-calzette dei giustizialisti, capaci di propinarci alla meglio ( e farci pagare) 10 o cento chiusure ILVA, o di fare gli impiegati statali lautamente remunerati ed assicurati, 2ghan in scì de cur” per fare qualcosa di positivo per il Paese. Più che parole e legalismi avete visto qualcosa da parte loro ? Il ns Paese ha bisogno di positività e iniziativa, cose che certamente B. può vantare , gli altri ….vien da ridere solo a domandarselo.

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