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«Cosa aspetta l’Occidente ad intervenire?». Drammatico appello dell’arcivescovo di Aleppo

maggio 30, 2015 Redazione

Jean-Clement Jeanbart dopo l’attacco dei ribelli alla cattedrale: «Che cosa stanno aspettando le grandi nazioni prima di mettere fine a queste mostruosità?»

suk-medina-aleppo«Che cosa sta aspettando l’Occidente a intervenire?». L’appello lanciato giovedì dall’arcivescovo di Aleppo, Jean-Clement Jeanbart, ricordando l’ultimo attacco alla cattedrale armeno cattolica distrutta da una bomba lanciata dalle milizie ribelli, è un grido d’aiuto che non può lasciare tranquilli.
«Lasciatemi essere arrabbiato – ha scritto l’arcivescovo nel testo diffuso dal sito L’Oeuvre d’Orient – perché devo confortare innumerevoli genitori umiliati dalla deprivazione che rapina i loro figli delle necessità primarie, necessarie a promuovere la dignità e la possibilità di crescere sani. Lasciatemi essere preoccupato per un numero sempre maggiore di anziani sopravvissuti e di focalizzarmi sul tentativo di garantire loro un minimo di aiuti necessari alla loro serenità, che è già profondamente provata dalla sofferenza e dal pericolo costanti».

COSA ASPETTATE? Il grido di Jeanbart si è rivolto anche alla comunità internazionale: «Lasciatemi alzare la voce per richiamare tutti gli uomini e le donne di buona volontà ad ascoltare la nostra supplica». L’Isis, infatti, che «ha già ucciso migliaia di persone nella regione, sta terrorizzando i fedeli di Aleppo. Dopo Maloula, Mosul, Idlib e Palmyra, cosa sta aspettando l’Occidente ad intervenire? Che cosa stanno aspettando le grandi nazioni prima di mettere fine a queste mostruosità?».

BARBARISMO. Riferendosi all’ultimo attacco alla cattedrale l’arcivescovo ha spiegato di non riuscire a «spiegare tutta la mia afflizione e pena sul luogo del disastro. Grazie a Dio tutti i miei sacerdoti erano illesi, sani e salvi da questo ultimo attacco alla nostra diocesi per mano dei ribelli». Pertanto, ha ripreso di nuovo, «lasciatemi essere afflitto per le case che sono state distrutte, per le chiese rese inagibili, per le attività commerciali chiuse e i negozi fatti a pezzi e per una città antica stroncata dalla disintegrazione di un patrimonio architettonico senza prezzo». E scagliandosi ancora contro l’illusione di chi ha appoggiato l’utopia ribelle, Jeanbart ha chiesto: «Lasciatemi gridare con rabbia e rivoltarmi contro un sistema globale intriso di barbarismo, affamato di potere e ubriaco di corruzione insaziabile. Lasciatemi piangere con la mia gente, violata e uccisa. Centinaia di migliaia di vittime, sacrificate con la promessa di una società migliore e la speranza di una primavera araba che non vedranno mai».

AL DIO MISERICORDIOSO. Ma siccome «non sappiamo quando esattamente tutto il nostro grande desiderio di pace si realizzerà, chiediamo al Signore che ce la conceda il prima possibile come crediamo fermamente che farà, perché grande è il suo amore e ineffabile la sua misericordia». Perciò «possano tutti coloro che credono nel Dio buono e misericordioso, e tutti coloro che hanno compassione per gli innocenti, alzare la loro voce insieme a noi chiedendo ai paesi civilizzati di agire e di portare la Pace, prima che sia troppo tardi e altri innocenti vittime si aggiungano a questo orribile spettacolo». Infine, ha domandato l’arcivescovo, «pregate con noi, vi imploro, le vostre preghiere ci saranno di grande aiuto».


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19 Commenti

  1. recarlos79 scrive:

    grazie per questo suo appello arcivescovo. se massacrano delle persone in nome della loro religione abbiamo bisogno di domandarci se dobbiamo intervenire…a tal punto è arrivato il nichilismo nella nostra società. nei capi politici, negli intellettuali, nella popolazione e persino nella curia.

    • Filippo81 scrive:

      Difficile che gli attuali governi occidentali intervengano contro l’isis, che per loro non è un problema, anzi……Gli unici che vorrebbero distruggere davvero sono Putin e Assad !

  2. Ennio scrive:

    Appunto cosa aspettate? Perche non fate una brigata ciellina “d’assalto” ? E chi vi trattiene?

  3. Manu scrive:

    Perché non interviene il “Dio buono e misericordioso” a risolvere la situazione? Non può? Ha di meglio da fare? O forse non esiste? Mi sa che a questo mondo ognuno deve arrangiarsi per conto suo e risolvere da sé i suoi problemi. Come si dice: “Aiutati che il ciel t’aiuta”, cioè “arrangiati!”. Ma non ho capito per quale motivo l’Occidente debba essere coinvolto in una questione che non lo riguarda e attirarsi così l’odio e la furia vendicatrice di folli criminali. Il vescovo di Aleppo e la sua gente, anziché cercare di coinvolgere l’Occidente e tante altre popolazioni nei loro problemi, si diano una mossa, si uniscano tra di loro e combattano contro il loro persecutori.

    • Menelik scrive:

      Leva la maschera e dillo che provi soddisfazione per quello che sta succedendo ai Cristiani laggiù.
      Li abbiamo messi noi occidentali in quella situazione.
      E nel parlamento italiano siede qualcuno (Di Batista e Sibilia del movimento cinque stelle) che hanno dichiarato di provare simpatia per l’isis e che abbiamo fatto male a fornire un po’ di armi agli eroi Curdi.
      I quali le hanno adoperate ed hanno cacciato i daesh da Kobane.

      • M5S scrive:

        Falso. Ascolti il pensiero autentico di Di Battista: youtube.com/watch?v=hKKHxpOkGLc

        • Gian"nino Stoppani scrive:

          Va bene tutto, ma che uno di cinque stelle possa avere un “pensiero” e, per di più, “autentico”…

      • Manu scrive:

        Per sua norma, Signor Menelik, io non porto maschere e, se non le spiace, stabilisco io i sentimenti che provo. E siccome non sono una persona sadica o psicopatica, non provo proprio nessuna “soddisfazione” davanti alle tragedie altrui. Ma non sono d’accordo con chi cerca di coinvolgere gli altri nei propri problemi. Se l’Occidente intervenisse in un una situazione che non lo riguarda e che è nata dalla follia devastatrice di pazzi criminali, si attirerebbe la loro ira e altre persone innocenti ne farebbero le spese. Io non lo trovo giusto. Le popolazioni perseguitate devono unirsi tra loro contro il nemico comune e combatterlo, senza coinvolgere altre nazioni che hanno già i loro problemi.

        • Rosario scrive:

          Se sua madre fosse in pericolo di aggressione cioè se sapesse che dei malfattori stanno per entrare in casa sua per farle del male, farebbe qualcosa per lei o le consiglierebbe di unirsi in gruppo a sua sorella e a sua nonna per respingere l’aggressore?

          • Manu scrive:

            Lei lasci stare mia madre, mia nonna (che, oltretutto, non c’è più, né l’una né l’altra) e mia sorella. I legami di sangue sono sacri ed è ovvio e naturale che io farei di tutto per difendere e proteggere le persone che amo. Ma non farei altrettanto per degli estranei, non mi farei coinvolgere, che so, nelle liti violente di una famiglia del vicinato, col rischio di ottenere un danno per me e per i miei cari. Cerchiamo di restare all’argomento in oggetto, senza divagare e senza tirare in ballo persone che non c’entrano niente. Io resto dell’idea che ognuno deve risolvere i propri problemi senza coinvolgere gli altri. L’Occidente non deve immischiarsi in una questione che non lo riguarda, seppure drammatica, perché altre persone innocenti ne pagherebbero le conseguenze. E i folli terroristi islamici hanno già dato dimostrazioni abbondanti delle atrocità di cui sono capaci.

            • Rosario scrive:

              Le sfugge che l’occidente ha bombardato in Libbia e ha supportato le primavere arabe quindi ne è coinvolto fino al collo. Secondo: chi sono le persone occidentali che rischierebbero la vita in caso di intervento? I nostri soldati? Beh è il loro mestiere. O forse ha più a cuore la vita di un soldato che quello di una povera donna indifesa anche se non è sua madre e quindi non è sacra…

        • Menelik scrive:

          Gentile Manu, le popolazioni perseguitate SONO GIA’ UNITE TRA LORO CONTRO IL NEMICO COMUNE.
          Infatti i Peshmerga e lo YPG (le forze combattenti Curde, che Dio li abbia in gloria), da un anno stanno raccogliendo sotto la loro ala protettrice profughi Cristiani e Yazidi, e tra costoro si sono formate delle milizie che sono legate alle formazioni combattenti Curde: sono dei leoni che combattono con una determinazione inaudita.
          Facciamo un ragionamentino elementare:
          per far fuori i daesh e liberare il territorio, e sarò più esplicito, per far sì che nel territorio liberato non ci sia più NESSUN MILIZIANO ISIS VIVO, ci vogliono armi individuali e collettive, lanciarazzi, e tanta determinazione a combattere fino alla fine.
          Di determinazione loro ne hanno tanta.
          Ma certo, con tutti gli stupri, le riduzioni in schiavitù, gli assassini truculenti………
          Il problema sono avere armi efficienti, moderne, letali, e non scassoni e fondi di magazzino.
          Ecco quello che dovrebbe essere il nostro dovere morale.
          Lei dice di temere le ritorsioni truculente dei terroristi daesh qua.
          Le do ragione.
          Le do ragione se pensiamo alla magistratura italiana.
          Infatti, il tribunale del riesame di Brescia ha scarcerato una cellula di reclutamento incastrati dalle indagini della Polizia.
          La Polizia ha fornito indizi e prove che erano reclutatori dell’isis, il tribunale del riesame li ha scarcerati in un mese.
          Manco a dirlo, appena aperte le porte del carcere (in uscita), si sono resi latitanti.
          Uno si sa per certo che ha transitato per la Turchia, dunque dove mai sarà andato?
          Grazie, giudici, e andatevene a quel paese, voi siete corresponsabili degli stupri e ammazzamenti dei delinquenti schiavisti che avete scarcerato.
          Con giudici così ha ragione a temere.
          Se la consola, i terroristi lo farebbero uguale.
          Probabilmente, con altri giudici la loro opera sarebbe più difficile, però.
          Anzi, lo sarebbe sicuramente.

        • Menelik scrive:

          Gentile Manu, le popolazioni perseguitate SONO GIA’ UNITE TRA LORO CONTRO IL NEMICO COMUNE.
          Infatti i Peshmerga e lo YPG (le forze combattenti Curde, che Dio li abbia in gloria), da un anno stanno raccogliendo sotto la loro ala protettrice profughi Cristiani e Yazidi, e tra costoro si sono formate delle milizie che sono legate alle formazioni combattenti Curde: sono dei leoni che combattono con una determinazione inaudita.
          Facciamo un ragionamentino elementare:
          per far fuori i daesh e liberare il territorio, e sarò più esplicito, per far sì che nel territorio liberato non ci sia più NESSUN MILIZIANO ISIS VIVO, ci vogliono armi individuali e collettive, lanciarazzi, e tanta determinazione a combattere fino alla fine.
          Di determinazione loro ne hanno tanta.
          Ma certo, con tutti gli stupri, le riduzioni in schiavitù, gli assassini truculenti………
          Il problema sono avere armi efficienti, moderne, letali, e non scassoni e fondi di magazzino.
          Ecco quello che dovrebbe essere il nostro dovere morale.
          Lei dice di temere le ritorsioni truculente dei terroristi daesh qua.
          Le do ragione.
          Le do ragione se pensiamo alla magistratura italiana.
          Infatti, il tribunale del riesame di Brescia ha scarcerato una cellula di reclutamento incastrati dalle indagini della Polizia.
          La Polizia ha fornito indizi e prove che erano reclutatori dell’isis, il tribunale del riesame li ha scarcerati in un mese.
          Manco a dirlo, appena aperte le porte del carcere (in uscita), si sono resi latitanti.
          Uno si sa per certo che ha transitato per la Turchia, dunque dove mai sarà andato?
          Grazie, giudici, e andatevene a quel paese, voi siete corresponsabili degli stupri e ammazzamenti dei delinquenti schiavisti che avete scarcerato.
          Con giudici così ha ragione a temere.
          Se la consola, i terroristi lo farebbero uguale.
          Probabilmente, con altri giudici la loro opera sarebbe più difficile, però.
          Anzi, lo sarebbe sicuramente.

          • Manu scrive:

            Signor Menelik, condivido ogni singola parola di questo suo intervento molto ben informato.

  4. Nino scrive:

    Purtroppo le cose non sono così semplici, non è che si può iniziare un intervento armato (perché di questo si tratterebbe) in Siria ed Iraq (per non parlar della Libia) così su due piedi

    L’unica soluzione sarebbe un intervento militare dell’Onu, che però richiede prima una risoluzione del Consiglio di Sicurezza e poi che ci siano degli Stati disposti a mettere a disposizione le truppe non per una missione di pace (sia pur pericolosa) ma per una vera e propria guerra.

    Gli stati uniti si limitano a supporto logistico ed all’uso di droni (il che vuol dire non rischiare vite umane americane), la stessa Turchia, che pure è la nazione più vicina al conflitto, non interviene perché non vuole agevolare Assad … e anche la Russia non ha interesse ad intervenire.

    Probabilmente con un intervento armato serio l’ISIS sarebbe sconfitta, ma poi?

  5. Un'artista e creativa scrive:

    il fatto è che adesso si stavano rendendo tutti conto degli errori passati, le guerre fatte per dei pretesti non veritieri (le armi di distruzioni di massa che non c’erano), Guantanamo.. la gente si scocciava per gli scontri di civiltà e le bombe intelligenti e poi ci sono pochi soldi a furia di mettere sotto pressione l’economia per F35 e compagnia bella.. e proprio in questo momento di “consapevolezza pacifista” (un po’ come negli anni ’30? speriamo di no) scoppia il più grande conflitto degli ultimi 70 anni.. Qui, forse obama, forse chi dopo di lui, dovrebbe chiedere di spostare opinione pubblica, Senato e Congresso più verso un intervento in Siria.. non è tanto bella la situazione.

  6. ivaldi mariarosa scrive:

    Continuate a fare gli appelli per i cristiani!!!
    Io prego tanto per loro! Dio mandi la pace presto e converrà i cuori dei terroristi

    • Raffaella scrive:

      Questa e’ la strada giusta, la preghiera! Le parole servono per denunciare e siccome noi siamo un niente di fronte a queste potenze che muovono le file, dobbiamo usare l ‘unica arma che abbiamo a disposizione e che è potentissima, la preghiera!

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