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La Corte europea condanna l’Italia e riconosce il diritto al figlio anche senza legami biologici

gennaio 27, 2015 Benedetta Frigerio

A una coppia viene riconosciuto un risarcimento dopo che gli era stato sottratto un figlio avuto tramite maternità surrogata in Russia. Un caso che può diventare un precedente

La Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia per aver allontanato un bambino da due coniugi che volevano essere riconosciuti come suoi genitori, nonostante non vi fosse alcun legame biologico con il piccolo.

LA VICENDA. La sentenza riguarda il ricorso presentato da una coppia di Colletorto, in provincia di Campobasso, alla Corte europa dei diritti dell’uomo nel 2012. Dopo aver fallito nel tentativo di sottoporsi alla fecondazione artificiale in Italia, la coppia si era recata in Russia per ottenere un figlio tramite la pratica, lì permessa, dell’utero in affitto. Il piccolo, nato nel marzo 2011, era stato riconosciuto dalle autorità russe e iscritto all’anagrafe di Mosca come figlio legittimo dei due coniugi. Ma l’Italia aveva dovuto negare la trascrizione all’anagrafe, data l’assenza di legami biologici. Il piccole era quindi andato in adozione, dopo che il test del Dna aveva confermato che non fosse figlio biologico dell’uomo italiano. Il giudice aveva poi considerato la pratica, illegale nel nostro paese, come «lo strumento con il quale poter soddisfare il loro desiderio narcisistico».

LA SENTENZA. Secondo l’Europa, invece, allontanando il bambino dai coniugi, la corte italiana avrebbe violato il loro diritto a poter riconoscere il figlio come proprio, condannando l’Italia a risarcire la coppia con una somma di 30 mila euro (ne avevano chiesti 100 mila). Citando l’articolo 8 della Convenzione Europea, Strasburgo ha dichiarato che «ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza» e che «non può esservi ingerenza di un’autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto». Dimenticando che il comma 2 dell’articolo precisa: «A meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria (…) alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libertà altrui». Tuttavia, precisa la Corte di Strasburgo, la decisione «non deve essere intesa come un obbligo dello Stato italiano a restituire il bambino alla coppia», dato che «ha indubbiamente sviluppato dei legami emotivi con la famiglia d’accoglienza con cui vive dal 2013», tanto è vero che il piccolo rimarrà con loro.

MATERNITA’ SURROGATA. Resta il fatto che, sfruttando un tale pronunciamento, ora altre coppie saranno legittimate a ricorrere a tali pratiche all’estero per poi farsi riconoscere i figli in Italia. Una decisione che comporta una serie di problematiche non indifferenti come sottolineato in un’intervista alla Radio Vaticana da Alberto Gambino, direttore del Dipartimento di Scienze Umane presso l’Università Europea di Roma. Così, con un’escamotage, si apre alla «maternità surrogata – che alla fine è un contratto che si fa con una donna, la quale porterà nel suo grembo un bambino che poi all’atto della nascita verrà in realtà dato ad un’altra coppia». La maternità surrogata, argomenta Gambino «non è un tema teorico, ma è un tema molto concreto, fatto di contratti – e ovviamente fra i contratti c’è dietro anche un pagamento – che cozza decisamente con la dignità della donna, la dignità anche del nascituro e in particolare la concezione di famiglia civile – e non famiglia religiosa – che c’è all’interno del nostro ordinamento civilistico».

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12 Commenti

  1. angelo scrive:

    ma ragazzi, non vorrete mica perdere il treno della storia e del progresso e finire dritti dritti su un binario morto o in una camera a gas?

  2. Alessandro92 scrive:

    Sarebbe ora di rivedere il meccanismo di funzionamento di questa famosa “Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”. Il problema dichi debba avere l’ultima parola sull’interpretazione delle leggi fondamentali e soprattutto la Costituzione è centrale oggi in Occidente.
    Attivismo giudiziario si è spinto fino a ricavare ermeneuticamente diritti dalla Costituzione o a piegare certi diritti espressamente previsti per giustificarne di nuovi. Si strappano leggi approvate dal Parlamento come la legge 40 o la legge elettorale invocando articoli della Costituzione che sono stati scritti pensando a ben altro! In una tale situazione per i legislatori è oramai inutile svolgere il proprio compito, chiedano ai togati (magari di altri 40 paesi diversi come nel caso di specie) di scrivere loro le leggi così risparmiamo tempo e stipendi

    • recarlos79 scrive:

      di questioni antropologiche se ne deve occupare il giudice o i politici su mandato popolare oppure gli esponenti delle religioni (plurale) nelle quali gli uomini e le donne cercano il senso della vita? tra un balletto fra gli indios e un convegno su Atlantide i nostri preti,vescovi,cardinali e papi sono in altre faccende affaccendati.

  3. vieca scrive:

    ecco, come vedete il problema non è solo delle coppie gay. i gay che ricorrono alla pratica dell’utero in affitto sono molto poche.
    io mi domando, perchè non si semplificano le adozioni e non si vietano gli uteri in affitto? con tanti bambini soli e bisognosi che bisogno c’è di farne uno per forza. un bambino cmq non è mai tuo, semplicemente perchè è una persona e non un oggetto!!!!

  4. To_Ni scrive:

    Hanno legittimano la compravendita di figli. Manca solo licenza commerciale ad un nuovo tipo di supermarket. Per ora basta andare in uno stato canaglia.
    La corte ha preso l’art. 8 e ci ha giocato a piacimento fissando comunque un principio.
    Se si mettono insieme tutti le iniziative intraprese, oltre questa, convergono in un punto: qualsiasi egoista ha il diritto di avere un figlio. Ha il diritto di inserirlo in una pseudo famiglia. Ma questa è relativa (due maschi , due femmine, e perche nò se c’è ammore tre etero … ) in quanto ognuno la può concepire a proprio gradimento. L’egoista, in questo surrogato di famiglia, ha inoltre il diritto di farla durare finché gli va (finche dura l’ammorre), per questo l’accesso al divorzio più veloce è sono meglio è. Il figlio, a persona che è stata chiamata alla vita senza averlo chiesto, deve accontentarsi di quello che trova, infondo c’è sempre il peggio. Trova un maschio che vuole fare la mamma …. fatti suoi, si adatta, come l’oca di Lorenz.

    • selvaggia scrive:

      toni tu se non ci metti di mezzo i gay non sei felice!
      trovo anche io egoistico accanirsi a fare un figlio con metodi discutibili quando il mondo è pieno di bambini soli. mi domando perchè non si cerca di migliorare la legge sulle adozioni assieme a rendere meno selvaggia quella sulle fecondazioni assistite

      • To_Ni scrive:

        @ Selvaggia
        I gai non ce li metto io per mia gioia, purtroppo costituiscono una parte consistente della “domanda” dell’utero in affitto o di ingredienti di produzione.
        Se tralasci l’aspetto che ti sembro una persona cattiva, o malata d’omofobia, puoi dirmi se ho detto bugie?

        • etero scrive:

          To_Ni si che hai detto bugie: le persone che ricorrono alla pratica dell utero in affitto è per la stragrande maggioranza etero.

          • To_Ni scrive:

            @ Etero
            La stragrande maggioranza delle persone sono etero quindi è ovvio che siano di più. Ed altrettanto ovvio che è una quesitone di rapporti di proporzione. Mi sono basato su una vecchia discussione su “Tempi” che riportava dal Foglio una l’indagine dell’osservatorio internazionale BioEdge che intravedeva l’incremento delle maternità surrogate sia legato ANCHE al desiderio di maternità e/o paternità dei gai .

            Comunque, nessun problema, . nel post sopra ho parlato di egoisti, è secondario se sono etero o gai. Li metto sullo stesso piano nel vergognoso comprare persone per farle gravide.

            Troppo poco per essere bugiardo (solo per aver detto “parte consistente”, capito ….parte), in particolare se l’accusa mi provenisse da uno che crede che due barbuti possono giocare a mamma e papà.

  5. Nino scrive:

    Vicenda complessa, che non è finita in quanto credo che l’Italia ricorrerà alla Camera Grande. Se capisco bene, la condanna dell’italia (a maggioranza e non all’unanimità) è relativa all’allontanamento del neonato dalla coppia (ed al suo trasferimento per più di un anno in una casa famiglia prima dell’affidamento ad un’altra coppia) che è stata ritenuta una misura eccessiva.

    E’ anche vero che, se il bambino fosse rimasto per due anni con la coppia i legami affettivi sviluppatisi avrebbero reso più doloroso il suo eventuale distacco una volta che la domanda di adozione presentata dalla coppia dopo che la registrazione del bambino come loro figlio era stata rifiutata, fosse stata rigettata.

    Presumibilmente la coppia credeva che, una volta tornati in italia con un certificato di nascita che attestava che loro erano i genitori del bambino, non ci sarebbero stati problemi, come non ci sono stati per tutte le altre coppie etero italiane che ricorrono a questa pratica. Ed è un problema specifico delle coppie etero sterili, che le coppie omosessuali non hanno

  6. maurizio scrive:

    Caro Angelo,sul binario morto ci siamo già finiti grazie al tanto decantato progresso…progresso l’utero in affitto(le case si prendono in affitto)o l utilizzo di gameti/ovuli di altre persone rispetto ai genitori(coloro che generano,non che si servono da altri)o l’affidare un bambino/a a due mamme o due papà(mamma e papà 1 e mamma e papà 2 e chi stabilisce e come chi é1 e chi è2 ?)e si potrebbe continuare ancora..per es.selezionarli già nel grembo materno o secondo certe caratteristiche somatiche…non vi ricorda qualcosa di atrocemente e disumanamente passato che,grazie a certa giurisprudenza creativa,sta tornando in nome dei diritti civili(e i diritti di chi é in grembo e,comunque,dei figli?

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