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Corea del Nord, Kim fa sbranare lo zio, poi inaugura la sua stazione sciistica

gennaio 4, 2014 Redazione

Il numero due del partito, accusato di tradimento, è stato giustiziato: sbranato da 120 cani: «Spettacolo di un’ora». Poi Kim III inaugura la stazione sciistica, aggirando l’embargo internazionale

Non è la prima notizia agghiacciante che trapela dalla Corea del Nord e non  sarà certo l’ultima. Il dittatore Kim Jong Un avrebbe fatto sbranare da 120 cani lo zio Jang Song Thaek, fino al dicembre scorso numero due del regime. Questa antica  crudele esecuzione prende il nome di “qua jue” e viene ancora utilizzata per ammazzare i nemici del regime. Non sono pochi i rifugiati in Corea del sud scappati dai campi di lavoro del Nord che hanno visto con i loro occhi questa crudele pratica.

FONTI CINESI. La notizia arriva da quotidiani di Hong Kong e Singapore. Quello che è certo – perché è stato confermato dal regime nordcoreano – è che Jang Song Thaek è stato arrestato lo scorso dicembre perché si è macchiato di crimini economici. Lo zio e mentore del numero uno è stato definito «cane», «traditore per tutta l’eternità», «feccia umana». Quello che i due quotidiani in lingua cinese hanno raccontato è che Thaek insieme a cinque dei suoi uomini più vicini sia stato sbranato da 120 cani tenuti a digiuno per molti giorni. Il tutto mentre Kim Jong Un e altri 300 funzionari stava a guardare, «fino a quando i sei non sono stati completamente mangiati, il che avrebbe richiesto circa un’ora».

NONOSTANTE LE SANZIONI INTERNAZIONALI. Ma le notizie dalla Corea del Nord non terminano qui. Che la maggioranza della popolazione del paese dipenda dagli aiuti alimentari internazionali non è una novità. Il fatto che il dittatore Kim Jong Un abbia da poco inaugurato una stazione sciistica con impianti «impeccabili» compreso di lussuosissimo resort modello Svizzera non deve scomporvi. Quello che sorprende è come il giovane trentenne sia riuscito a metterla in piedi. Non tanto per i soldi spesi, ma per il fatto che la Corea del Nord dopo i test nucleari portati avanti era stata sottoposta a sanzioni, sia dall’Onu sia dall’Unione Europea, che bloccavano la vendita a Pyongyang di beni di lusso. In molte fotografie dell’impianto – fa notare il sito NkNews.org – si possono riconoscere marchi di aziende occidentali: l’italiana Prinoth, la canadese Bombardier Recreational Products e la tedesca Kassbohrer. Come siano arrivati in Corea del Nord quei macchinari è ancora da stabilire (forse attraverso un paese terzo, probabilmente la Cina). Mentre la notizia imbarazza in alcuni paesi, Kim III ha inaugurato l’agognata stazione sciistica, che, secondo la propaganda di regime, sarebbe già «al centro dell’attenzione mondiale».

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10 Commenti

  1. beppe scrive:

    quando ci sono di mezzo i cinesi e i comunisti andrei cauto a parlare di NOTIZIE. loro sono espertissimi in propaganda e disinformazione. conoscendo la loro storia di violenza non si fa fatica a credere a notizie del genere, ma è meglio aspettare . mandiamo la brambilla per una settimana in corea.

  2. Mappo scrive:

    Beppe, probabilmente l’unica preoccupazione della Brambilla sarebbe quella di accertarsi dello stato di salute dei cani dopo tutta quella scorpacciata.

  3. Livio scrive:

    trasecolo, anzi tramillennio a sentire la pelosità di certi commenti….

  4. ragnar scrive:

    A me fa strano che in Nord Corea non si usi la grigliatura a morte. Ah già, quella è per i defettori, se non vengono spediti nei lager.

  5. FINO scrive:

    Poveri coreani, a dover sopportare un MOSTRO simile! Possibile che nessuno al mondo possa sbarazzarli di quell’essere MALVAGIO e SCHIFOSO (pur essendo cosi giovane !?!…)

    • ragnar scrive:

      L’unico modo per far fuori la dinastia Kim è una guerra. La Nord Corea di tanto in tanto fa proclami di guerra, ma sono tutte balle. Kim Jong-un sa perfettamente che una guerra è l’unica cosa che può indebolire il suo potere, soprattutto perché permetterebbe ai cittadini di fuggire in esilio.
      La spiegazione più verosimile per cui Jang Song-Thaek è stato giustiziato è che avesse intenzione di lasciare che la Nord Corea si aprisse al commercio un po’ come ha fatto la Cina negli anni 80-90. Ma questo avrebbe voluto dire permettere a molti cittadini l’espatrio.

      Dunque, per liberarsi della dinastia Kim c’è solo da intraprendere una guerra contro la Nord Corea (il popolo non ha forze perché è stroncato dalla fame e dai delatori). Ma chi ha interesse per una simile impresa?

  6. beppe scrive:

    noi siamo maestri nel denigrare la nostra cultura occidentale e ( di conseguenza) cristiana. ma tutte le volte che si conosce qualche aspetto del tanto idealizzato homo asiaticus, orientalis, c’è da restare inorriditi.

  7. Giorgio scrive:

    trovo che la Corea del Nord sia uno stato molto progredito, un modello per molti dei nostri sindacalisti, politici e simpatizzanti/elettori di sinistra, che non avrebbero altrimenti un faro cui ispirarsi

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