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Copiare l’austerità tedesca non salverà l’economia dal crollo delle Borse

aprile 12, 2012 Massimo Giardina

La giornata borsistica di ieri ha visto Piazza Affari cambiare tre volte il trend: prima una ripresa rispetto al tracollo di martedì, poi uno scivolone verso il segno meno e infine una chiusura timidamente positiva all’1,6 per cento. La volatilità sembra essere ormai la caratteristica principale dei mercati, lontani dalla tanto desiderata stabilità. Ecco perché.

Nel giro di tre ore la Borsa di Milano è riuscita a cambiare tre volte il trend. La giornata di ieri è cominciata con un timido rimbalzo rispetto al tracollo di martedì. Poco dopo però ha prevalso il segno meno che si è riconvertito successivamente e ha superato il 2 per cento chiudendo poi a più 1,6 per cento. La volatilità è la caratteristica principale in contrasto a una ormai lontana e desiderata stabilità. Non è quindi semplice analizzare la situazione attuale e soprattutto non la si può sintetizzare puntando il dito verso «i soliti attacchi speculativi». Di sicuro c’è chi nei mercati, grazie all’eliminazione del divieto di short selling (vendite allo scoperto), sta vendendo oggi per comprare meglio domani, ma bisogna prendere in considerazione più elementi.

La nostra economia reale fatica a crescere, anzi decresce, e il debito pubblico rapportato al Pil fornisce un pessimo indicatore per l’economia nazionale: un indicatore al 120 per cento che dovrà scendere in pochi anni al 60 per cento. Lo spread è una sorta di termometro che fornisce un dato di stabilità rispetto alla Germania, ritenuto il paese più sicuro dell’area euro. Lo spread misura la differenza tra due grandezze dinamiche, e se i rendimenti dei Bund diminuiscono e i Btp aumentano, l’effetto è amplificato. Questo è ciò che sta accadendo.

I Bund decennali tedeschi sono stati collocati nell’asta di ieri al loro minimo storico: 1,75 per cento. Nello stesso giorno il Dipartimento del Tesoro ha collocato sul mercato 11 miliardi di Bot al 2,85 per cento, un rendimento doppio rispetto ai risultati delle ultime aste, ma più congruo con la situazione attuale. Sono attesi per oggi i risultati delle aste dei titoli di medio-lungo periodo. Se il termometro sale un motivo c’è, ed è rilevabile dentro e fuori il nostro Paese. La causa esogena è nell’area euro: da quando è stato definito il firewall a 740 miliardi di euro anziché di 1.000 miliardi come suggerito dall’Ocse, i mercati hanno invertito il trend iniziato a gennaio e hanno bruciato i capitali guadagnati in tre mesi: il Ftse Mib nel ribasso di inizio anno misurava 14,402, il valore di chiusura dopo il crollo di martedì 10 aprile è stato di 14.459.

La soluzione approvata dai ministri europei sul firewall non lascia tranquilli gli analisti finanziari, che non vedono nell’austerità tedesca la soluzione dei tanti problemi dell’area euro. Ne è convinto anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda: per il professore della Cattolica la medicina è la tassazione. Giarda ribadisce che non verranno attuati piani di taglio alle imposte mettendo il sigillo su una politica di austerità per le imprese e le famiglie italiane. Non proprio una soluzione volta allo sviluppo economico come auspicava pochi giorni fa il ministro Corrado Passera.

Twitter: @giardser

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4 Commenti

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  2. olga65 scrive:

    temo che le riforme economiche di monti siano timide – le giro un commento ( autorevole ?) di un economista di Commerzbank – Jutta Kayser-Tilosen -The new government under Mario Monti has explicitly undertaken to improve the business conditions listed in the Ease of Doing Business Index. As yet, though, the reform plans announced have remained very vague. One measure already passed is intended to cut the
    length of legal proceedings through the establishment of a new court for corporate cases to deal with them more speedily under simplified rules. However, this reform has not yet been actually implemented.
    A thorough overhaul of the legal system is a must, as entrepreneurs currently face high costs and lengthy proceedings if they go to court. In a World Bank test case (with no bribes paid), legal
    proceedings last 1200 days, which is longer than in many emerging economies and developing countries. If this time could be cut to, say, 800 days, and all other circumstances being equal, it would still be behind Poland in the ‘Best’ quality ratings. We see little chance in the foreseeable future of Italy catching up seriously with other EU countries.
    Another weak point in Italy’s economy, according to the Ease of Doing Business Index, is the country’s tax system. For one thing,businesses have to pay some 70% of their profits in taxes and social insurance payments. In addition, the tax system is highly complex. In Portugal, by comparison, this figure is at least no higher than the EU average. And Spain has drastically reduced its tax burden by means of a temporary tax deduction programme. The Italian government is admittedly planning tax reforms aimed at shifting the income tax burden to higher consumer and property taxes. The tax increases already introduced for the purpose of budget consolidation (e.g. in the energy sector) have if anything made Italy even less competitive, though.

  3. Massimo Giardina scrive:

    grazie Olga. Visto che ha citato le statitiche della banca mondiale, mettiamo altra carne al fuoco che non fa mai male.
    http://www.tempi.it/volete-liberalizzare-liberate-le-imprese-dalla-piovra-delle-tasse-e-della-burocrazia
    Cordialità
    MG

  4. Carlo Martinelli scrive:

    Nei primi giorni della settimana entrante il ns. Paese dovrà approvare il ” fiscal compact ” , impostoci dalla Germania per ridurre drasticamente il debito pubblico.
    Il che vuol dire il soffocamento definitivo dell’economia italiana, considerata l’incapacità finora dimostrata da Monti nel ridurre in strutturalmente la spesa pubblica e nel promuovere riforme efficaci – non da barzelletta – per la crescita del PIL.
    Ci saranno solo tasse, tasse e tasse in sostanza.
    Si salvi chi può e che Dio abbia pietà di chi non può.

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