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Conte: «Carobbio e la procura sono pappa e ciccia». E la Figc risponde

agosto 23, 2012 Redazione

Conferenza stampa del tecnico della Juventus, Antonio Conte, il giorno dopo la conferma dei 10 mesi di squalifica per il calcioscommesse. Ecco alcune dichiarazioni di Conte.

Conferenza stampa del tecnico della Juventus, Antonio Conte, il giorno dopo la conferma dei 10 mesi di squalifica per il calcioscommesse. Ecco alcune dichiarazioni di Conte.

GIORNALI. «Sono allibito per i commenti di uno dei componenti della commissione che mi ha giudicato, qualcosa di grave e mai visto, reputo il comportamento di questo signore improprio e fuori dalle regole, le stesse regole che questo signore dovrebbe rispettare e fare rispettare. Questo signore forse, per uscire sulle prime pagine di tutti i giornali, fa delle dichiarazioni inopportune, non so se da tifoso, ma sicuramente inopportune che mi fanno pensare anche che c’è qualcosa di personale».

PATTEGGIAMENTO. «Il patteggiamento è un ricatto che viene fatto dai nostri stessi avvocati. Io, innocente, devo subirlo dal mio avvocato. ‘Patteggiamo, questa giustizia non consente di difendersi’. Il patteggiamento e’ un ricatto bello e buono, e’ una vergogna».

TELECAMERINA. «Ho paura, voglio avere una telecamerina per controllare i miei spostamenti, altrimenti se mandero’ un calciatore in tribuna chissa’ cosa potrebbe succedere E dico ai miei colleghi ed ai calciatori ‘oggi e’ successo a me, domani puo’ accadere a voi. Non mettete la testa sotto la sabbia, aprite gli occhi'”.

PAPPA E CICCIA. «Carobbio per la procura federale e’ ‘Pippo’, non Filippo Carobbio. Sono pappa e ciccia…».  «Carobbio e’ poco credibile per la procura di Cremona, ma Pippo e’ credibile per la procura della Figc…. Io devo sentirmi definire poco credibile dalla procura federale che invece considera credibile una persona che da 3 anni si vende le partite, i compagni e la famiglia»

MAI SCOMMESSO. «Sono 7 mesi che la mia faccia viene accostata al calcioscommesse: io non ho mai scommesso in vita mia».

RIUNIONE TECNICA. «Si parla della famosa riunione tecnica prima di Novara-Siena. Nella riunione tecnica si esaminano immagini, poi c’e’ un mio discorso motivazionale. E io davanti a 25 persone mi rendo ridicolo dicendo ‘oggi pareggiamo’?».

SPOT CALCIOSCOMMESSE. «Questa accusa infamante mi ha fatto diventare il volto del calcioscommesse, mi ha fatto diventare lo spot’, prosegue. (segue)

ILLOGICO.  ‘La procura aveva chiesto dieci mesi di squalifca per due omesse denunce. Un’accusa cade, ma la pena rimane di 10 mesi.

OGGI A ME, DOMANI A TE. «Quello che mi stanno facendo e’ una vergogna’, afferma ancora. ‘Se non ho visto nulla, cosa devo denunciare? Devo inventare? Dopo questa vicenda, ho il timore di andare nello spogliatoio e di litigare con un calciatore. Ho paura di mandare un calciatore in tribuna: domani qualcuno puo’ denunciarmi. Oggi e’ successo a me e a tanti altri: domani puo’ accadere a tutti, aprite gli occhi’.

MIELE. «Il patteggiamento sta diventando miele per pentiti falsi» (Giulia Bongiorno).

CAROBBIO. “Oggi la situazione e’ diversa da ieri. Oggi abbiamo uno scenario differente: fino a ieri avevamo il signor Filippo Carobbio, del quale tutti, compreso Palazzi, confermavano la sua grande credibilita’. Ognuno di voi sa fare le proprie valutazioni: c’e’ un bicchiere mezzo pieno. Sono stati confermati i dieci mesi di squalifica: e’ vero; ma e’ emerso ieri che il pentito Carobbio non e’ piu’ sempre e comunque credibile. E proprio sulla credibilita’ dell’uomo, che e’ stata messa in discussione, vogliamo adesso lavorare” (avvocato di Antonio Conte, Antonio De Rensis).

CISTITE DI MASSA. «Su Albinoleffe-Siena, piu’ leggevamo i fogli piu’ trovavamo la forza, con Antonio Conte, di andare avanti. E’ emerso nei fogli che, oltre all’attacco di natura personale del signor Carobbio, altre 15 persone, che erano presenti ai fatti, non sono state deferite. Erano presenti nello spogliatoio; ma non sono state deferite. Palazzi ha detto: non li ho deferiti perche’ non potevo immaginare che fossero li’: si potrebbero essere assentati infatti per andare in bagno. Allora penso o ad una cistite di massa o a due ipotesi. Una la potete immaginare; l’altra porta a pensare che e’ stata ricercata non la verita’, ma ‘una verita’. Credo che le vostre menti sappiano elaborare quello che e’ un dato di fatto. Bisogna superare il personalismo. C’e’ un problema grosso come una casa che, al di la’ delle bandiere, bisogna risolvere». (De Rensis).

PROSCIOGLIMENTO. “Per il terzo grado siamo orientati, senza dubbi, a chiedere il proscioglimento” (De Rensis)

E LA FIGC RISPONDE. Roma, 23 ago. – (Adnkronos) – Filippo Carobbio, uno dei pentiti del calcioscommesse, non e’ un ‘mitomane’ e non merita ‘l’etichetta di ‘bugiardo incallito’ come anche di quella di soggetto di ‘assoluta credibilita’, per come affermato dalla Commissione Disciplinare Nazionale’. Lo afferma la Corte federale della Figc che ha pubblicato le motivazioni della sentenza sul calcio scommesse relativa al filone di Cremona. Le dichiarazioni di Carobbio devono ‘essere valutate oggettivamente prescindendo da quello che sembra un vero e proprio preconcetto, nel bene e nel male’.

Le parole di Carobbio hanno contribuito a determinare la squalifica di Antonio Conte: il tecnico della Juventus e’ stato condannato a 10 mesi di stop per l’omessa denuncia relativa alla presunta combine del match Albinoleffe-Siena. La Corte ‘ritiene che la teoria, elaborata dalla difesa del Conte, secondo la quale Carobbio sarebbe un soggetto che avrebbe, in modo quasi scientifico e peraltro a freddo, costruito un vero e proprio castello di menzogne al fine di causare un gravissimo pregiudizio alla societa’ del Siena e al sig. Conte, non convinca affatto’.

‘Quanto, poi, al fatto che Carobbio sarebbe un ‘bugiardo incallito’, sia consentito osservare che cio’ costituisce nulla piu’ di una asserzione della difesa dell’odierno ricorrente, rimasta del tutto priva di dimostrazione’, si legge nel documento di 13 pagine.

Se anche ‘si volesse dare credito alla tesi del risentimento personale, nutrito da Carobbio nei confronti del Siena e di Conte, questa Corte evidenzia come il predetto sentimento non sarebbe in grado di giustificare il comportamento di Carobbio, il quale avrebbe inventato di sana pianta l’esistenza di diversi illeciti sportivi, coinvolgenti diversi tesserati del Siena, solo perche’ non gli era stato concesso un permesso per assistere la propria moglie al momento del parto ovvero perche’, dopo la promozione in Serie A, era stato ceduto ad una squadra di Lega Pro, peraltro dietro pagamento di una consistente buona uscita’. ‘Se cosi’ fosse, saremmo veramente in presenza di un mitomane -si legge-; il che questa Corte si sente di escludere con decisione’.

‘Non e’ convincente’ la tesi secondo cui Carobbio agisca per risentimento e ‘non convince’ nemmeno quella secondo cui il pentito cercherebbe ‘di alleggerire la propria posizione in sede penale, nella quale gli vengono contestate gravissime accuse, quale quella di associazione a delinquere pluriaggravata anche dal carattere transnazionale della associazione, che, se provate, lo consegnerebbero al carcere per svariati anni’.

La Corte, quindi, ‘ritiene che il sig. Carobbio non meriti l’etichetta di ‘bugiardo incallito’ come anche di quella di soggetto di “assoluta credibilita'”, per come affermato dalla C.D.N. (espressione, quest’ultima che ha dato la stura alla difesa di Conte per parlare di una sorta di divinizzazione di Carobbio) e che le dichiarazioni dello stesso debbano, pertanto, essere valutate oggettivamente prescindendo da quello che sembra un vero e proprio preconcetto, nel bene e nel male’.

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