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Con Mafia capitale la “macchina del fango” della stampa si è evoluta. Ora sputa a capocchia, a destra come a sinistra

dicembre 11, 2014 Redazione

Da Repubblica a Libero, ormai ai giornali basta veder “spuntare” un nome nelle intercettazioni per rilanciare la “notizia”. «Ricordate le valigette di Alemanno?»

«Prendi un’indagine, leggi le carte, fai una scrematura dei nomi, metti da una parte quelli che ti stanno simpatici e dall’altra quelli che ti stanno sulle palle, poi premi il pulsante “on” del frullatore, metti tutto insieme, aggiungi un po’ di cacca qua e là, versa in un recipiente il frullato, accendi il ventilatore e fai andare gli schizzi più lontano possibile: qualcosa succederà». È questo secondo il Foglio il «metodo collaudato» grazie al quale campa da anni in Italia il «circo mediatico-giudiziario». Tuttavia, nota sempre il quotidiano di Giuliano Ferrara in un editoriale pubblicato oggi, con l’indagine “Mafia capitale” si nota una variazione in questo «spartito».

NOTIZIE DALLE CHIACCHIERE. «Un tempo – prosegue il Foglio – per buttare fango addosso a qualcuno, era necessaria la dichiarazione di un pentito, il contenuto di un’intercettazione, un avviso di garanzia. Oggi, invece, per buttare fango serve ancora meno. È sufficiente una chiacchiera in cui Tizio e Caio parlano di Sempronio per lanciare letame addosso a Sempronio». La macchina del fango insomma si è per così dire “evoluta”, tanto per i giornali di destra quanto per quelli di sinistra. È appena il caso di ricordare come è stata trattata la “notizia” del presunto viaggio in Argentina di Gianni Alemanno con le valigie piene di soldi contanti, diceria spifferata al telefono tra gli intercettati dell’inchiesta che i giornali – di destra e di sinistra – all’unisono hanno riportato senza esitazione l’8 dicembre, salvo poi dover precisare il giorno dopo che la stessa procura aveva trovato «nessun riscontro» della cosa.

IL NOME CHE «SPUNTA». Osserva l’editoriale del Foglio: «Sia i giornali di sinistra, Repubblica, sia quelli di destra, Libero e il Giornale, cercano in tutti i modi i “link” che possano portare acqua al loro mulino. Stampa di sinistra: a Roma la fogna è bipartisan ma è la destra che ha mangiato più degli altri (avete presente le valigette di Alemanno?). Stampa di destra: a Roma la fogna è bipartisan ma tutti sono “coinvolti” e guardate cosa dicono di Fassina, di D’Alema, e così via». Dal punto di vista di un quotidiano da sempre garantista, però, la macchina del fango 2.0 ha un problemino, che sarebbe gigantesco per la libera informazione in uno Stato di diritto: qualunque accusa, pettegolezzo, sproloquio o infamia, qualunque schizzo di fango viene rilanciato e amplificato «senza una prova, manco un indagato. Solo con le millanterie. La spia per capire quando i giornali entrano in modalità fango si accende quando in un titolo si legge la parola “spunta”. Spunta il nome di Tizio. Spunta il nome di Caio. Così, quando leggete la parola “spunta” regolatevi da voi», conclude il Foglio. «Sappiate però che trattasi non di giornalismo, ma di un modo come un altro per sputare sull’avversario».

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1 Commenti

  1. antonio scrive:

    la coop 29 giugno stava preparando ALLA GRANDE il suo 30ennale. papa franceso l’ha scampata per un pelo. ve lo immaginate davanti al ricordo commosso per don di liegro, la palombelli, i fratelli taviani, dire – fingendo di improvvisare – ” bravi davvero questi della 29 giugno! ”. proprio per un pelo! ringrazi i magistrati e non faccia lo scherzo di beatificare don luigi, l’ingenuo.

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