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Compri titoli di Stato tedeschi e britannici. Ci perdi. Sei pazzo? No, ti tuteli

gennaio 16, 2012 Massimo Giardina

Perché i titoli tedeschi e britannici sono venduti con rendimenti negativi? Risposta: servono da garanzia, come richiede il meccanismo del prestito della Bce. Le banche italiane hanno utilizzato la garanzia statale permessa dall’articolo 8 della manovra salva-Italia per 40 miliardi e hanno portato a casa liquidità per 116 miliardi.

Buone notizie dal fronte (come vedete dal grafico pubblicato oggi dal Sole 24 Ore che abbiamo qui sopra riprodotto). L’asta dei Buoni ordinari del tesoro (BoT) a 12 mesi  promossa dal ministero del Tesoro si è conclusa ieri in modo positivo per le casse italiane. Il rendimento lordo di aggiudicazione con cui sono stati collocati 8,5 miliardi di euro è stato pari al 2,735 per cento. Il prossimo 16 gennaio verranno a scadere BoT per 7,7 miliardi di euro, tutti relativi al titolo annuale con un rendimento del 2,067 per cento.

In un anno i rendimenti sono peggiorati, ma se si comparano i dati di ieri con quelli registrati a novembre e a dicembre, il ministero del Tesoro può tirare un sospiro di sollievo. Infatti nel novembre 2011 il rendimento lordo per i Bot a 12 mesi è stato del 6,087 per cento, mentre in dicembre del 5,952 per cento.
L’abbassamento dei rendimenti dell’asta di ieri, tradotto in cifre, significa un minor esborso in conto interessi di circa 270 milioni di euro.

Se si dà uno sguardo al di fuori dei nostri confini si nota che la tendenza sui rendimenti dei titoli di Stato di breve periodo è ribassista. Il dato più interessante riguarda i Bubill tedeschi, collocati con dei rendimenti negativi. Cosa significa? La risposta potrebbe sconcertare i tradizionali risparmiatori che, se comprassero dei titoli di Stato tedeschi di breve periodo, ne registrebbero una perdita invece che un guadagno. Infatti, gli equivalenti dei nostri BoT con scadenza a 3 mesi e a 6 mesi hanno un rendimento del -0,05 e del -0,001. Praticamente sono stati venduti alla pari. Lo stesso fenomeno si è verificato anche fuori dall’euro: anche i Gilt britannici sono stati collocati con rendimenti negativi.
In Spagna, uno dei paesi “a rischio” dell’area euro, ha visto calare notevolmente i propri rendimenti di breve periodo. I trimestrali sono passati da un 5,48 per cento al 1,03 per cento. La stessa cosa si accaduta anche per i semestrali e annuali iberici.

Un punto di sintesi che accomuna gli eventi appena citati è la Banca centrale europea.
Primo punto. L’iniezione di liquidità della Bce, attraverso il prestito di 489 miliardi all’1 per cento di dicembre, ha dato alle banche la possibilità di ritornare massicciamente nei mercati primari di collocamento. Paradigmatico è il caso che riguarda l’ultima asta spagnola: le stime prevedevano delle richieste per 5 miliardi di euro; le richieste sono state di 17 miliardi.
Secondo punto. La durata triennale del prestito della Bce determina l’aumento esponenziale per le richieste di titoli di breve periodo, ne ha conseguito un forte calo dei rendimenti: i Bot annuali hanno registrato una diminuzione di oltre il 60 per cento e il collocamento di oggi di 3 miliardi di Btp triennali ha visto una diminuzione del tasso di interesse da 5.62 per cento dello scorso mese a 4.83 per cento. Il giudizio degli operatori del settore sull’asta è meno positivo rispetto ai dati dei Bot degli scorsi giorni. In sostanza più aumentano i periodi d’investimento più i rendimenti tendono a mantenersi alti.
Terzo punto. Perché i titoli tedeschi e britannici sono venduti con rendimenti negativi? Risposta: servono da «collateral», cioè da garanzia, come richiede il meccanismo del prestito della Bce. Le banche italiane hanno utilizzato la garanzia statale permessa dall’articolo 8 della manovra salva-Italia per 40 miliardi e hanno portato a casa liquidità per 116 miliardi. Qual è il ragionamento? Le banche comprano titoli di Stato sicuri, come i britannici e i tedeschi e li usano come collateral presso la Bce. Ci perderanno qualcosina, ma mettono nelle loro casse una quantità di liquidità con effetto leva ad un tasso dell’1 per cento. Plauso a Draghi, i conti tornano.
Twitter: @giardser

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