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Compagni ciellini, siamo all’aut aut: o la sacrestia o la libertà

ottobre 18, 2012 Luigi Amicone

Se l’ideale cristiano si muta nella notte in cui tutte le vacche sono nere e, per non essere infastiditi, si deve subire la luce del potere che oscura tutto, bè, meglio ritirarsi e rintanarsi.

«La verità è che il movimento sta tentando disperatamente di non pagare dazio, di chiudere la parentesi formigoniana così come si licenzia un allenatore che ha vinto tanto ma è diventato ingombrante». Per capire la campagna che da molti mesi ha di mira Comunione e Liberazione, bisogna leggere l’articolo apparso ieri sul Corriere della Sera, a firma di Dario Di Vico. Articolo la cui tesi principale è enucleata nel titolo: «Ha creduto di essere diventato il capo». Affermazione riferita a Formigoni e attribuita al solito anonimo ciellino. Così confezionato, l’articolo del quotidiano di Via Solferino si presenta come un sequel di un editoriale di Gad Lerner, messo in pagina da Repubblica qualche mese fa, anch’esso incentrato sulle presunte divisioni interne a Cl, gole profonde e l’”ingombrante” Formigoni.

Certo, è un fatto che uno dei perni delle interessate ricostruzioni e speculazioni giornalistiche ruota intorno alla famosa lettera di don Carron a Repubblica. Lettera in cui si ammetteva che «se il movimento di Comunione e Liberazione è continuamente identificato con l’attrattiva del potere, dei soldi, di stili di vita che nulla hanno a che vedere con quello che abbiamo incontrato, qualche pretesto dobbiamo averlo dato». E in cui vi era un forte richiamo alla “purificazione” («Per questo non abbiamo altra lettura di questi fatti se non che essi sono un potente richiamo alla purificazione, alla conversione a Colui che ci ha affascinato»). Naturalmente agli osservatori interessati non interessa tanto se e come questo richiamo abbia avuto seguito. Interessa piuttosto (o soltanto) affrettare l’archiviazione dei 17 anni di Formigoni in cima al Pirellone ed evitare che in qualunque modo esperienze di politica e amministrazione come quella di Formigoni abbiano un qualche seguito e sviluppo.

Naturalmente il non detto giornalistico è che, come un’automobile usata si rivende o si porta al rottamatore, così Cl è un usato sicuro se utilizzato nei percorsi brevi e interni al mondo cattolico. Mentre è escluso, che il movimento possa mantenersi su strade pubbliche senza incorrere nell’alt ed eventuale sequestro delle forze dell’ordine. Secondo un motto che valse all’epoca dei totalitarismi: chi ama la res pubblica avrà la mano mozzata. Secondo una aggiornata e più raffinata variante di quel motto: “Chi ama Gesù Cristo si tenga il suo amore ben stretto, ma nelle sacrestie delle chiese”.

Quel che Di Vico spiega con moderazione, come un buon paparino che ha a cuore il destino del figliolo incappato in un pasticcio, Repubblica e altri giornali che per principio ripugnano persone e comunità non conformiste lo esplicitano con ira, disprezzo, sberleffo. E con così tanta esagerazione e narrazioni ad effetto, che un lettore non lombardo sarebbe portato a concludere che nella terra di Manzoni, Comunione e Liberazione è più simile a un ‘ndrina che a un movimento cattolico.

Ora, a tutta questa operazione di mistificazione e torsione di Cl a partire da categorie e carte giudiziarie – perché di questo si tratta, si tratta dell’utilizzo a scopo giornalistico e come oro colato dei fari costantemente accesi da certi magistrati e specialmente accesi su certi attori e non altri – non si può rispondere altro che con i fatti. L’operazione è squisitamente politica. E in quanto tale mira a mettere fuori gioco o comunque rendere irrilevante, ridotta, monca, una presenza di libertà, dunque incentrata sulla persona, e perciò, tra tanti limiti e difetti che sono di ciascuna e qualunque famiglia umana, presenza ricca di conoscenza, cultura e pratica della realtà.

Non a caso si pretende dare i numeri dei professionisti, medici, insegnanti, che farebbero riferimento a Cl. E li si pretende dare con quel pizzico di perfidia e malevolenza che tende a suggerire nel lettore l’idea di una setta paracadutata su un certo territorio per la conquista e il mantenimento di un certo potere. Il che non sarebbe nulla di nuovo rispetto agli anni in cui Cl era qualificata come truppa cammellata. “Parà di Cristo” dicevano dei ciellini le versioni migliori delle penne rosse, gialle e nere. “Servi della Cia” le peggiori. Ora come allora, cioè ai tempi in cui non usava la legalità come arma, viceversa, la legalità era un affare borghese e giustizia si faceva a colpi di spranga, non c’è che una risposta alla diffamazione e all’invito a rintanarsi nelle sacrestie: i fatti di una presenza.

In altre parole: anche se Formigoni dovesse essere chiamato a rispondere in tribunale di accuse e ipotesi di reato, tanto più si deve avere la forza, il coraggio, la determinazione, di distinguere eventuali responsabilità personali di Formigoni, dai fatti di eccellenza politica e amministrativa che ha rappresentato il fenomeno Formigoni in Lombardia. Fatti che non può cancellare nemmeno Gesù Cristo e che anche solo se paragonati a come sono andate le cose della politica e dell’amministrazione della cosa pubblica in questo paese negli anni in cui Formigoni è stato presidente della Lombardia, spiegano lo spread positivo che ha oggi la Lombardia rispetto a tutte le altre regioni italiane.

Di fronte a un panorama desolante, di fallimento totale, non solo della politica, ma dell’amministrazione della cosa pubblica da parte dei funzionari statali e dell’amministrazione della giustizia da parte dei funzionari togati, la Lombardia è stata ed è l’unica eccezione degna di nota.

Monti e i suoi tecnici arrivano per salvare l’Italia dalla bancarotta. Monti e i suoi professori certificano la spesa fuori controllo, documentano il fallimento delle amministrazioni pubbliche, attivano un piano di rientro dal debito pubblico attraverso una grandinata di tasse e tagli che non ha eguali nella storia della Repubblica. E’ davanti a questo tracollo politico ed economico nazionale che, al netto dei fenomeni di corruzione (documentabili in Lombardia in tanti episodi, ma in gran parte dell’Italia non sono fenomeni, è un sistema, ed è un sistema nemmeno spesso mai indagato, vedi la Campania del ventennio Bassolino) la parabola di Formigoni dice nei fatti che, grazie a un certo cattolicesimo popolare e a una certa sapienza amministrativa, la Lombardia è l’economia e la politica che tutta Italia bramerebbe avere. Per questo la Lombardia formigoniana dà fastidio ed è finita sotto una campagna mediatica senza precedenti e che dura da un anno. Perché è un’anomalìa così indigesta ai poteri che hanno ridotto l’Italia così come l’Italia è stata ereditata dal governo Monti, che dev’essere cancellata, archiviata e dimeticata in fretta.

Compagni ciellini, se non capiamo questo, alziamo bandiera bianca e non perdiamo altro tempo in chiacchiere. Ci si può contrire per i propri errori. Ci si può pentire dei propri peccati. Ci si può disporre alla purificazione. E tutti, con la grazia di Dio, si deve cambiare. Ma se l’ideale cristiano si muta nella notte in cui tutte le vacche sono nere e, per non essere infastiditi, si deve subire la luce del potere che oscura tutto, bè, meglio ritirarsi e rintanarsi. Non solo rispetto alla politica. Ma da tutta la vita di tutta la gente. Infatti, a che serve alla fede in Cristo una politica a cui si arriva per educazione, responsabilità, tensione ad abbracciare la totalità della vita, tutte cose che insegna la chiesa di Gesù Cristo, oltre che tutto l’insegnamento di don Giussani su Gesù Cristo?

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25 Commenti

  1. Daniele, Napoli scrive:

    tuttavia è strano che in altre associazioni / movimenti religiosi queste “circostanze critiche” non ci siano.
    Eppure anche loro hanno amicizie politiche, amici imprenditori, amici liberi professionisti, …
    Devo forse ritenere che la CdO sia sfortunata? O che C.L. e CdO attirano più “furbetti” degli altri?
    Se non ricordo male, fu il Cardinale Ratzinger a dire che la Chiesa è una compagnia sempre riformanda. Forse sarà il caso di studiare come mai altri movimenti ed associazioni non hanno il numero di indagini che ha la CdO (e di conseguenza C.L.) anche perché continuando così il rischio è veramente di finire in sacrestia. Sbaglia chi difende gli indagati, non bisogna essere moralisti, ma nemmeno stupidi! Mio padre, ad es., diceva che se una cosa non la si può ottenere con le proprie capacità, ci si ferma; non si va a cercare amicizie da cui farsi aiutare. E non tiriamo in ballo la solita storia che il cattolicesimo popolare dà fastidio. Frequento C.L. da 24 anni e, ad ogni accusa, ho sempre sentito questa spiegazione (cominciando dal settimanale Il Sabato).

    • Charlie scrive:

      Se permette, sig. Daniele, io tenterei di rispondere alla sua domanda, anche se non sono di CL, ma cattolico e formigoniano.

      Nel Decreto di riconoscimento della Fraternità di Comunione e Liberazione dell’11.02.’82 si legge, tra l’altro:

      ” 3. La coerente ed entusiastica affermazione del proprio ‘ carisma ‘ e la profonda ‘ affectio societatis ‘ che ne deriva, sono indubbiamente premesse fondamentali per lo sviluppo creativo e fecondo di ogni associazione.
      Tale affermazione è per essa un dono di Dio.
      L’associazione fonda così radicalmente la propria identità e originalità.
      Non invano l’esperienza mostra che i tempi di crisi e di confusione dell’identità e degli obiettivi di un’associazione si manifestano nella debolezza e nella sterilità delle sue realizzazioni e dei suoi contributi.
      All’altro estremo, per l’esaltazione euforica e smisurata della propria identità e contributo, possono manifestarsi all’interno di un’associazione tentazioni di autosufficienza aggressiva. ”

      A me sembra che le caratteristiche sociologiche e psicologiche rilevate dalla Chiesa Cattolica istituzionale, Maestra di umanità, ben si attagliano a tutto il Movimento, oltre che alla Fraternità di CL.

      E’ evidente che il taglio ” interventista ” della Fede cattolica dei ciellini, educati dal carisma di Mons. Giussani, non può che far emergere personalità che esprimono bene quelle peculiarità così ben descritte sopra.

      Con tutti i pregi e i difetti ad esse connesse: realizzazioni d’avanguardia e contiguità a ” circostanze critiche ” .

      Indubbiamente da queste ultime sono più aliene le trappiste di Vitorchiano ( che non rientrano nella definizione sottostante, a scanso di equivoci ! )

      Insomma, tra le ” gatte morte di sacristia” e ” chi rischia di sporcarsi le mani “, c’è un ” mare magnum ” navigabile da santi, peccatori e approfittatori.

      • fulvio scrive:

        come da quei primi 12, insomma; ke c’ è d nuovo ke possa scandalizzare? E’ il dramma della libertà. Ma dalla correzione reciproca, dal perdono, allo stracciarsi moralisticamente le vesti condannando (sempre + spesso senza discernimento e provata cognizione d causa), ce ne passa !

    • Enrico scrive:

      Daniele, queste “circostanze critiche” ci sono ovunque solo che le tengono coperte perchè tanto non danno fastidio. Nessuno ha mai stilato l’elenco dei politici appartenenti ad altre associazioni cattoliche o laiche, ma per quel poco che ricordo quando O.L.Scalfaro è stato sospettato di fondi neri ad uso personale gli è bastatto un “non ci stò” a reti unificate per fermare la magistratura. Quando Emilio Colombo è stato sorpreso con la cocaina…dopo due giorni silenzio. Quando Lusi dice di aver dato soldi a Rosy Bindi nessuno indaga o ne scrive. Quando venivano accusati Moro, Fanfani, Andreotti? Chi mai ha collegato queste persone all’Azione Cattolica a cui appartenevano e appartengono? Fossero stati di CL ….maremmina cara…

    • Daniele, Napoli scrive:

      ringrazio Charlie (18 ottobre alle 18:49) ed Enrico (18 ottobre alle 23:55) per le loro risposte o commenti che dir si voglia.

  2. luigi lupo scrive:

    Se qualche persona aveva ancora dei dubbi che CL governava in Lombardia l’articolo deve averli cancellati.

    Piccolo particolare non ho mai visto il simbolo di CL sulla scheda elettorale.

    Volete governare perchè pensate di essere i migliori? trasformate il movimento in partito e poi correte come gli altri.

    L’unica raccomandazione, ve ne prego, non candidate ancora la Minetti. Era nel listino Formigoni (CL) o sbaglio?

  3. viccrep scrive:

    quello che mi stupisce è che qualcuno (comePoppi) crede ancora che di fronte alla efficiente, efficace amministrazione della Lombardia non esista un disegno sinistro che già si è verificato in passato parlo di mani pulite.
    Allora dalla distruzione dei partiti fatta dalla magistratura inquirente si salvò solo il Pci, che fu indagato dalla Parenti, i carabinieri arrivarono fino in via delle botteghe oscure, sede del pci, misero tutti i documenti in un armadio apposero i sigilli, il giorno dopo quando tornarono trovarono l’armadio vuoto e nessuno sapeva nulla (sembra quasi una storia riconducibile ad altro) e tutto finì lì.
    Oggi di fronte al disastro italia l’unica che funziona bene è la lombardia e così bisogna distruggerla (secondo la sinistra sempre forcaiola).
    Allora avanti con le inchieste con le menzogne facciamo di ogni erba un fascio.
    Mi chiedo ma la magistratura nel periodo bassoliniano era in ferie?
    in sicilia dove abbiamo una regione in banca rotta si occupa del presidente della repubblica e altre quisquilie, in emilia spariscono di notte documenti in sacchi neri (sono recidivi),
    e la stampa che va per la maggiore ha già giudicato condannato formigoni e qualcuno altro, mentre l’unico rinviato a giudizio è penati e il suo sistema quindi l’unico male per ora sembra essere quello di sinistra.
    L’importante è buttare fumo sparare su tutti, su CL che non centra nulla se alcuni di cl sono indagati, ma in questa strategia della distruzione l’importante è sputar sentenze, magari fiancheggiati da qualcuno che ha il coltello dalla parte del manico, come proprio successe con mani pulite dove negli anni successivi moltissimi furono gli assolti e nessun pm che abusò della carcerazione preventiva, dove venivi incarcerato senza motivo per farti confessare o estorcere una confessione, nessuno di loro ha pagato responsabilmente per inguai provocati le vite rovinate e i suicidi.
    Molto più facile fare il male distruggere anziché costruire.
    Grazie formigoni e a tutti i tuoi collaboratori che hanno lavorato in modo onesto, la menzogna cerca di vestirsi di verità e fa dei danni.
    peccato per i lombardi perché quando come prevedo buona parte delle accuse cadranno e molti avranno sofferto per nulla, tutta la menzogna passerà nel dimenticatoio.
    Adesso obietteranno sul malaffare del voto di scambio dimostrato nelle intercettazioni un gran rumore, che nasconde il vuoto del resto.
    Purtroppo andrebbero perseguiti i disonesti e allontanati quelli giudicati colpevoli non i sospettati, ma saremmo in un altro paese

    • sofia scrive:

      Sì, e calcolando che in genere la magistratura indaga solo verso destra c ‘é da meravigliarsi che ci siano tre casi così importanti di indagati della sinistra (Vendola , Errani e Penati). Chissà quanti altri casi nascosti ci sono. E che dire poi del caso dei radicali, denunciati dal loro ex tesoriere Danilo Quinto, e a cui la magistratura non ha dato seguito sebbene si trattasse di denunce circostanziate? Verrà il giorno del giudizio!
      Sofia

  4. ivan scandolara scrive:

    caro Luigi,
    non discuto sull’intelligenza e sulla avvedutezza del tuo pensiero.
    È proprio vero, molti vorrebbero i cristiani relegati nelle chiese.
    Il nostro carisma invece ci ha lanciati nel mondo.
    Però, per l’esperienza che ho, ho imparato che più dell’intelligenza o della lungimiranza di un’analisi perfetta ci interessa ultimamente la santità.
    Senza un odierno paragone con il carisma rimane solo l’analisi.
    Ti invito per il bene del Movimento e quindi di tutti noi e della Chiesa, a paragonarti personalmente e seriamente con il carisma. Il carisma che ci guida oggi non altro.
    Tu mi insegni che la virtù dell’amicizia è l’obbedienza.
    Credo che non ci sia bisogno di dirti altro.
    Un abbraccio
    Ivan

    • Daniele, Napoli scrive:

      Ivan, se posso permettermi.
      Obbedienza in materia di fede. Per di più solo nei modi stabiliti (quali il Papa che parla ex cathedra).
      Nel caso di un movimento / associazione religiosa è prevista la partecipazione, non l’obbedienza. Anche perché partecipare significa capire perché la Chiesa o i dirigenti del movimento ci dicono alcune cose. Così si cresce meglio 😉 Non dimentichiamo, infatti, che l’unico scopo di un movimento / associazione è guidare le persone all’incontro con Cristo.

    • Charlie scrive:

      Egregio sig. Scandolara,

      forse il sig. Amicone avrà capito il messaggio, ma io – semplice lettore – no.
      Sarebbe così gentile da farlo intendere anche a me, che non sono un ciellino.
      Dopo tutto, questa bacheca è pubblica.
      Quindi non si stupisca della mia domanda.
      La saluto cordialmente.

      • ivan scandolara scrive:

        Cari lettori Daniele e Charlie,
        per come posso cerco di spiegare il mio pensiero.
        È proprio vero quello che dice Daniele:il Movimento è nato ed ha come unico scopo quello di aiutarci ad incontrare Cristo. In un modo particolare, proprio del carisma di Don Giussani, per cui per molti è risultato seguendolo più bello, semplice e corrispondente vivere il cristianesimo.
        Penso quindi semplicemente che qualsiasi battaglia politica, sociale o culturale che in qualche modo faccia passare in secondo piano lo scopo per cui è nato il Movimento vada intrapresa e portata avanti con una attenzione, umiltà e prudenza particolari. Tanto più in un momento in cui evidentemente si cerca di colpire, usando le debolezze umane di bersagli noti, proprio quell’approccio di Don Giussani per cui nulla di ciò che accade ci è estraneo; nemmeno la politica.
        In ultima analisi a che pro rischiare di esporre al massacro esperienze vive, operanti e miracolose come quelle nate dalla sequela intelligente al carisma ( penso ad esempio ai Memores Domini, a molte opere, alle associazioni non-profit )?
        Detto questo, penso che ognuno abbia diritto ad agire come crede, ma ho anche imparato che una sequela personale al Carisma, ed oggi per non lasciare dubbi dico Don Julian Carron, sia l’aiuto più grande perché il Movimento continui (magari oggi con meno poltrone) a facilitare agli uomini l’incontro con Cristo. Mi auguro che qualsiasi battaglia giusta, pensiero geniale o intuizione formidabile non dimentichino questo passaggio. Ci interessa diventare santi cioè fare la volontà di Dio e nostro malgrado non obbligatoriamente nel modo che ci appare più intelligente.Se il problema fosse affermare un principio giusto sarebbe bastato un uomo saggio: non ci sarebbe servito Cristo.
        Avanti dunque oggi più che mai con un impegno serio e totale con la realtà, dentro la politica, l’imprenditorialità e la cultura, ma preghiamo non ci manchi mai l’umiltà e l’intelligenza di un paragone con chi ha generato nella nostra storia questa passione.
        Proprio amici come Formigoni, Simone e Amicone mi hanno insegnato questo metodo e per questo ringrazio Dio di averli incontrati.

    • luigi lupo scrive:

      Se si rivolge a me le dico francamente che non ho capito nulla di quello che voleva dirmi. Nel caso, non si preoccupi, è solo colpa mia.

  5. Ruggero, Gozzano (NO) scrive:

    Questo editoriale conferma l’incomprensione grave della redazione di “Tempi” sulla natura del carisma di don Giussani. Ciò che descrive Amicone sarà adeguato a residuali sacche amicali di Carate Brianza, ma nulla ha a che vedere con ciò che CL è oggi, soprattutto nel mondo.
    Quando al posto della contemporaneità si opta per un’ideologica malinconia ciò che ne scaturisce è triste, anacronistico, sterile.

    • biagio venturi scrive:

      grazie, Ruggero. le tue sono le parole più vere e intelligenti che si siano lette su questo sito da anni a questa parte. mi auguro che il direttore della rivista ci rifletta su e cambi registro al più presto, visto il già notevole contributo al nichilismo che la sua nicchia brianzola ha dato. un abbraccio.

  6. fanfuffo scrive:

    ma vergognatevi! nelle scuole di comunità di cl, le riunioni di catechismo tanto x intenderci, il capogruppo tende sempre a un concetto di fondo: della legge degli altri non ce ne frega niente, noi abbiamo diritto a tutto xké il bene di cl è il “bene comune”
    tutto il resto è poesia

  7. Enrico scrive:

    Buon Marco Melotti, la cosa difficile, credo, è l’essere aperti al prossimo senza pregiudizi e contemporaneamente essere selettivi, rigidi e intransigenti.

  8. Romano Guerinoni scrive:

    Carissimo Amicone , da ciellino non da sagrestia, l’odore di incenso non mi aggrada, condivido la tua esortazione, ma evitiamo con il richiamo di dare fiato proprio a quelli che vogliono spaccare CL tra formigoniani e non. Nessuno che vive intensamente l’incontro con Cristo, che Don Giussani ci ha testimoniato e Don Carron testimonia , pensa di fuggire la realtà. Nel mio lavoro nel sindacato Cisl non ho mai fatto il “sindacalista cattolico” ma un cattolico che faceva il sindacato. Non ho mai chiesto i voti ai ciellini, tra l’altro sarebbero stati pochi visto lo scarso interesse per il tema di molti nostri amici, tranne poi ovviamente chiedere il mio aiuto se c’erano problemi, ma il consenso come le sconfitte credo di essermele guadagnate sul campo, perché questo avevo ben capito da Don Giussani (e lo dice uno che solo una volta in vita sua è riuscito a parlargli pochi minuti). Quindi convengo , gli errori ci possono stare ma non potranno mai allontanarmi dall’incontro che ha dato senso alla mia vita e far venir meno l’unità tra di noi , compresa la politica e l’intelligenza di capire di non cedere a questi nuovi borghesi che ben hai identificato nel tuo articolo.

  9. Andrea, Varese scrive:

    Beato John Henry Newman “Fede e Settarismo” Il rischio della formazione di una setta attraverso la fede religiosa

    Trascrivo degli scritti di John Henry Newman tratti dal dal Sermone XIV “La Sapienza, opposta alla fede e al settarismo”. L’intero sermone si può leggere in scritti filosofici ed. Bompiani

    “L’uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno” 1 Corinzi, II, 15

    Il sistema, che è l’anima stessa, o, per essere più precisi, la causa formale della filosofia quando venga esercitata su una conoscenza adeguata, quando o nella misura in cui la conoscenza è limitata o incompleta, produce, o tende a produrre, soltanto teorici, dogmatici, filosofanti e settari.

    Fede e Settarismo:

    Ora, certamente, la fede si può confondere con il settarismo, con il dogmatismo, con la sicurezza di sè e con simili abitudini della mente, per diverse plausibili ragioni…..

    La fede, dunque, per quanto sia una supposizione, ha questa peculiarità, che viene esercitata con senso di responsabilità. Quando le nostre supposizioni riguardano un ambito vasto, quando si sforzano di essere sistematiche e filosofiche, quando ci si abbandona ad esse in materia di speculazione, non di comportamento, non in riferimento a se stessi, ma ad altri, è allora che meritano il nome di SETTARISMO e di dogmatismo. Infatti, in tal caso facciamo un uso errato della luce che ci viene data, e confondiamo quella che è “lampada per i miei passi” ( Salmi 119, 105 ) con quello che è il sole per il cielo.

    Ancora, è vero che la fede come il settarismo sostiene affermazioni dogmatiche che vanno al di là della sua conoscenza. Usa parole, frasi proposizioni, accetta dottrine e pratiche che capisce solo parzialmente, o non capisce affatto. Ora, finchè queste affermazioni non sono connesse a questioni di questo mondo, ma a cose celesti, naturalmente non sono prova di settarismo. Come la più ampia esperienza della vita non tenderebbe ad eliminare il mistero della dottrina della Santa Trinità, così neppure la più limitata ci priva del diritto di affermarla. Molta conoscenza e poca conoscenza ci lasciano davvero come eravamo, in materie di questo genere.

    Ma il caso è molto diverso quando sono in discussione questioni di carattere sociale o morale, che pretendono di essere regole o massime per l’aggregazione o la condotta politiche, per il benessere del mondo, o per la guida dell’opinione pubblica.

    Ora, che di fatto la fede possa finire nel settarismo, o possa intrecciarsi con il settarismo in questo o quel caso, naturalmente non lo nego; nello stesso tempo, queste due disposizioni della mente, qualunque siano le loro somiglianze, differiscono nel loro dogmatismo in questo:

    ■Il SETTARISMO dichiara di comprendere ciò che afferma, benchè non sia così; esso argomenta e inferisce, rifiuta la fede, e fa sfoggio della ragione al suo posto. Esso sopravvive, non abbandonando l’argomentazione, ma argomentando in un unico modo. Assume non una posizione religiosa ma filosofica; avanza il diritto della sapienza, mentre la fede fin dall’inizio rende gli uomini desiderosi, con l’Apostolo, di essere folli per Cristo. Hanno i loro termini e i loro nomi per ogni cosa; e non si devono toccare più di quanto non si tocchino le cose che indicano. Parole di partiti o di politici, di tempi recenti, ai loro occhi sono tanto una parte della verità, quanto se fossero la voce della Scrittura o della Santa Chiesa. Hanno la loro unica idea o la loro nozione preferita che si presenta loro in ogni occasione. Hanno uno o due luoghi comuni, che tirano fuori di continuo, in una specie di pedanteria e hanno le loro forme, gerarchie e usi, che a loro sono tanto sacri quanto i Sacramenti datici dal Cielo.

    ■La FEDE inizia mettendo da parte il ragionamento, e propone invece la semplice obbedienza ad un comandamento rivelato. I suoi discepoli dichiarano di non essere nè statisti nè filosofi; che non sviluppano principi nè costruiscono sistemi; che il loro fine ultimo non è la persuasione, la popolarità o il successo; che fanno solo la volontà di Dio, e desiderano la sua gloria. San Paolo diceva: “Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti. Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perchè nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio”

    Come varia il mondo circostante, così variano anche, non i principi della dottrina di Cristo, ma la forma esteriore e il colore che essi assumono. E così la Fede è sempre lo strumento per apprendere qualcosa di nuovo, e in questo aspetto differisce dal Settarismo, che non ha elementi per avanzare in essa, ed è nella persuasione pratica di non aver niente da imparare. Per la mente angusta e il settario diciotto secoli di storia della Chiesa sono incomprensibili e inutili.

    E’ la peculiarità della fede, dunque, quella di formare i suoi giudizi in un senso di dovere e responsabilità, con l’attenzione al comportamento personale, secondo le direttive rivelate, confessando la propria ignoranza, senza preoccuparsi delle conseguenze, in spirito docile e umile, eppure su un raggio di temi che neppure la stessa filosofia può superare.

    In tutti questi aspetti essa è opposta al settarismo dove Gli uomini di mente limitata, lungi dal confessare ignoranza e dall’affermare la verità principalmente per dovere, dichiarano, come ho appena osservato, di comprendere la materia che affrontano e i principi che vi applicano. Non vedono difficoltà. Ritengono di sostenere le loro dottrine almeno tanto in base alla ragione quanto in base alla fede; e si aspettano di essere in grado di convincere altri a credervi, e sono impazienti quando non riescono a farlo. Pensano di professare proprio la verità che rende facili tutte le cose. Hanno la loro unica idea o la loro nozione preferita che si presenta loro in ogni occasione. Hanno uno o due luoghi comuni, che tirano fuori di continuo, in una specie di pedanteria, essendo incapaci di discutere, in un modo naturale e non costretto, o di lasciare che i pensieri prendano il loro corso, fiduciosi che alla fine giungeranno a casa sani e salvi. Forse hanno scoperto, come pensano, l’idea guida, la semplice visione, o la somma e la sostanza del Vangelo; e insistono su questo o quel principio isolato, scelto da loro stessi a danno del resto dello schema rivelato. Vedervi meno di quanto vedono loro, significa, nel loro giudizio respingerlo; vedervi di più, significa dissimulare. Hanno i loro termini e i loro nomi per ogni cosa; e non si devono toccare più di quanto non si tocchino le cose che indicano. Parole di partiti o di politici, di tempi recenti, ai loro occhi sono tanto una parte della verità, quanto se fossero la voce della Scrittura o della Santa Chiesa. E hanno le loro forme, gerarchie e usi, che a loro sono tanto sacri quanto i Sacramenti datici dal Cielo.

    Il vero Cattolicesimo è commisurato alle esigenze della mente umana; ma si trovano spesso persone sorprese di non poter persuadere tutti gli uomini a seguirle, e non possono eliminare il dissenso, predicando una parte del sistema divino, invece della sua totalità.

    Nessuno è tanto imbevuto di una fede che ama da non avere forse qualcosa di settario da dimenticare; nessuno è di mente così angusta, e pieno di sè, da non essere influenzato, è da sperare, in una certa misura, dallo spirito della fede.

    Facciamo sempre nostri la preghiera e il tentativo, che possiamo conoscere l’intero consiglio di Dio, e crescere nella misura della statura di Cristo; che ogni pregiudizio, la fiducia in se stessi, l’insincerità, l’irrealtà, la sicurezza di sè e la partigianeria possano essere eliminati da noi alla luce della Sapienza e al fuoco della fede e dell’amore; finchè non vedremo le cose come le vede Dio, con il giudizio del Suo Spirito e secondo la mente di Cristo.

    John Henry Newman

    Sono un ragazzo di 23 anni, mio padre è di cl, ho sempre frequentato il movimento da quando ho cominciato il liceo fino all’anno scorso. Mi sono convertito in modo vero solo quando ho smesso di stare in cl anche se tuttora ho amici ciellini con cui condivido la vita. La mia conversione è arrivata per Grazia, dopo tanta inquietudine, depressione e dolore profondo, 9 mesi fa a Medjugorje. Dopo questa grazia la mia vita è cambiata in tutti i sensi e ripensando alla mia esperienza nel movimento mi sono accorto che nel metodo di cl c’è qualcosa di marcio (ma forse mi sbaglio). Dalla mia esperienza e dalla testimonianza che tuttora mi danno le persone cielline che frequento vedo chiaramente una sorta di alienazione nei confronti del movimento, una voglia di essere i migliori cristiani in assoluto, un attivismo esagerato, un’idolatria per Don Giussani e un attacamento morboso verso il suo pensiero e metodo. Perchè secondo te? Perchè se porti un’idea cristiana ma diversa da quella di Don giussani i ciellini non ti ascoltano e ti prendono per un pazzo?

    Dopo la mia conversione profonda ho iniziato a leggere moltissimi libri dei santi della chiesa e nei loro scritti mi ritrovo tantissimo mentre in quelli di cl c’è qualcosa di strano che non capisco. Inoltre, dopo la conversione, ho superato l’alienazione che mi aveva colpito anche a me. Avevo in mente che solo i ciellini erano brave persone che avevano capito il senso della vita, pensavo che solo stando nella compagnia potevo essere davvero felice e vivere il cristianesimo, solo seguendo il loro metodo. Ma non è vero perchè prima io non ero felice eppure mi era rimasta nella testa questa idea falsa. Naturalmente non voglio fare di tutte le erbe un fascio nel senso che ci sono anche brave persone nel movimento però il grosso è fatto di settari che per i quali il Papa è Carron e la Chiesa è solo cl.

    L’ultima domanda è perchè in cl non si parla mai dell’inferno, del giudizio di Dio, della gravità del peccato, del demonio e della salvezza eterna? Perchè non si parla mai dell’interiorità, delle cose spirituali ma solo dell’esteriorità?

    • Poppi Pippo scrive:

      amen fratello, ce ne siamo andati da CL per lo stesso e identico motivo…..

      • Charlie scrive:

        Insomma, caro Poppi, tu te ne sei andato da CL per le stesse ragioni di Andrea, perché vedevi pessimi esempi di cristiani.
        E poi sei andato a lavorare presso un pornoattore ?

        La tua sensibilità cristiana offesa si è riscattata alla grande !

        P.S.: guarda che non voglio fare il moralizzatore.

        La tua libertà è sacra e avresti anche potuto scegliere di fare il ” gigolò “, ma voglio solo sottolineare la tua logica un po’ … bizzarra !

        Come fare il medico obiettore di coscienza contro gli aborti e scoprire che tutti o quasi lo fanno per far carriera sotto un primario ciellino ( per fare un esempio in linea col tuo pensiero ) .

        E, a questo punto, incazzarsi come una belva e … fare il medico abortista a tempo pieno !

        E, per ultimo, ti ricordo che non sono di CL.

        • Poppi_Pippo scrive:

          “Come fare il medico obiettore di coscienza contro gli aborti e scoprire che tutti o quasi lo fanno per far carriera sotto un primario ciellino”

          hai sbagliato qualcosa nell’esempio che hai preso perchè rispecchia già la realtà….

          P.S
          se non ci sei arrivato dasolo, io in questo caso mi porrei delle domande a riguardo, il mio profilo FB è stato fatto per provocare e non rispecchia quello che sono veramente, secondo te esiste una laurea in phicologia ?!?!? no perchè se esiste ti prego dimmi in che università che mi immatricolo all’istante…

          • Charlie scrive:

            Caro Poppi,

            il tuo profilo non l’ho guardato.
            Ho preso per buono quello che hai dichiarato tu.
            Adesso l’ho visionato.
            Ti sei definito anche ” non credente ” nel profilo.
            Spero che tu non lo sia diventato a causa dei cattivi esempi cristiani che dici di aver riscontrato in CL.
            Non sarebbe un alibi per me per spegnere la ricerca di ” un Centro di gravità permanente che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente ” .
            In questo senso ti faccio i migliori auguri per una ripresa di questa ricerca.

            P.S.: se l’esempio che ho fatto rispecchiasse effettivamente la realtà, come sostieni tu, non solo non sarebbe sbagliato, ma calzante il doppio.

  10. Mauro Ripa scrive:

    Ci fossero stati 10 formigoni in Italia, forse non saremmo ridotti così.

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