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Common Core. La riforma dell’istruzione americana non piace? Basta mettere a tacere gli oppositori (cattolici)

settembre 28, 2014 Francesco Amicone

La Cardinal Newman Society ha denunciato le pressioni da parte di un’organizzazione finanziata da Bill e Melinda Gates per dividere i cattolici e convincerli a rinunciare agli attacchi contro le linee guida sull’istruzione

Il supporto degli americani al “Common Core”, la riforma dell’istruzione promossa dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, continua a scemare, dicono i sondaggi. Le linee guida comuni sull’istruzione, supportate da una rete trasversale di politici e associazioni private, e accolte, hanno finora ottenuto un solo grande successo: aver obbligato la maggior parte degli stati americani ad aderirvi, per avere accesso ai finanziamenti federali all’istruzione. Niente Common Core, nessun finanziamento. Così 44 stati su 50 hanno accettato formalmente la riforma. Sempre di più, però, il dibattito pubblico americano si concentra sull’inadeguatezza delle linee comuni (dalle perplessità sull’insegnamento della matematica a quelle sulle imbarazzanti letture consigliate dal programma). Così, alcune associazioni private, su tutte, la Bill e Melinda Gates Foundation, cercano di rimuovere gli ostacoli e mettere a tacere le critiche facendo pressione sui critici, comprese le associazioni educative cattoliche.

OPPOSIZIONE CATTOLICA. A denunciare le pressioni contro gli oppositori del Common Core è la Cardinal Newman Society, un’associazione educativa cattolica da sempre in prima linea contro la riforma dell’istruzione. La Cardinal Newman Society sta conducendo una battaglia contro l’adesione al Common Core da parte degli istituti cattolici, con la campagna “Catholic is our core“. L’associazione aveva già invitato un anno fa i vescovi americani a rigettare le norme comuni, perché contrari ai principi educativi cattolici. Il common core, sostiene l’associazione, non è obbligatorio, è pensato per la scuola statale, viola il principio di sussidiarietà e non ha nulla a che vedere con il sistema educativo cattolico.

LA MAIL. Le critiche alle linee guida non sono apprezzate dalla fondazione dei Gates. Cosicché, alla fine di agosto, Sara Pruzin, ex membro dello staff di Nancy Pelosi, dipendente del Council Strong for America, associazione finanziata dai Gates per promuovere il Common Core, ha mandato una mail a 50 educatori e leader cattolici, tra cui sovrintendenti in una dozzina di stati e funzionari del National Catholic Educational Association (NCEA), per convincerli ad attaccare la Cardinal Newman Society. «Siamo preoccupati per gli attacchi stridenti provenienti da una parte della comunità cattolica», ha scritto Pruzin. «Sono imprecisi e orientati più a dividere che a informare. Riteniamo che sia importante rispondere alle affermazioni negative sul Common Core, piuttosto che lasciarle cadere senza risposta».

COMMERCIANTI O EDUCATORI? La Fondazione Gates ha sovvenzionato anche alcuni potenti organizzazioni cattoliche per promuovere (o non ostacolare) l’adozione del Common Core. L’anno scorso ha dato 100 mila dollari alla National Catholic Educational Assocociation, mentre negli anni precedenti ha concesso 248 mila dollari alla cattolica DePaul University e 556 mila dollari al Cristo Rey Network. «Non si contano i lobbisti, attivisti, ricercatori, sindacati, think tank e politici che sono stati pagati per promuovere il Common Core», ha spiegato ieri William Donohue, presidente della Catholic League, alla rivista della Cardinal Newman Society. «Fin dall’inizio hanno agito più come commercianti che educatori», ha spiegato Donohue, riferendosi ai promotori della riforma. Il presidente della Catholic League ha poi osservato che l’applicazione del Common Core è molto lontana dal successo, ricordando anzi che «l’implementazione del Common Core nello Stato di New York, uno dei primi Stati ad adottarla, è un misero fallimento: il rendimento scolastico sta regredendo».

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