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Come usufruire delle detrazioni per i familiari a carico? Come si calcolano? Le risposte dell’esperto

novembre 7, 2013 Massimiliano Casto

Dichiarazione dei redditi e riduzioni di imposta relative a figli, coniuge e altri parenti a carico. Il nostro tributarista chiarisce i dubbi di un lettore

Massimiliano Casto, autore di questo articolo, è Tributarista e Consulente del Lavoro. Chi avesse interrogativi particolari o volesse sottoporre domande su questioni riguardanti la fiscalità può scrivere a studiocasto@virgilio.it, specificando nell’oggetto: “Fisco semplice”. Altri quesiti li potete trovare qui.

Salve!! Sono straniero e lavoro in settore edile. Non sono bene informato per quello che riguarda le detrazioni sui familiari a carico. Sarebbero gli stessi assegni familiari che ricevo in busta paga? Se no, mi potete dare, gentilmente, un consiglio su come si fa ad usufruirne? Grazie anticipatamente.
Dumitru Dogot

Le detrazioni sono una riduzione dell’imposta e non degli assegni familiari
Quando presentiamo la dichiarazione dei redditi, sia essa il modello Unico o il modello 730, è possibile avere dei vantaggi fiscali se i familiari possiedono un reddito personale complessivo inferiore a 2.840,51 euro: in questi casi il contribuente ha diritto ad una riduzione dell’imposta.

Queste detrazioni, che si hanno anche durante il rapporto di lavoro e cioè nello stipendio mensile, possono essere riferite al coniuge, ai figli, o ad altri familiari; inoltre, sono rapportate a mese e vanno conteggiate dal mese in cui si verificano i fatti per cui spettano.

Un altro fattore dal quale può dipendere la detrazione per carichi di famiglia è il reddito del dichiarante: maggiore è, minore sarà la detrazione spettante. Secondo il Testo Unico sui Redditi, i familiari per i quali possono spettare le detrazioni sono:

• coniuge, i figli e in loro mancanza i discendenti più prossimi;
• i genitori e in loro mancanza i discendenti più prossimi;
• i fratelli e le sorelle;
• i suoceri le nuore ed i generi;
• gli adottati.

In particolare, per il coniuge e i figli la detrazione spetta se sono fiscalmente a carico anche se non conviventi o residenti all’estero. Per gli altri familiari è necessario che convivano con il contribuente.

La detrazione per coniuge a carico
Per chi è dipendente o pensionato o si occupa della compilazione della dichiarazione dei redditi, pare opportuno fornire precisazioni in merito alla detrazione per coniuge a carico, le cui regole per il 2013 ricalcano quelle dell’anno precedente, visto che non sono state oggetto di riforme.

Si fa riferimento per la detrazione Irpef in oggetto all’articolo 12 del TUIR, il Testo Unico delle imposte sul reddito, che stabilisce che:

«Dall’imposta lorda (Irpef) si detraggono per carichi di famiglia i seguenti importi per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato»:

• 800 euro, diminuiti del prodotto tra 110 euro e l’importo corrispondente al rapporto fra reddito complessivo e 15.000 euro, se il reddito complessivo non supera 15.000 euro;
• 90 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 40.000 euro;
• 690 euro, se il reddito complessivo è superiore a 40.000 euro ma non a 80.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 80.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 40.000 euro.

La maggiorazione Irpef: ecco a quanto ammonta
Si prevedono anche delle maggiorazioni per la detrazione per coniuge a carico. In particolare la detrazione in oggetto viene aumentata di un importo pari a:

• 10 euro, se il reddito complessivo è superiore a 29.000 euro ma non a 29.200 euro;
• 20 euro, se il reddito complessivo è superiore a 29.200 euro ma non a 34.700 euro;
• 30 euro, se il reddito complessivo è superiore a 34.700 euro ma non a 35.000 euro;
• 20 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 35.100 euro;
• 10 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.100 euro ma non a 35.200 euro.

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