21 Gennaio 2010
Il mondo dei replicanti, di Jonathan Mostow
Nel futuro per motivi di sicurezza l’umanità è stata soppiantata da controfigure robotiche che agiscono per conto loro. Ma qualcosa va storto.
di
Simone Fortunato
Surrogates, come dice il titolo originale. Surrogati, marionette meccaniche levigate e perfette che, collegate con il cervello degli uomini, fanno vivere in tutta sicurezza la vita, emozioni e sesso compresi. Se qualcosa poi va storto i manichini verranno sostituiti. Bella idea, inquietante e nemmeno troppo lontana da un mondo che ti obbliga a usare il cappuccio ma non il cervello. Fantascienza intelligente, tra Matrix e Strange Days, dove la vicenda è fortemente metaforica con un paio di belle sequenze, in particolare quella in cui Bruce Willis, torna a calcare i marciapiedi della città dopo che per anni si è fatto sostituire dal sosia di plastica. Peccato che poi a metà film, il regista Mostow viri dalla parti del thriller trito e ritrito, fracassone e prevedibile.