21 Gennaio 2010
Avatar, di James Cameron
Sul lontano pianeta Pandora il popolo dei Na’vi lotta per la sopravvivenza.
di
Simone Fortunato
Okay, è new age, pagano, panteista, ambientalista. I caratteri sono stereotipati peggio che in Titanic e la storia è un mix tra Balla coi lupi e Pocahontas. Ma è anche un film visivamente innovativo e strabiliante in cui il regista James Cameron utilizza gli effetti per ricreare da zero letteralmente un nuovo mondo e una nuova natura. Senza un attimo di tregua (e tenere per due ore e mezza gli occhialini in 3D non è proprio uno scherzo), Avatar non è un film di soli effetti speciali, è anche l’immagine del mondo, quello nostro, degli ultimi dieci anni. Non ci sono le Torri Gemelle, ma c’è la guerra preventiva, il terrore contro il terrore e mezzo cinema sci-fi, Alien e Terminator compresi. E allora, dopo tanti capolavori persi al cinema per problemi anagrafici, ora possiamo dire, finalmente: io c’ero.
Inserito da Iurop il 22 Gennaio 2010 - 12:24am
Anch'io posso dire: IO C'ERO! Ma caro Fortunato non mi ha suscitato tutto ciò che hai scritto... mia moglie invece è con te!
(troppi effetti speciali ed una storia debole debole..., chissà forse ho problemi anagrafici diversi dai tuoi, ma non farei a cambio per nulla al mondo).
Al prossimo film.
Mario G.